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mercoledì 16 dicembre 2009

Prove tecniche di regime





Dal Blog di Massimo Donadi:

La puntata di ieri de “La vita in diretta” è la riprova che siamo al regime mediatico.
Dopo i tg, anche i contenitori televisivi pomeridiani diventano il luogo dove si cancella la realtà, si distorcono i fatti e si mette il bavaglio all’opposizione. Stanno progressivamente cancellando la voce dell’opposizione e lo fanno con una tecnica sopraffina.
Ieri, però, il sottoscritto ha rotto il giochino nelle mani di questi signori, lasciandoli a becco asciutto.
Non mi mancavano certo gli argomenti per controbattere parola per parola alle fandonie sparate a raffica da giornalisti ospiti insieme a me della trasmissione. Ma ci sono momenti in cui il silenzio ed i gesti sono più eloquenti di mille parole. Vi spiego.
Lunedì pomeriggio “La vita in diretta” ha messo in scena un vero e proprio processo mediatico a Italia dei Valori. Tutti gli ospiti presenti, oltre al solito
Capezzone, ormai parodia di se stesso, alcuni giornalisti, hanno per più di un’ora insultato, strumentalizzato, mentito, ribaltato le nostre posizioni pur di farci apparire agli occhi dei telespettatori istigatori d’odio.
Ovviamente, non era stato invitato nessun rappresentante di Italia dei Valori a difendere e spiegare le proprie ragioni.
Ieri, dunque, sarebbe dovuta andare in scena la puntata riparatrice, ma si capiva, sin dalle prime battute, che quelli che avevo accanto non erano ospiti di un normale ed equilibrato parterre televisivo: era stato messo su “ad arte” un vero e proprio plotone di esecuzione, i cui più fieri componenti erano due sedicenti ed illustri giornalisti,
Pierluigi Diaco e Maria Giovanna Maglie.
Del primo, si ricordano i successivi molteplici, affannati e, qualche volta, sghangherati tentativi di ritagliarsi uno spazio da “grande” giornalista. L’ambizione a diventare bravo come Travaglio ci è parsa tanta, la rabbia pure. Per il talento, attendiamo con ansia.
Per ora, rimangono a memoria dell’umanità più i litigi in tv di cui si è reso protagonista che gli articoli a sua firma pubblicati sul quotidiano
Clandestino, edito da Mondadori (!) e di cui è vicedirettore e che probabilmente vanta il più basso numero di lettori in Italia.
Della seconda, Maria Giovanna Maglie, si ricordano i conti milionari dal visagista quando era corrispondente del Tg2 dall’America, le fatture false per decine di migliaia di dollari rimessi alla Rai e intestati a società inesistenti, ricevute per compensare collaboratori fasulli e gente in pensione, insomma, le carte truccate per coprire spese ingiustificabili che le costarono il posto in Rai.
Non lo dico io ma un articolo di
Concita De Gregorio (link) oggi direttore de L’Unità ed allora cronista de la Repubblica. E poi c’erano altri giornalisti, quelli che, in teoria, avrebbero dovuto equilibrare la presenza di tali illustri firme ma che, nei fatti, ogni giorno scrivono e massacrano Italia dei Valori dalle colonne dei giornali per i quali scrivono.Lascio a voi ogni giudizio.
A me rimane una certezza, quella di aver ascoltato insulti, rabbia e disprezzo, urlati probabilmente per acquisire credenziali agli occhi dell’onnipotente patron di
Mediaset, alias, il presidente del Consiglio.
Ma il sottoscritto gli ha riservato una piccola sorpresa. Si è alzato e se ne è andato, rompendogli il giochino. Loro sono rimasti li, a continuare ad urlare il loro livore e le loro menzogne. Io sono tornato in Parlamento a lavorare per cercare di contribuire a risollevare le sorti di questo Paese e a contrastare l’azione sbagliata di questo Governo e di questa maggioranza.

mercoledì 9 settembre 2009

martedì 8 settembre 2009

Petizione per Report di RAI 3

Il direttore generale della RAI Masi ha deciso di non garantire più la copertura legale alla trasmissione Report condotta dalla Gabanelli, ciò significa chiusura immediata.
Si continua ad avere delle prove alle mie tesi per cui la libertà di stampa c'è ( altrimenti non si ricorrerebbe a questi mezzi) ma stanno prendendo il potere direttori e giornalisti prezzolati per pochi denari.

PETIZIONE

Faccio un appello al presidente della Rai Dott Paolo Galimberti:
Sig presidente lei ha sempre dichiarato di volere un giornalismo libero.
Lei ha ultimamente dichiarato di amare la Tv americana, quale esempio di professionalità.
Lei ha lavorato molti anni alla Repubblica, giornale che sta conducendo una battaglia per la libera informazione, per il giornalismo che, a parole, lei auspica. Questa battaglia, insieme all'Unità, la stanno facendo sotto i suoi occhi, mentre lei in poltrona avvalla la chiusura di Report che, insieme a quella di Santoro, sono le uniche trasmissioni rimaste nel panorama TV che ricalcano quello che lei va dicendo in giro.
Le ricordo che le uniche inchieste libere che sta facendo la Rai sono sugli animali: dove vivono i leoni, se i pinguini hanno freddo, se le scimmie comunicano fra loro.
La mia domanda è molto semplice, è lei che sta presiedendo la Rai o un clone formattato ?

Informazione aggiuntiva, ora il link funziona.

Lorenzo