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lunedì 5 marzo 2012

Pier Paolo Pasolini


Oggi, 5 Marzo, ricorre l'anniversario della nascita di Pasolini. Regista, poeta, attore, scrittore, giornalista.
Non se ne parla quasi più di questo grande talento dell'arte e della cultura italiana, portatore di idee nuove e un modo nuovo di fare cinema.
E' stato, secondo me, uno dei più attenti osservatori della nostra società, dei suoi cambiamenti, con le sue lucide analisi sia in chiave marxista che con la sua proverbiale libertà di giudizio, tanto da essere espulso dal PCI negli anni seguenti.
Molto critico nei riguardi della società borghese, dove per borghesia non intendeva una classe sociale ben definita, ma tutti quei soggetti che con le loro conformità di idee si mettevano contro il progresso e contro i cambiamenti.
Critico in modo radicale nei confronti della chiesa, vista da lui come la portavoce dell'immobolismo borghese, se la prese anche con alcuni soggetti del '68, i famosi figli di papà, che con certi loro atti, secondo il suo pensiero, non fecero altro che alimentare il pensiero borghese.
Ma lo voglio ricordare con questo bellissimo brano da lui scritto sul potere:

"Nulla è più anarchico del potere, il potere fa praticamente ciò che vuole. E ciò che il potere vuole è completamente arbitrario o dettato da sua necessità di carattere economica, che sfugge alle logiche razionali. Io detesto soprattutto il potere di oggi.
Ognuno oggi ha il potere che subisce, è un potere che manipola i corpi in una maniera orribile e che non ha niente da invidiare alla manipolazione fatta da Himmler o Hitler. Manipola trasformandone la coscienza, cioè nel modo peggiore istituendo dei nuovi valori che sono valori alienanti e falsi.
I valori del consumo, che compiono quello che Marx chiama: "un genocidio delle culture viventi".
Sono caduti dei valori e sono stati sostituiti con altri valori sono caduti dei modelli di comportamento e sono stati sostituiti con altri modelli di comportamento. Questa sostituzione, non è stata voluta dalla gente, dal basso, ma sono stati imposti dagli illustri del sistema nazionale. Volevano che gli italiani consumassero in un certo modo e un certo tipo di merce e per consumarlo dovevano realizzare un altro modello umano.
Il regime, è un regime democratico, però quella acculturazione, quella omologazione che il fascismo non è riuscito assolutamente a ottenere, il potere di oggi, il potere della società di consumi è riuscito a ottenere perfettamente, distruggendo le varie realtà particolari.
E questa cosa è avvenuta talmente rapidamente che noi non ce ne siamo resi conto. È stata una specie di incubo in cui abbiam visto l'italia intorno a noi distruggersi, sparire e adesso risvegliandoci forse da quest'incubo e guardandoci intorno, ci accorgiamo che non c'è più niente da fare.
L'uomo è sempre stato conformista. La caratteristica principale dell'uomo è quella di conformarsi a qualsiasi tipo di potere o di qualità di vita trovi nascendo. Forse più principalmente l'uomo è narciso, ribelle e ama molto la propria identità ma è la società che lo rende conformista e lui ha chinato la testa una volta per tutte agli obblighi della società.
Io mi rendo ben conto che se le cose continuano così l'uomo si meccanizzerà talmente tanto, diventerà così antipatico e odioso, che, queste libertà qui, se ne andranno completamente perdute."

E con qualche sua frase famosa che sono di una attualità disarmante:

"Amo ferocemente, disperatamente la vita. E credo che questa ferocia, questa disperazione mi porteranno alla fine. Amo il sole, l'erba, la gioventù. L'amore per la vita è divenuto per me un vizio più micidiale della cocaina. Io divoro la mia esistenza con un appetito insaziabile.
Come finirà tutto ciò? Lo ignoro."

"Basta ai giovani contestatori staccarsi dalla cultura, ed eccoli optare per l'azione e l'utilitarismo. Essi credono di spezzare il cerchio, e invece non fanno altro che rinsaldarlo"

"Che cos'è che ha trasformato i proletari e i sottoproletari italiani, sostanzialmente, in piccolo borghesi, divorati, per di più, dall'ansia economica di esserlo? Che cos'è che ha trasformato le "masse" dei giovani in "masse" di criminaloidi? L'ho detto e ripetuto ormai decine di volte: una "seconda" rivoluzione industriale che in realtà in Italia è la "prima": il consumismo che ha distrutto cinicamente un mondo "reale", trasformandolo in una totale irrealtà, dove non c'è più scelta possibile tra male e bene. Donde l'ambiguità che caratterizza i criminali: e la loro ferocia, prodotta dall'assoluta mancanza di ogni tradizionale conflitto interiore. Non c'è stata in loro scelta tra male e bene: ma una scelta tuttavia c'è stata: la scelta dell'impietrimento, della mancanza di ogni pietà."

Lorenzo

mercoledì 3 agosto 2011

Merkley??? Ovvero, l'irriverenza che diventa arte










Merkley???, si scritto proprio così, è un artista californiano, ex predicatore mormone e da quando affermò che " stiano lontani da me tutti quelli che parlano di Dio" iniziò a dedicarsi alla fotografia.
L'irriverenza è ben evidente in tutte le sue opere, irriverente verso la high class, le pop star e tutto lo star system hollywodiano in genere.
Non è un bacchettone, non giudica, ma le sue fotografie dicono molto su quello che è il sistema dei consumi americano, specialmente del mondo dello spettacolo.
Anarchico fino al midollo e poco incline alla mediazione possiede, per me, una tecnica bellissima sia nella fotografia che nell'uso magistrale di Photoshop tanto da chiamarlo surrealista della digital art.
La sua arte è underground, sporca, grezza, ma il tutto, da un punto di vista artistico, da un senso di opera compiuta, ben fatta, parlante.









Fotografie lussuriose, dissolute, viziose, disordinate, ma inquadrate con una maestria molto gradevole e con colori vivi e forti, proprio come il mondo della sua Frangayfrag ( San Francisco) è.
Alla ribalta da pochi anni, si è fatto conoscere inizialmente in internet per poi farsi strada nelle più grandi gallerie americane. Alcune sue opere sono usate da illustratori di copertine di album musicali.

Lorenzo

giovedì 30 giugno 2011

Richard Estes - Il pittore della fotografia


Richard Estes è un pittore americano. Si è trasferito con la famiglia a Chicago, dove ha studiato presso l'Istituto d'Arte (1952-6), prima di andare a New York, dove sono esposti la maggior parte dei suoi dipinti (anche se lavori successivi sono stati spesso finito nella sua casa nel Maine).
La sua prima mostra personale si è tenuto presso la Pietra Allan Gallery di New York, nel 1968.
Ha sostenuto un impegno attento di un oggetto immutabile, di solito l'ambiente costruito di Manhattan, e di fotorealismo.
Il suo realismo è ingannevole, nel senso che riorganizza la struttura di ciò che vede e registra in origine, attraverso le fotografie, che costituiscono la b
ase dell'opera, per ricostruire la realtà tramite il dipinto.










Nelle sue opere si vede una espansione della visuale, maggiore di quella umana, e sta a significare La grandezza del mondo urbano, espandone così in campo sensoriale, dando una profondità e intensità della visione che solo la trasformazione artistica può raggiungere.
Dal momento che i dipinti sono basati su più di una fotografia, lo spettatore percepisce, ad esempio, un negozio di fronte una finestra, con una ricchezza che viene creata dalla capacità tecniche dell'artista.







Sebbene egli ammirava l'opera di Edward Hopper, egli non era interessato a evocare stati d'animo umani, e ha evitato le scene notturne. Quando ricostruire la scena originale per la pittura ad olio finale in studio, ha utilizzato un terreno in acrilico, che ha ridipinto ad olio.
Una particolarità molto interessante è che i suoi lavori sembrano quasi sempre divisi a metà, un'area prettamente urbana e un'altra area dove ci sono persone che, in genere, viaggiano su mezzi pubblici.


Lorenzo

martedì 19 aprile 2011

Brian Viveros e le sue donne



Artista americano della corrente neosurrealista è il pittore che più riesce a impersonare nei suoi lavori la donna post-battaglia, quella che al finire della notte si fa riprendere stanca ed emaciata, con l'immancabile sigaretta fra le labbra intatte di rossetto.
Ed è proprio la sigaretta, come i cerotti e le ferite, la firma delle sue opere, oltre che le donne  languide e perturbanti.
Non che le sue muse abbiano atteggiamenti aggressivi, in effetti, ma il risultato del mix di fiori, allusioni alla guerra e sfrontatezza crea un effetto assieme sensuale e perturbante. Languide e un po’ emaciate, con la marlboro in bilico tra le labbra, sempre pronta a sgualcire il rossetto, le donne di Viveros sfidano la morte tatuandosela sulle braccia.
Le sue donne sono dannatamente espressive, sexy e la presenza spesso di petali di fiori ne rimarca la leggerezza della figura, in serendola in un contesto più femminile ma sempre dannatamente post-moderno.
Donne armate, pronte a combattere ma sempre ritratte come se avessero finito una lotta, spesso impari viste le ferite, pochi attimi prima ritornando nella veste di donna ove si sente a suo agio. Ecco perchè la rilassatezza dei tratti somatici del viso.










Una Marlboro che pende dall'angolo della bocca rossa come il sangue è un marchio inconfondibile delle donne di Brian Viveros . I loro occhi sono languidi, penetranti, ma velatamente stanchi e con l'iimancabile contorno del mascara i quali catturano lo spettatore e ne permettono di penetrarne fino all'interno della loro anima.
E' possibile leggere che donna sia in questi quadri, che società le ospitano, chi siano stati i loro eventuali compagni o compagne di vita. Tuttto è rappresentato, come in magico mix sociale, nei colori acrilici e nei tratti di matita di Brian Vivero, uno degli artisti, a mio giudizio, più interessanti del momento.
Viene da farmi la ormai mitica domanda di P. Dick che, per bocca di Dekart, si chiede :" ma gli androidi sognano pecore elettriche?".

Lorenzo

lunedì 28 marzo 2011

Arnau Alemany - Il surrealismo ecologico







In questa pausa vacanziera, da un punto di vista filosofico, continuo con il postare su artisti del surrealismo moderno, quasi come se a parlare, in questa fase, dovrebbero essere le immagini.
In una società fatta più di immagine esteriore che di essenza vorrei controbilanciare con artisti che ancora hanno voglia di dimostrare come sia il mondo interiore ed esteriore e con un messaggio per tutti noi.
Oggi è la volta di Arnau Alemany, un artista spagnolo, nato a Barcellona nel 1948, che ha fatto della sua arte un messaaggio ed un appello all'umanità intera: il mondo come sarà quando noi non ci saremo più.
Quale miglior senso di attualità prende proprio in questi giorni dopo la catastrofe nucleare in Giappone e con la continua distruzione della terra da parte di noi tutti.

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Il mondo senza di noi è un lavoro di analisi in cui l'autore ci invita a riflettere su cosa accadrebbe al nostro pianeta se l'uomo improvvisamente scomparire e noi abbiamo smesso di prendersi cura del nostro dispositivo: dalle strade delle città per centrali nucleari. Un'analisi approfondita dell'autore su come far evolvere le nostre centrali elettriche, le nostre città, le nostre fattorie, ecc, possiamo immaginare la sorte che è possibile eseguire il nostro pianeta per continuare con l'attuale modello di sviluppo insostenibile.
La pittura di Arnau Alemany è essenzialmente dettata dalla città nelle icone della nostra civiltà: il trasporto, l'energia. Attraverso queste immagini inventate, la natura prende il suo ruolo con forza erculea per diventare vuoto e presente. Così, il pittore crea un'atmosfera che non lascia indifferenti, che è magica, nel senso che è capace di attivare la coscienza dello spettatore. Senza dubbio, non è l'arte esoterica a innescare livelli superiori di coscienza, ma il loro contributo sono invitati a riflettere sul nostro rapporto con il pianeta.
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Nel mondo ricreato da Alemany questo è quasi vuoto, come se avesse capito il messaggio che per essere i beneficiari del progresso "come spesso accade con un sacco di cose buone, ci concediamo il lusso di costi crescenti, compreso il pericolo per noi stessi. "

Lorenzo

mercoledì 2 marzo 2011

Sergey Tyukanov

Prosegue il mio viaggio attraverso il fantastico mondo degli artisti del Neosurrealismo.
Questa è la volta di Sergey Tyukanov, di cui vi invito vivamente a visitare il suo sito interattivo fatto con le più avanzate tecniche della tecnologia Flash, composto da più sale virtuali dove si muovono anche persone in modo random.
Entrare nel mondo mistico e surreale di questo artista porta subito a pensare alla sua affascinante tecnica dell'animalismo, stravolgendo sia le leggende favolistiche della sua terra, sia i contesti in cui si trovano gli oggetti dipinti.

Nato il 17 maggio 1955, in Poronaisk, Russia, nel 1981 ha conseguito il Master in arti grafiche. Attualmente lavora e vive a Kaliningrad e Chicago come un artista libero. Il suo lavoro è apprezzato molto negli Stati Uniti e in Europa, dove ha eseguito sue incisioni, dipinti, acquerelli e disegni.
I suoi lavori sono principalmente scene fantastiche o rappresentanti una collettività multiforme fatta di persone e oggetti dove ognuno assume funzioni non proprie, quasi stravolte o estraniate dal contesto dove si troverebbero in natura.
Animali, personaggi di fiabe, sage nordiche, oggetti della sua Siberia, suppellettili della vita di tutti i giorni, sono sapientemente mescolati creando così quei mondi surreali che spesso assumono anche forme rinascimentali e retrò.










Lorenzo

domenica 6 febbraio 2011

Mark Ryden - Il Dissacratore


Vivere in una casa piena di gingilli, immagini, scheletri, ciondoli e ninnoli vari può rappresentare il tipo di artista che sto per presentarvi. A mio giudizio uno dei più interessati pittori che stanno fra la new pop art e i post-surrealisti di questo secolo.
Nato nel 1963, a Medfort nell'Oregon ( USA), vive attualmente in California dove si è laureato all'Art Center College of Design a Pasadina, California ( fonte Wikipedia)

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I dipinti di
Mark Ryden immediatamente attivano nel nostro immaginario un deja vu deformato, un sogno rivissuto in un altro sogno.. Le sue opere ricordano un universo parallelo simile alle illustrazioni dei libri di favole del 1850,l'epoca dei libri d'oro e della fantasia di Lewis Carroll. I suoi coniglietti allegri, resi nei toni ardenti di libri per bambini, hanno maggiori probabilità di essere intagliati nella carne invece che saltellare nelle forseste nella foreste in mezzo a fiori ed erba fresca.
I lavori di Ryden mescolano una superba tecnica fatta con immagini retrò per creare un mondo di bellezza strana e inquietante, intrigante e paurosa, sconcertante e affascinante.

Le opere di Ryden sono influenzate anche dalle correnti artistiche psicadeliche e metafisiche delle scuole europee di Vienna.

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Mai riluttante al sangue e alle figure religiose, i suoi lavori intingono livelli di riferimento che vanno dal paesaggio rinascimentale alla ritrattistica neoclassica di occultismo e la letteratura, nelle sue ultime opere Ryden combina l'arcano con immagini pop-culturale come terreno da cui partire, eseguendo salti, eseguiti con cura, nella fantasia.
Ryden dipinge i suoi personaggi con una magistrale bellezza che ricorda splendore di porcellana di Ingres e rende i suoi alberi con una cura che evoca illustrazione botanica di Audubon.
Molti dei suoi dipinti sono presentati in cornici intagliate che proiettano le loro narrazioni al di là della tela.


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Moltie copertine dei dischi di Michael Jackson sono illustrate proprio da questo artista californiano.

Lorenzo