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martedì 29 maggio 2012

Festa della Repubblica pro terremotati



Il 2 Giugno 1946 è stato il giorno che gli italiani fecero una grande scelta: scelsero di vivere in una repubblica, in una democrazia partecipativa.
Oggi, a pochi giorni dal 2 Giugno 2012, festa della Repubblica, dopo i fatti dei terremoti che hanno colpito l'Emilia Romagnia, facciamo che diventi il giorno in cui gli italiani non hanno lasciato soli le genti di quella terra disgraziatamente colpita.
Questo post è un appello al governo italiano affinchè la parata della festa della Repubblica venga abrogata e quei soldi inviati ai terremotati.
Che sia il giorno il cui tutti hanno scelto di non lasciare indietro nessuno e così costruire un'Italia migliore.
A volte sono i semplici gesti che formano una nuova etica

Lorenzo

venerdì 13 aprile 2012

Il mio spread




05/02/2012: San Remo, 47 anni, elettricista si spara.
26/02/2012: Firenze, 65 anni, imprenditore si impicca.
02/03/2012: Ragusa, commerciante tenta di darsi fuoco.
02/03/2012: Pordenone, 46 anni, magazziniere si suicida
09/03/2012: Genova, 45 anni disoccupato, sale su un traliccio della corrente 09/03/2012: Taranto, 60 anni, commerciante trovato impiccato.
10/03/2012: Torino, 59 an...ni, muratore... si da fuoco.
14/03/2012: Trieste, 40 anni, appena disoccupato si da fuoco.
15/03/2012: Lucca, 37 anni, infermiera ingerisce acido.
21/03/2012: Lecce, 29 anni, artigiano si impicca.
21/03/2012: Cosenza, 47 anni, disoccupato si spara.
23/03/2012: Pescara, 44 anni, imprenditore si impicca.
27/03/2012: Trani, 49 anni, imbianchino disoccupato si getta dalla finestra.
28/03/2012: Bologna, 58 anni, si dà fuoco davanti all'Agenzia delle entrate.
29/03/2012: Verona, 27 anni, operaio si da fuoco.
01/04/2012: Sondrio, 57 anni, perde lavoro, cammina sui binari, salvato in tempo.
02/04/2012: Roma, 57 anni, corniciaio, si impicca.
03/04/2012: Catania, 58 anni, imprenditore si spara.
03/04/2012: Gela, 78 anni pensionata si getta dalla finestra, riduzione della pensione
03/04/2012: Roma, 59 anni, imprenditore, si spara con un fucile.
04/04/2012: Milano, 51 anni, disoccupato si impicca.
04/04/2012: Roma, Imprenditore si spara al petto col fucile. La sua azienda stava fallendo......e questo macabro elenco non è completo.. ( post su facebook di una mia collega)

A queste persone aggiungo tutti quelli, e sono tantissimi, che non compiono questo gesto estremo soltanto per i loro figli, per paura che un giorno loro diano del vigliacco al loro padre.
Ma sono persone che hanno perso tutto, sia in termini economici che di tranquillità che di futuro per loro e le loro famiglie.
Questa è la politica dei tecnici, dati tecnici, dati per statistiche, dati esondabili, manutentivabili, licenziabili, tutto quello che volete, per ognuno di loro tutto quello che avevano era il loro mondo, e l'Italia glielo ha tolto.

"Vorrei che solo per un istante, soltanto un istante, i governanti di oggi sentissero sulla loro pelle il freddo dolore del loro silenzioso suicidio"
Lorenzo Manfrin

giovedì 29 settembre 2011

Giorni difficili


C'è un bel po' di confusione nella attuale situazione politica, e non solo per gli atti del governo e del parlamento, a quello ci siamo ormai abituati da anni, ma per come un cerchio ristretto di ministri sta gestendo la situazione.
E' indubbio da tempo che a decidere le sorti dell'Italia siano solo 3 persone: Bossi, Tremonti, Berlusconi, nel giusto ordine di importanza di come li ho scritti, il motivo è semplice, ognuno ricatta l'altro.
E' palese che individualmente questi tre personaggi non valgano un fico secco, sia intellettualmente sia per capacità personali, ma la cricca così composta e il potere a loro conferito dal parlamento, quindi dagli elettori, ha permesso loro di avere un potere fortissimo decisionale, anche e soprattutto a livello personale. Ognuno di loro per fini diversi.
Bossi è soltanto interessato alla secessione, quindi a far andare male la nazione intera. E' interessato a prendere più potere possibile attraverso nomine bancarie in primis e piazzare suoi uomini nei centri locali di potere.
Tremonti deve essere stato da piccolo il bambino che ha preso più sberle nella storia, ed ora deve dimostrare a tutti di essere capace, ma capace non è, non ha visione politica, non sa prevedere i fenomeni finanziari, non ha la minima consapevolezza di cosa abbia in mano, ma continua e stavolta le sberle le prende dai ministri economici degli altri paesi, con un piccolo particolare: ci sta svuotando l'Italia.
Berlusconi è chiaro, è lì per lui, per il suo impero economico, per volere della neonata P2-P3-P4 e via di seguito e perchè serviva una testa d'ariete che sconvolgesse le regole democratiche, un esperimento voluto dai grandi per tastare il terreno all'Europa.
L'italia è vista come un grande circo dai giornali italiani, ma non il governo, noi stessi. Siamo incomprensibili agli occhi degli altri cittadini europei e sono incazzati con noi.

Quello che stiamo leggendo dai giornali è una sorta di epilogo di questo ventennio, un po' la stessa sorte di Gheddafi che dal deserto parla di vittoria.
Sono un po' di anni che il nostro parlamento è un deserto, e da quelle sabbie mobili chiunque può fare qualsiasi cosa, anche un colpo di stato.

Rettifica, in base alla nuova legge che il parlamento andrà ad approvare:

Tutto quanto ho scritto lo penso, lo affermo, lo sottoscrivo e non sarà oggetto di modifica

Lorenzo

martedì 8 giugno 2010

Emendamento 1707, Norma "salvapedofili" e petizione antibavaglio


L'emendamento 1707.
Porta, tra gli altri, la firma di Maurizio Gasparri e di Gaetano Quagliariello, ed è da giorni al centro delle proteste di associazioni, politici e utenti del web. Che lo hanno già ribattezzato "Tutela Pedofili". Duri i commenti online: "Ecco l'ultima trovata di casa Pdl: niente obbligo di arresto per chi verrà sorpreso a compiere violenze sessuali 'di lieve entità' verso minori.
Denunciamoli e diffondiamo la notizia: è ora di dire basta a questo scempio".
Sulla stessa linea la denuncia delle donne di Italia dei Valori. Che scrivono: "Riteniamo che il concetto di 'violenza sessuale di lieve entità' non debba assolutamente entrare nella legislazione che riguarda i reati sessuali in danno di minori". Il rischio è "l'inevitabile riflesso negativo di questa norma sull'esito dei procedimenti giudiziari".
Per il Pd, "questa norma è un macigno che impedirà l'arresto in flagranza e il processo per direttissima dei pedofili".


"Uscite dal Parlamento".
Inizia così la lettera aperta che molti cittadini stanno inviando a Pierluigi Bersani e ad Antonio Di Pietro. Una lettera il cui testo è ripreso da un articolo di Marco Travaglio. Appuntamento il 15 luglio, in piazza Montecitorio a Roma. Dove centinaia di cittadini si dicono "pronti ad incontrare in modo pacifico" il leader dell'Idv e il segretario del Partito Democratico. Ed in molti chiedono alle forze di opposizione un gesto simbolico, "lasciare l'Aula durante i lavori su ddl intercettazioni". Continuano anche le micro manifestazioni dei viola. Che dopo il presidio a Firenze - durato un'intera settimana - annunciano nuove iniziative. Per oggi: appuntamenti a Roma e a Parma.


Il lavoro della società civile. Una nuova mobilitazione. Promossa dalla Federazione della Stampa Italiana, da Libertà e Giustizia e da altre associazioni. Che hanno deciso di presentare un esposto comune alla Corte europea per i diritti umani di Strasburgo e di "rivolgere un appello ai giuristi e ai costituzionalisti italiani, affinché formino un collegio di difesa per sostenere chiunque sarà colpito per aver disobbedito ad una legge ingiusta ed incivile". In cantiere, inoltre, la promozione di "una grande manifestazione nazionale, nei tempi e nei modi che si renderanno necessari qualora questo scellerato ddl dovesse andare all'approvazione".

Fonte La Repubblica

Petizione antibavaglio


Petizione contro emendamento 1707

Lorenzo

mercoledì 27 gennaio 2010

Il nostro Senato della Repubblica



Senato della Repubblica Italiana, presidente R.Schifani, nel nostro ordinamento seconda carica dello stato dopo il Presidente della Repubblica:

Sto leggendo sul giornale online una notizia che mi ha sconvolto e fatto incazzare, ma di brutto.
La notizia riguarda un resoconto di una seduta in senato dove si discuteva sul giusto processo:
Questo è un pezzo di resoconto ovviamnete il tutto è stenografato dai segretari:

“In quest’aula, mentre si citava il gravissimo fatto del programmato attentato distruttivo ordito contro alcuni magistrati che combattono la mafia, una parte di questa assemblea ha irriso all’evocazione dei nomi delle possibili vittime... Sapevamo dei mafiosi che brindarono alla morte di Giovanni Falcone... Eravamo a questa torbida conoscenza. Oggi abbiamo qualcosa di altro: una parte dell’aula del Senato, ieri, ha fatto un coretto di irrisione alla pronunzia del nome di Antonio Ingroia, un magistrato che la mafia vuole uccidere” .

Ritengo che la mancanza di rispetto da parte di persone delle istituzioni verso chi, ancora in vita, la mafia la combatte davvero scavalchi ogni decenza.
Antonio Ingroia, vice procuratore capo di Palermo, più volte minacciato di morte dai mafiosi. Con queste offese lo stato ha preso le distanze da lui.
Posso solo dire a questi " senatori" una cosa sola: vergognatevi e vergognatevi anche chi li hanno eletti!

Lorenzo

venerdì 13 novembre 2009

La legge è uguale per tutti, ma per uno è più uguale ancora



Poi dicono che il popolo italiano non fa nullla per il proprio paese.
Non è affatto vero, per salvare il proprio primo ministro gli italiani stanno bene attenti a non spargere la voce sulle conseguenze delle ultime proposte di legge di questo governo.

Il Consiglio superiore della Magistratura convoca i presidenti dei Tribunali e i procuratori capo. Delinquenti in libertà. I procedimenti a rischio estinzione

ROMA
- Ieri mattina è stato depositato in Senato il ddl che prevede l'estinzione dei processi di primo grado per imputazioni che prevedono una pena massima edittale al di sotto dei 10 anni se non arrivano a sentenza in due anni da quando il pm chiede il rinvio a giudizio.

L’effetto nel mondo politico è stato quello di un terremoto. L’opposizione è insorta. Così come l'Anm che ha parlato di "effetti devastanti sul funzionamento della giustizia penale in Italia". Anche il Csm si prepara ad esprimere il suo parere, con tanto di avvio di istruttoria sull'impatto che le norme proposte avranno sul sistema giudiziario. Il Consiglio superiore della magistratura ha infatti convocato per il 24 novembre i presidenti di Tribunale e i procuratori capo dei maggiori distretti giudiziari italiani, per avere dati precisi sul numero di processi che sarebbero a rischio estinzione con l'entrata in vigore del disegno di legge depositato ieri al Senato.
Difficile dire fin d’ora a quanti e a quali, ma è certo che molti processi salteranno – almeno centomila secondo le prime stime - con il duplice effetto di rimettere in libertà dei delinquenti e di non rendere giustizia alle vittime.

I REATI A RISCHIO PRESCRIZIONE - Secondo i vertici del sindacato dei magistrati, sono a rischio di prescrizione una moltitudine di procedimenti che riguardano reati gravi quali: abuso d’ufficio, corruzione semplice e in atti giudiziari, rivelazione di segreti d’ufficio, truffa semplice o aggravata, frodi comunitarie, frodi fiscali, falsi in bilancio, bancarotta preferenziale, intercettazioni illecite, reati informatici, ricettazione, vendita di prodotti con marchi contraffatti, traffico di rifiuti, vendita di prodotti in violazione del diritto d’autore, sfruttamento della prostituzione, violenza privata, falsificazione di documenti pubblici, calunnia e falsa testimonianza, lesioni personali, omicidio colposo per colpa medica, maltrattamenti in famiglia, incendio, aborto clandestino.

I PROCESSI IN BILICO - I dibattimenti più a rischio sembrano essere quelli riguardanti i reati di natura economico-finanziaria. Oltre ai due processi riguardanti Silvio Berlusconi (in quello per la vicenda Mills la richiesta di rinvio a giudizio è del 10 marzo 2006, mentre in quello per le presunte irregolarità nella compravendita dei diritti televisivi e cinematografici è del 22 aprile 2005), se la legge sui processi brevi dovesse venire approvata dal Parlamento, sarebbe la fine di processi importantissimi, che hanno segnato la storia italiana degli ultimi anni: da quello che vede imputati l'ex governatore della Banca d'Italia Antonio Fazio e altri per il tentativo di scalata ad Antonveneta (richiesta del maggio 2008), a quello per le tangenti pagate da ex manager di Enelpower ed Enipower, nonché il crack Parmalat, il processo Cirio ed anche quello contro gli stabilimenti Eternit per la morte causata da amianto di oltre 2mila lavoratori.

CRAC PARMALAT - La richiesta di giudizio per il crac Parmalat è avvenuta a luglio del 2007 e la prima udienza è stata fissata a marzo 2008, ben otto mesi dopo. Il processo a Parma è dunque a rischio proscioglimento e andrà avanti solo per quei reati con pene superiori a dieci anni. Calisto Tanzi andrà certamente a giudizio, ma non chi è stato accusato di bancarotta preferenziale.

CIRIO - Stesso discorso per il processo Cirio, i cui due anni teoricamente previsti per il primo grado sono già trascorsi.

THYSSENKRUPP - A Torino è in bilico il processo Thyssen, perché concedendo le attenuanti generiche previste a seguito del risarcimento alle vittime, la pena scenderebbe sotto i dieci anni. A spiegarlo all'agenzia Ansa sono fonti del Palazzo di Giustizia di Torino. Già il 23 febbraio 2008 la procura di Torino aveva chiuso le indagini e l'8 maggio aveva formulato le richieste di rinvio a giudizio. Il processo, terminata l'udienza preliminare, è cominciato il 13 gennaio 2009. «La prescrizione, secondo il ddl, dovrebbe scattare a maggio del 2010, ed è difficile ipotizzare che all'epoca ci sia già la sentenza di primo grado. Vuol dire che i giudici, concesse ai cinque imputati di omicidio colposo le attenuanti generiche per via del risarcimento ai parenti delle vittime, disporranno il "non luogo a procedere", perché la pena scenderebbe sotto i dieci anni. Solo il dirigente imputato di omicidio volontario rischierebbe una condanna: ammesso che la tesi del dolo venga accolta».

RIFIUTI IN CAMPANIA - Il processo per i rifiuti in Campania, per esempio, che vede tra gli imputati il governatore Antonio Bassolino, rischia di essere fortemente ridimensionato. Alcuni reati come la truffa e la corruzione potrebbero cadere uno dopo l'altro.

CLINICA SANTA RITA - Anche il processo per lo scandalo alla clinica Santa Rita di Milano, potrebbe finire nelle maglie del disegno di legge sul “processo breve”. La vicenda, con al centro presunti interventi inutili effettuati alla casa di cura anche su persone molto anziane con lo scopo di ottenere rimborsi non dovuti dal servizio Sanitario nazionale, il 9 giugno del 2008 ha portato all’arresto in carcere o ai domiciliari di 14 persone tra cui l’ex primario della Chirurgia toracica, Pier Paolo Brega Massone, da poco rimesso in libertà. Le accuse sono lesioni gravi e gravissime (85 casi) e truffa ai danni del Sistema Sanitario Nazionale. Basterebbe però che una qualsiasi istanza di approfondimento istruttorio venisse accolta o una qualsiasi perizia disposta per frenare l’andamento del processo e rischiare così di non riuscire ad arrivare alla sentenza entro due anni dalla richiesta di giudizio immediato e di finire con una dichiarazione di non luogo a procedere, buttando al macero tutto il lavoro fatto fino ad ora.
Del resto pur di dare al Paese una giustizia più veloce qualcosa bisogna sacrificare. Che ad esserlo sia la “giustizia” stessa questo è solo un particolare.


Da dazebao

Lorenzo

lunedì 19 ottobre 2009

Adesso sono davvero preoccupato



Berlusconi a Cnn: mai fatto gaffe

Sono invenzioni dei giornali. Confalonieri: un ottimo padre

(ANSA) - ROMA, 19 OTT -'Non ho mai fatto alcuna gaffe, nemmeno una: tutte sono inventate dai giornali'.
Lo afferma il premier Berlusconi in un'intervista alla Cnn. Registrata a maggio all'interno del programma 'Revealed' - tutto dedicato alla figura di Berlusconi- andra' in onda mercoledi'.'Io non so bene cosa sia il carisma, forse e' una situazione che rende gradita una persona: io l'ho sempre avuto,chi lavora come me mi ha sempre adorato.Certo sono consapevole che la gente possa cambiare idea, ci vuole poco'. Nello stesso programma della Cnn andranno in onda anche le interviste a Fedele Confalonieri, presidente di Mediaset e amico di lungo corso del premier, e di Piersilvio Berlusconi, figlio del presidente del Consiglio e vicepresidente di Mediaset.

'Silvio Berlusconi? Un ottimo padre, anche se forse non un buon marito...' dice Confalonieri.'E' un ottimo padre - spiega- che si e' dimostrato sempre molto generoso con i suoi figli, non solo ovviamente dal punto di vista economico. Lo ricordo anche quando erano bambini: nel poco tempo libero che aveva giocava con loro, si prendeva cura della loro educazione'. 'La mia - racconta Piersilvio Berlusconi - era una famiglia normale, almeno fino a quando mio padre e' entrato in politica: una famiglia sana'.(ANSA).

Personalmente sono davvero preoccupato.
Questa persona non è più in grado di fare da solo un ragionamento che sia logoco e minimamente veritiero.
Lorenzo

domenica 4 ottobre 2009

Il Presidente della Repubblica e l'obbligo della firma

Ho letto su almeno 3 giornali, molto seri, che il Presidente della Repubblica italiana ha dovuto firmare perchè anche se non lo avesse fatto avrebbe dovuto farlo la seconda volta, come dice la costituzione.
Non è niente altro che la comunicazione ufficiale della presidenza di ieri.
Nessun altro commento, i giornalisti si sono limitati a copiare la suddetta comunicazione, senza un minimo di riflessione autonoma, solo quelle sotto dettatura
Ma io mi chiedo, possibile che nessuno ragioni più in termini politici? Nessun commento, nessun ragionamento sulla valenza e sulla portata di questo dettame costituzionale.
"Così è, se vi pare" ormai si ragiona alla Pirandello.
Proverò a dire io qualcosa, ovviamente correggetemi, io non sono ne un costituzionalista ne un politologo, soltanto un ferroviere.
Perchè due firme se poi la seconda è obbligato a metterla?
Ha un valore altamente politico e simbolico, il Presidente della Repubblica ricalca in parte la figura del Re con un parlamento che promulga le leggi.
Sotto i Savoia il Re non emanava leggi, le firmava soltanto, poteva rifiurare una volta ma poi ne era costretto la seconda.
Ma cosa significava il rifiuto da parte del Re? Che lui non era daccordo, che il parlamento doveva apporre correzioni, se anche la seconda volta non fosse stato daccordo il Re doveva firmare ma enunciava il suo disappunto, in poche parole il parlamento sarebbe stato " arrogante", andava contro il Re.
Qui è la stessa cosa, il Presidente avrebbe potuto non firmare, il parlamento avrebbe riproposto la stessa legge e lui avrebbe proclamato il suo disappunto anche se costretto alla fine ad apporre la propria firma.
Ma il parlamento avrebbbe dato dimostrazione di arroganza istituzionale e comunque un forte segnale politico anche nella maggioranza verso chi le istituzioni le rispetta.
Ma così non è stato, si è preferito dire, beh tanto doveva firmare, lo stesso ragionamento che ha fatto il PD, beh tanto la legge sarebbe passata, siamo in minoranza, che serve essere tutti presenti!!

Lorenzo

lunedì 1 giugno 2009

Già allora nei tempi passati.....


A me ricorda uno dei nostri tempi...............ma come si può notare anche nel '400 eravamo dei maestri in questo tipo di politica.
Che abbia imparato da lui??