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venerdì 26 agosto 2011

Per una madre di 4 figli

Non so se Dio sia sempre pronto ad ascoltarci, io personalmente credo proprio di no, però c'è sempre un uomo, una persona pronta a farlo, non saremmo uomini allora se così non fosse.

C'è una madre, in questo momento che sta soffrendo e i loro figli con lei.

Ho letto, da qualche parte, ciò che un intellettuale scrisse: "Dio non può essere ovunque, per quello ha creato le madri". Questi quattro figli sanno di cosa stia parlando, perchè a loro volta sono madri e padri.

Io mi permetto di aggiungere, questa sera, che le donne, sapendo che Dio non può essere ovunque e spesso si dimentica di loro, hanno creato i figli, i loro figli.

Mi rivolgo a voi 4: sono vicino a voi, lo sapete che voglio bene a vostra madre per motivi che non sto a spiegare. In questo momento Lei sa che siete tutti e 4 intorno a lei, lo sente, ed è per questo che sarà sicuramente tranquilla.

Vi sono accanto insieme a lei.

Lorenzo

mercoledì 2 febbraio 2011

Sono un uomo e mi indigno anch'io


Non sarebbe ora di far sentire anche noi la nostra voce?
Cosa spettiamo? Oppure pensiamo che sia un battaglia che riguardi solo le donne?
Se così è allora io non ci sto!
Perchè io alle donne ci tengo.
Perchè non voglio lasciarle sole in un momento come questo dove la cultura maschilista è all'apice del comune sentire italiano.
Perchè in televisione è una continua umiliazione. E poi, diciamola tutta, ma ci sentiamo bene in questa società dove la donna è solo un mezzo di propaganda commerciale oppure un orpello da mostrare?
Vi ricordo che fra le donne ci sono le nostre compagne, le nostre mogli, le nostre figlie, le nostre sorelle, oppure pensate che ne siano fuori da questo vortice?
Ma non è questo che deve farci smuovere le coscienze, è il sentire in sè della donna, il nostro sentire verso tutte le donne che deve farci alzare in piedi e dire ADESSO BASTA.
Allora IO dico a gran voce: ADESSO BASTA!

Lorenzo

sabato 16 ottobre 2010

Sogno fra una lacrima di pioggia e un raggio di sole d'Ottobre







Credo che il sogno di questa notte non lo direi di certo a un santo.
Ti ho dipinta fra le stelle nel cielo più bello che tu abbia mai visto
e il tuo viso era una luna sottratta alla splendente luce del sole,
finendo così dal palmo della mia mano  al firmamento intero.
Io, pallido scribacchino e poeta nottambulo, mi accontento solo di un tuo sguardo sfuggente
mentre sto oziando sulla mia tavolozza.
Lorenzo

domenica 16 maggio 2010

Due anni sono passati....




Ciao Fausto, hai visto che avevo ragione io?? Abbiamo di nuovo vinto lo scudetto e la tua Juventus è li che annaspa.
Sono passati due anni da quando sei scomparso e ci manchi molto.
Sono qui in ufficio e sto preparando i registri per la lezione di oggi, mi sei venuto in mente tu.
Mi immagino tu che bussi a questo ufficio e con il tuo sorriso ironico avresti detto: " non dirmi che ci sei tu?"," allora devo ripassare per bene!" hehehhe
Così avresti detto, prendendomi in giro, segno di una bella amicizia e della contentezza nel vederci e passare una giornata insieme.
Ti ridedico quello che scrissi un anno fa qui su questo blog, perchè il sentimento di allora è identico a quello di oggi.

" Qui non è molto diverso da quando te ne sei andato. Sempre le solite cose. Io faccio sempre il tutor in Alessandria ed i treni, beh....lo puoi vedere da lassù come viaggiano.
Caro Fausto, come vedi non mi sono mai dimenticato di te e nemmeno tutti i tuoi colleghi. Non ho nemmeno ancora tolto la tua pagina dalla nostra guida, non ne ho il coraggio.
E' già passato più di un anno ma è come se fosse sempre ieri, eravamo molto amici, per questo ti ricorderò sempre e quel giorno sembra sempre vicino.
So che ora non starai malaccio, sei vicino tua moglie, che prima ancora di te ci aveva lasciati. Forse è proprio questo che ci fa sentire il distacco meno amaro. Sappiamo che finalmente hai trovato quella pace che mai in vita avevi trovato.
Sai, io penso che ci sia qualcosa di magico nella vita, di tremendamente bello, ma come tutte le cose c'è anche un contrario, un qualcosa di tremendamente buio e tetro.
E' come guardare un meraviglioso giardino fiorito, voltarsi e vedere che tutto è sparito, lasciandoci solo freddo e tenebre. Un soffio e la vita se ne va.

Ma nulla potrà togliermi l'immagine che ho sempre di te, con quel cavolo di palmare che sempre perdeva i programmi e quel sorriso ironico quando entravi nel mio ufficio.

Mi manca tremendamente.
Un abbraccio da tutti i tuoi colleghi ed uno mio particolare.


Al Capotreno Fausto Laguzzi

Lorenzo


lunedì 26 aprile 2010

Non sarai mai sola




Se rimaniamo insieme potremo anche volare
potremo attraversare questo mare
se rimaniamo insieme nelle diversità insieme scopriremo la nostra unicità
se noi si resta insieme saremo la continuità
se rimaniamo insieme sarà vera libertà
per la vita che verrà
per la vita che verrà tu non sarai mai sola
se rimaniamo insieme se ci diciamo tutto
se insieme seminiamo insieme coglieremo il frutto
se noi si resta insieme sarà una meraviglia
se rimaniamo insieme saremo una famiglia per la vita che verrà
per la vita che verrà
tu non sarai mai sola
sotto questo cielo
io non sarò mai solo
sotto questo cielo
noi rimarremo insieme
se noi ci capiremo
se ci perdoneremo gli sbagli che faremo noi rimarremo insieme
se avremo volontà
se riusciremo insieme a darci libertà per la vita che verrà per la vita che verrà
per la vita che verrà tu non sarai mai sola
sotto questo cielo,
io non sarò mai solo, sotto questo cielo
per la vita che verrà
per la vita che verrà
tu non sarai mai sola, mai...

Jovanotti

Dedicato a una donna lontana ma mai come in questi momenti molto vicina. Lorenzo


lunedì 5 aprile 2010

Osservatore occasionale




" Eravamo un mucchio di esistenti impacciati, imbarazzati da noi stessi, non avevamo la minima ragione d'esser lì, né gli uni né gli altri, ciascun esistente, confuso, vagamente inquieto si sentiva di troppo in rapporto agli altri.
Di troppo: era il solo rapporto ch'io potessi stabilire tra quegli alberi, quelle cancellate, quei ciottoli. Invano cercavo di contare i castagni, di situarli in rapporto alla Velleda, di confrontare la loro altezza con quella dei platani: ciascuno di essi sfuggiva dalle relazioni nelle quali io cercavo di rinchiuderli, s'isolava, traboccava. Di queste relazioni (che m'ostinavo a mantenere per ritardare il crollo del mondo umano, il mondo delle misure, delle quantità, delle direzioni) sentivo l'arbitrarietà; non avevano più mordente sulle cose.
Di troppo, il castagno, lì davanti a me, un po' a sinistra. Di troppo la Velleda… Ed io - fiacco, illanguidito, osceno, digerente, pieno di cupi pensieri - anch'io ero di troppo. Fortunatamente non lo sentivo, più che altro lo comprendevo, ma ero a disagio perché avevo paura di sentirlo (anche adesso ho paura - ho paura che questo mi prenda dietro la testa e mi sollevi come un'onda). Pensavo vagamente di sopprimermi, per annientare almeno una di queste esistenze superflue. Ma la mia stessa morte sarebbe stata di troppo. Di troppo il mio cadavere, il mio sangue su quei ciottoli, tra quelle piante, in fondo a quel giardino sorridente. E la carne corrosa sarebbe stata di troppo nella terra che l'avrebbe ricevuta, e le mie ossa, infine, ripulite, scorticate, nette e pulite come denti, sarebbero state anch'esse di troppo: io ero di troppo per l'eternità."

Sartre

"......e sempre più osservatore occasionale mi sento al di fuori di quel recinto inviolabile che tutti chiamano anima ma che io chiamo cuore. "

Lorenzo

venerdì 6 novembre 2009

Un pò di riposo ( Searching the sound of silent )




Mi prendo un pò di riposo. Spengo la luce per un pò.
La mia mente deve staccare , non pensare.
Troppe cose che mi fanno ancora male, commenti che parlano di angoscia, di malessere e altro e la mia voglia di reagire sempre più ingabbiata, rinchiusa, inascoltata e snobbata.
Devo uscire a prendere un pò d'aria.
Mi prendo una pausa.






Lorenzo

sabato 31 ottobre 2009

A Fausto Laguzzi




Qui non è molto diverso da quando te ne sei andato.
Sempre le solite cose.
Io faccio sempre il tutor in Alessandria ed i treni, beh....lo puoi vedere da lassù come viaggiano.

Caro Fausto, come vedi non mi sono mai dimenticato di te e nemmeno tutti i tuoi colleghi.
Non ho nemmeno ancora tolto la tua pagina dalla nostra guida, non ne ho il coraggio.
E' già passato più di un anno ma è come se fosse sempre ieri, eravamo molto amici, per questo ti ricorderò sempre e quel giorno sembra sempre vicino.
So che ora non starai malaccio, sei vicino tua moglie, che prima ancora di te ci aveva lasciati. Forse è proprio questo che ci fa sentire il distacco meno amaro. Sappiamo che finalmente hai trovato quella pace che mai in vita avevi trovato.
Sai, io penso che ci sia qualcosa di magico nella vita, di tremendamente bello, ma come tutte le cose c'è anche un contrario, un qualcosa di tremendamente buio e tetro. E' come guardare un meraviglioso giardino fiorito, voltarsi e vedere che tutto è sparito, lasciandoci solo freddo e tenebre, un soffio e la vita se ne va.
Ma nulla potrà togliermi l'immagine che ho sempre di te, con quel cavolo di palmare che sempre perdeva i programmi e quel sorriso ironico quando entravi nel mio ufficio, col palmare in mano.
Mi manca tremendamente.
Un abbraccio da tutti i tuoi colleghi ed uno mio particolare.

Lorenzo

Al Capotreno Fausto Laguzzi

giovedì 1 ottobre 2009

I Cani rabbiosi



Adesso la bestia da sacrificare sono io.
I cani rabbiosi e le jene di internet si stanno mettendo in circolo intorno a me, bestia ferita, con i loro insulti, ovviamente anonimi.

Le jene girano di notte, nell'ombra, anonimi, sembrano tutte uguali, con i loro sghignazzi abominevoli e i loro morsi mortali. Si cibano di carogne dopo che i cani randagi e i lupi spelacchiati hanno fatto man bassa della carcassa.
Oggi avrò ricevuto una decina di commenti anonimi, tutti contro la mia persona, non per le idee politiche, quelle interessano ben poca gente, non per i post di filosofia, quelli interessano meno ancora, ma per i miei post personali, dove io ho sempre avuto rispetto per le altre persone, mai nominandole, mai facendone un cenno.
Eppure le jene, i cani rabbiosi e i lupi spelacchiati si sono appassionati alle mie vicende.
Hanno letto i miei post, hanno letto altri post e, facendo due più due, hanno deciso, ora, che io debba morire, che è ora di togliermi di mezzo.
Insulti a ripetizione senza sapere nulla, travisando i miei post e altri post, facendosi idee del tutto errate sulla vicenda, mescolando fantasia e realtà.
Queste bestie immonde agiscono anonime o nel segreto per poi attaccare chi si sente ferito o chi, per orgoglio o perchè ha riflettuto sui suoi sbagli, tenta una reazione, un riscatto di se stesso.
Posso solo dire che qui avete vinto voi, le leggi della natura le conosco, le bestie ferite non hanno scampo nelle giungle anche virtuali, devono ritirarsi, il loro ruolo è finito.
Ma nella vita reale io rimarrò un uomo, ferito ma uomo, loro invece dei cani rabbiosi, randagi senza meta, lupi senza pelo, jene vigliacche, sciacalli dell'ultima ora.

Lorenzo

martedì 29 settembre 2009

Me


Questa sera è proprio una brutta serata................

sabato 8 agosto 2009

Riprenderò a scrivere di filosofia

Riprenderò a scrivere di filosofia e di politica.
Forse è l'unica cosa che so fare.
Cercare di rinascere attraverso questo blog, cercando di non ricordare passaggi che hanno segnato la mia vita.
Se sentirò l'esigenza di scrivere di me stesso lo farò attraverso un nuovo blog, ai margini della blogosfera, nascosto, lontano da sguardi indiscreti, curiosi e giudici di ogni risma.
Mi basterà scrivere, se sentirò la necessità, i miei stati d'animo, per esorczzare le mie paure.
Ma qui, in questo blog, ci saranno solo le mie idee, i miei pensieri e astruserie filosofiche, perchè ho questa passione e non voglio gettarla via.
Lorenzo

Nessun commento per favore

lunedì 3 agosto 2009

Gente di collina




Da bambino andavo almeno un mese dai miei nonni materni a Castelnuovo Belbo, provincia di Asti.
Un paese arrampicato per metà su una delle morbide colline del Monferrato astigiano, nel mezzo del Piemonte.
proprio in cima alla collina c'era la casa dei miei nonni. Una casetta nel verde, con il pozzo in cortile, una piccola stalla dove fino a qualche anno prima c'era il bue, unico mezzo di locomozione per lavorare la terra, un orto con tantissime verdure, frutta e un " casotto" con conigli e galline.
I miei mi mandavano lì per " cambiare aria", visto che io abitavo in quell città di pianura afosa che si chiama Alessandria.
Cambiavo totalmente ritmo di vita, alimentazione, amici, giochi, modo di relazionarmi. Mi adattavo subito, forse ho sempre ammirato la gente di collina, abituata a camminare per quelle salite lunghissime, non ripide ma con una pendenza costante, quasi a simboleggiare la durezza della vita di campagna.
Mia nonna, cuoca eccezionale e con prodotti la maggior parte coltivati nell'orto, mi preparava prelibatezze d'altri tempi. Torta con i mirtilli e fragole di bosco, minestroni con la pasta fatta in casa, il coniglio in umido e la sua famosa purea di patate e carote, agnolotti fatti in casa, gnocchi di patate.
Mio nonno, uomo di campagna ma arguto e con quella intelligenza pratica che solo i contadini hanno, mi portava sempre con lui nella vigna, spettacolo ed esempio di ordine e lavori da manuale, la quale ricambiava quella dedizione alla terra a fine Settembre con una ottima uva barbera.
Ho scoperto sapori per poi perderli nuovamente dopo pochi anni, quando, ormai ragazzo, ho preso la mia strada per altre lande da esplorare, con gli amici.
La colazione la preparava mio nonno, per me burro e marmellata, per lei la scodella di latte con il pane del giorno prima, per lui un pezzo di gorgonzola, mezzo peperone e, se c'era. magari una acciuga sott'olio con il famoso "bagnet". Mi sono sempre chiesto il perchè, anche negli anni a seguire. Ho sempre pensato che mia nonna fosse femminista costringendo il nonno a fare anche lui le faccende di casa.
Ricordo, una decina di anni dopo, conversando con loro ormai molto vecchi, chiesi il perchè di questo. Nel sentire parlare di femminismo mia nonna guardò il marito con aria interrogativa, quasi come dire, è cresciuto in città, el capisc pà ( con un bellissimo e dolce accento di Canelli).
Mio nonno disse: " Gianlorenzo, ma perchè questa domanda? Guarda che è normale, se uno non ha tempo per una cosa lo fà l'altro".
Questa è stata la semplice risposta.
Notai poi a pranzo, prima no, non lo avevo mai fatto, che la disposizione dei cibi era sempre messa in mezzo a loro, si dividevano tutto in tavola e spesso mettendo porzioni uno nel piatto dell'altro.
Io, che teorizzavo teorie comuniste o chissà cosa, la risposta era invece semplice, "se uno non ha tempo lo fa l'altro".
Forma mentis della gente di campagna, di Castelnuovo Belbo, di collina, del Monferrato, del Piemonte, di tutte le regioni del nord del centro e del sud, di tutta l'Italia..... non della Padania.

Lorenzo

lunedì 6 luglio 2009

Bloggers



Questo post è per chiedere a una persona molto cara a me di non chiudere il suo Blog.
Quel blog rappresenta la bellezza sua nella vita reale.
Quel blog é lei nei suoi pensieri, nei suoi sentimenti.
La sua bellezza che viene messa in queste reti non dev essere gettata via per colpa di discussioni stupide.
Vola con le tue belle ali rosse, persone come te sono destinate ad essere libere per poter esprimere tutta la loro anima

domenica 5 luglio 2009

Cosa è un blog ?


Un segno del nostro passaggio.
Alcuni lasciano segni indelebili, è la capacità di aprirsi al mondo.

martedì 23 giugno 2009

Solo se interrogato ( come è cambiata la scuola)

"Tutta la mia vita da studente è stata, se ridotta all'osso, uno star buono, schivare all'occorrenza, arrendersi subito in caso di necessità.
Parlare, naturalmente, solo se interrogato."


Pensieri di un istruttore pensando a quando era studente.

martedì 19 maggio 2009

Donazione 5 per mille associazione Peter Pan



Io quest'anno dono il 5 per mille alla associazione Peter Pan.
E' una associazione no profit che si occupa di ospitare le famiglie, che vivono fuori Roma, dei bambini ricoverati al Bambin Gesù per malattie onco-ematologiche.
C.F. 97112690587
Lorenzo
P.S.
Questo post rimarrà qui al primo posto fino alla fine di Maggio come invito alla donazione

venerdì 1 maggio 2009

Il nostro presentismo

Quando siamo andati a questa mostra ero un pò preoccupato.
Chissà che penserà lei, le piacerà?
Entrati dentro ci siamo seduti. Dopo qualche minuto per capire la dinamica della rappresentazione(vedi filmato), ho chiesto cosa ne pensava.
Il suo sguardo era catatonico, si è rivolta verso di me e mi ha detto: " Ma che è?"
Nel senso, mi spiega subito, che significa?
Io nello spiegarle che bisogna guardare il movimento lento , il cambio e la simmetria dei giochi di luce ,lei mi risponde :" ma perchè cambiano!?". Io stavo guardando er mucchietto de tera! Che vordì Lorè?
Non potevo mettermi lì e dirle le mie impressioni, il silenzio era obbligatorio ed un inizio di risata tra me e lei stava già scoppiando, facendo presumere risa incontenibili( ma silenziose, siamo rispettosi degli altri).
Siamo stati lì una buona oretta, dopo venti minuti mi ha confermato che le luci cambiavano, poi siamo usciti, non abbiamo approfondito il discorso.
Forse la nostra mente era già impegnata alla ricerca di un locale con del buon tè e biscotti artigianali.
Questo è un mio ricordo vivo