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martedì 8 dicembre 2009

Processo alla Eternit di Casale M.To


Della A/H1N1, più nota come influenza suina, e che ha allarmato l'Italia ed altri paesi in questi mesi, sappiamo tutto (o quasi). Ancora non se ne conosce perfettamente l'estensione ma i suoi effetti, come quelli di molti virus conosciuti, sono immediatamente tangibili. Ci sono invece malattie le cui manifestazioni cliniche più eclatanti, spesso ineluttabili, compaiono anche dopo trent'anni. Una di queste è l'"Asbestosi", malattia dei polmoni causata dall'inalazione di fibre di asbesto. L'asbesto, meglio conosciuto come "amianto" è una sostanza che è stata utilizzata nel secolo scorso in vari campi: l'edilizia, l'industria navale, ferroviaria, automobilistica, chimica... ed il suo uso è stato proibito in molti paesi (in Italia con la Legge n. 257/1992) perché anche un contatto minimo con le sue fibre può provocare l'insorgenza di un carcinoma.

Lo sanno bene i cittadini di Casale Monferrato, in provincia di Alessandria ( io ci ho fatto le superiori). 35mila abitanti. 1500 morti. "Dal '75 si iniziava a capire che l'amianto faceva male però c'era da lavorare. I proprietari facevano orecchie da mercante ma ora ci si è ammalati tutti. Appena senti un pizzichino nella schiena – noi che lo sappiamo com'è la faccenda – vai all'ospedale, ti dicono: mesotelioma pleurico non operabile. E sai già che è finita".

Anni di battaglie legali. 200mila pagine di carte, 2900 parti lese, 10 parti civili.
Giovedì 10 dicembre a Torino l'amianto, e le multinazionali che lo hanno utilizzato sulla pelle dei lavoratori e dei cittadini che ne hanno respirato le polveri, andranno a processo. "Si tratta - afferma il portavoce di Articolo21 Giuseppe Giulietti - del più grande processo di questa natura mai celebrato. Dietro le carte ci sono le storie di migliaia di vittime e dei loro familiari. E ci auguriamo che tutti i Tg, i Gr le grandi piazze televisive - vogliano dedicare a questa tragedia alle sue cause ai testimoni almeno lo stesso spazio dedicato al delitto di Perugia o alla autodifesa di qualche politico condannato o inquisito". Già, perchè di questa tragedia, di queste vite spezzate in una lenta, atroce agonia, non se ne parla. E intanto nel mondo sono tuttora aperti numerosi stabilimenti che lavorano la fibra d'amianto in modo letale. "Per questo - afferma Nicola Pondrano, segretario della Camera del lavoro di Casale ed ex operaio - il nostro processo serve a porre le condizioni per iniziare una battaglia globale nel vero senso del termine. Vogliamo fare in modo che paesi come il Canada la smettano di essere i più grandi esportatori al mondo di questo materiale e che potenze grandi ed emergenti come Cina e India non lo lavorino più, affinché quello che è successo in Europa, a Casale, non avvenga più nel mondo".

Nell'intera Unione Europea il 10 dicembre è stata organizzata una mobilitazione globale. Lo stesso giorno in cui, 61 anni fa, veniva adottata dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite la Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo che sancisce agli articoli 23 e 25 "il diritto a soddisfacenti condizioni di lavoro", "il diritto alla salute e alla sicurezza in caso di malattia…"

Oggi le fabbriche Eternit sono chiuse. Lo sono dal 1986, eppure gli esperti di mortalità per amianto affermano che la malattia, nei luoghi dell'esposizione, raggiungerà il suo apice nel 2020. Dopo 30 anni di latenza.

Al processo di Torino non sarà svelata la cura contro l'"Asbestosi", i familiari non potranno rivedere i loro cari deceduti se non nei documenti e nelle foto che attestano la terribile morte. Nessuna sentenza, per quanto giusta, potrà risarcirli. Ma un giusto processo (che qualcuno, vergognosamente, vorrebbe "breve" anche per le morti sul lavoro) e una giusta attenzione di giornali e televisioni servirebbero almeno a non vederli uccisi per la seconda volta.

Per quanto riguarda il mesotelioma, il tumore alla pleura causato dall'amianto, ho già scritto un post tempo fa.

venerdì 6 novembre 2009

lunedì 5 ottobre 2009

Restituita tessera del PD



Stasera è una serata un pò buia ma mi sono tolto una soddisfazione nei confronti dei parlamentari PD
Sono andato in sede un'oretta fa ( del PD di quartiere) il lunedì sera si riuniscono, come il venerdì sera.
Entrato mi hanno salutato tutti, come sempre, anche se erano secoli che già non ci andavo più.
Il lunedì in genere ci sono sempre 7 o 8 persone, età minima 70 anni.
Mi è spiaciuto che ci siano stati solo loro, sono persone molto perbene che hanno dato quasi tutta una vita al partito, onesti pensionati, gente orgogliosa, sguardo fiero.
Ho detto, io dò le dimissioni dal partito, silenzio.
Mi guardano ma non dicono nulla. Solo uno mi dice di pensarci bene, che anche io è molto che lo frequento e sono il figlio di M.A. " am smentei mia ad tò pari" " non mi sono mai dimenticato di tuo padre"; accento alessandrino delle parti di Solero, magari hanno calpestato la stessa terra da giovani lavorando la campagna.
Poche parole, molta tristezza.
Eh cristo!!! Penso, ma nooo, non buttatela sui ricordi, su mio padre, anche lui iscritto da 50 anni almeno.
Ma come si fa?
Come fanno questi stronzi di parlamentari ad alimentarsi da questa brava gente, con che coraggio? Ripeto, è gente onesta, come lo sono tutti gli elettori e gli iscritti ex PCI
Ho lasciato li la tessera, ho pensato, lo faccio anche per voi.
Si è aggiunto un altro vuoto nel mio cuore.

Lorenzo

domenica 13 settembre 2009

Abbattuto lo storico Ponte della Cittadella ad Alessandria



L'attuale amministrazione comunale ( di centro-destra) ha deciso da sola, con in testa il sindaco, di demolire lo storico ponte sul fiume Tanaro.
Bisogna dire che nel 1994 alessandria ha subito una alluvione senza precedenti, allagando mezza città e con parecchi morti.
Da allora sono stati abbattuti altri due ponti e ricostruiti con le nuove regole.
Questo ponte è stato invece oggetto di dibattito per la sua presunta instabilità e per il valore storico, collega una zona periferica denominata " cittadella militare" che una delle opere più grandi a livello europeo di architettura militare del '700.


Il ponte, dello stesso periodo, è stato ritenuto pericoloso perchè in caso di nuova piena, loro dicono, potrebbe fare da tappo e riallagare la città.

Il problema è che sia le belle art, sia la Regione Piemnte e il magistrato del Po hanno dato parere negativo all'abbattimento, in quanto patrimonio storico- culturale e non pericoloso.
Ma qui intervengono gli affari.
Cosa è successo in questo mese?
CHE IL PONTE E' STATO ABBATTUTO DI IMPERIO nonostante il fatto che avrebbe dovuto venire il mese prossimo una commissione di tecnici apposita giudicante.
Perchè??
Perchè c'è da costruire il nuovo ponte, " il ponte Meier" 25 milioni di euro, un' opera faraonica e inutile ma appetibile visti i costi.
Ovviamente sono coinvolte le più grandi ditte costruttrici e questa amministrazione è molto sensibile a questo tipo di richieste.
Ma, come potete vedere dalle foto, il guaio è fatto, il ponte ora non c'è più e molte tasche si riempiranno.

Ah dimenticavo, buona parte dell'opera è finanziata dalle casse del comune, quindi da noi cittadini, che ci ritroveremo con buchi di bilancio da voragine senza fine e meno servizi.

Lorenzo

Comitato


mercoledì 2 settembre 2009

Alessandria - Maglia nera per le polveri sottili PM10



La maglia nera dell'inquinamento atmosferico quest'anno va a Alessandria che in termini di polveri sottili è la peggiore d'Italia.
Segue a ruota Napoli, poi arrivano Taranto e Verona.
Sono i risultati dei monitoraggi ambientali eseguiti da Treno Verde, la campagna di Legambiente e Ferrovie dello Stato giunta alla ventesima edizione.
Grazie a un laboratorio mobile su rotaia dell'istituto sperimentale di Rfi, la campagna ha analizzato la qualità dell'aria e i livelli di rumore di 7 città italiane: Napoli, Taranto, Pescara, Verona, Alessandria, La Spezia e Firenze.
Sul fronte dello smog, ad Alessandria le analisi rilevano una concentrazione di Pm 10 pari a 173 mg/m3 e 121 mg/m3, ben oltre il limite massimo consentito di 50mg/m3.

Notare nella foto come è ben evidenziata "LA PADANIA"

Analisi effettuate nel marzo 2009

Lorenzo