
Parlare di educazione sessuale è sempre più difficile in questa società poco laica e molto bigotta, almeno sotto questo aspetto.
Molti della mia generazione hanno cercato di rompere questi tabù e applicarlo almeno in famiglia instaurando un dialogo con i figli.
Alcuni si vantano, perchè poi?, di aver "imparato" le cose non dialogando con i genitori ma con varie esperienze empiriche alcune divertenti altre un pò meno, comunque sempre da autodidatta.
Io penso che bisogni instaurare un rapporto con i figli che sia soprattutto incentrato su uno stile di vita di "consapevolezza sessuale"; educazione sessuale non mi è mai piaciuto come termine perchè ognuno la propria educazione la modella secondo il suo essere. Non esiste uno standard uguale per tutti.
Dialogo soprattutto e mettersi a disposizione per rispondere a qualsiasi tipo di domanda oppure, provocare la domanda. Non significa secondo me "aprire la propria intimità", anzi, l'intimità deve rimanere " proprietà di ognuno di noi"; abbiamo il diritto di non aprire nessuna porta agli altri, come lo hanno i nostri giovani. Si cresce anche tenendo i propri segreti.
Ma la società oggi si è fatta più complessa di 20 o 30 anni fa, i giovani sono più liberi e purtroppo
il dialogo non sempre pronto come loro vorrebbero. Non sempre i genitori danno loro i giusti stimoli.
Ecco che le strutture educative, le scuole ad esempio ma non solo, devono intervenire con progetti ad hoc, aiutando ( ma non sostituendo) la famiglia.
Forse, in quest caso, la chiesa dovrebbe farsi un attimo da parte. Lasciare libertà di intenti. Penso che il tempo stringa, anche per queste cose.
Lorenzo