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domenica 26 maggio 2013
Ti farò mangiare per qualche mese, di Rita Pani
Sapete cosa? Ogni volta che vedo questo piccolo mondo infame sguazzare nella melma in fondo al barile, mi dico: “L’apoteosi!”, poi il giorno dopo mi sveglio e ammetto: “Ah! No, non era ancora abbastanza.”
Leggo sui giornali di San Francesco da Arcore, che ha miracolato due famiglie in TV (la peggiore delle sue TV) e che con un miracolo da portafoglio è riuscito a trasformare le lacrime di disperazione, in lacrime di gioia.
E Lui disse: “Signora, le darò quanto sufficiente per non avere problemi per qualche mese.” Le nubi in cielo si aprirono lasciando passare i caldi raggi del sole. E svanirono i quattro anni di galera, inflitti dalla giustizia dell’uomo. E svanirono anni e anni di devastazione e ruberie. E si cancellarono con una sola promessa, anni di abbruttimento, di mafia, di appalti truccati, di sanità depredata, di miseria umana, di bambine violate ma ben retribuite, di ricatti e ricattatori, di devastazione socioculturale.
Alla vigilia dell’ennesima vergognosa battaglia della criminalità di stato contro la magistratura, in questo paese che continua forsennatamente a girare al contrario, la miseria umana si trasforma in oltraggio, senza che nessuno senta l’impeto di ribellarsi.
Noi, altrettanto forsennatamente, continuiamo a sentirci nauseati e distrutti.
Lo show televisivo, seguendo le regole del pietismo che fa spettacolo, regala l’ennesimo sogno, l’ennesima piccola invidia, che dà la speranza ai piccoli uomini e alle piccole donne miserabili di sognare di poter essere un giorno, miracolati dall’elemosina di un vecchio debosciato, che donerà alla povertà meno di quanto abbia mai dato a una sua puttana per una serata.
Fino a quando ci sarà anche solo un miserabile, che si presterà ad essere vittima di un debosciato, e carnefice di sé stesso, svilendosi al punto di essere strumento di propaganda, per mistificare la realtà italiana, non ci sarà alcuna speranza per noi, per il nostro oggi, e per il futuro nostro e dei nostri figli.
Non c’è alcun senso per nessuna battaglia, per nessuna lotta civile, in un paese in cui si è perso anche il significato della parola dignità.
Non sono sicura che le signore in difficoltà vedano il danaro promesso dal criminale bugiardo – è uso a promettere e non mantenere – ma nel caso questa volta decida davvero di darlo, spero che ogni euro speso possa bruciarle la mano. Spero che per ogni euro le strozzi il nodo della vergogna che dovranno provare sapendo che si sono vendute al pari delle puttane che quel mostro di plastica e materiale tossico, ha pagato prima per sollazzarsi, e che paga ancora – senza limite di tempo – per non essere ricattato, per non essere sputtanato, per non essere ancora condannato.
Ma la soddisfazione maggiore la provo pensando che, anche il giorno in cui la promessa non sia mantenuta, nessuno glielo farà rivendicare in TV.
Accettare danaro da chi ha contribuito così pesantemente ad impoverirci tutti quanti, è forse un atto più criminale di tutti quelli che possiamo immaginare. Mi piacerebbe scrivere ancora una volta vergognatevi! Ma gente così, che vende sé stessa per un pezzo di pane ammuffito in diretta tv, cosa sia la dignità o la vergogna, non lo saprà mai. Sicuramente andranno anche a Brescia, a sputare sullo stato per 10 euro e un panino.
Si fotta questo paese di merda.
Rita Pani (APOLIDE)
domenica 27 maggio 2012
No quest'uomo al Quirinale
E' opera saggia per noi italiani condividere questo post, questo tipo di messaggio. Forse l'ultima speranza, evitiamo che ritorni con più poteri ancora.
domenica 26 febbraio 2012
Monologo finale

"Io ne ho viste cose che voi innocenti non potete nemmeno immaginare...
avvocati da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di San Vittore..
E ho visto i raggi TV balenare dal buio vicino le porte di Arcore..
E tutti quei bei reati andranno perduti nel tempo come sentenze nella pioggia...
È ...tempo....di prescrivere..."
Lorenzo
sabato 19 novembre 2011
Il Buon Giorno di Massimo Gramellini

Un bellissimo articolo di Massimo Gramellini sulla Stampa. Secondo me si è superato in fatto di intelligenza e ironia.
Silvio, mi manchi. L’ho sempre temuto, ma ne ho avuto la certezza ieri pomeriggio. Quando, in piena sonnolenza post-spaghetto e post-discorso programmatico del nuovo premier, mi sono imbattuto in una tua dichiarazione roboante. Te la prendevi con Napolitano «maestrino» e con la stampa «terrorista». Come ai vecchi tempi. Per un attimo ho creduto che tu fossi tornato, che le tue parole riattizzassero polemiche e scavassero indignazioni. Invece niente. Non ti ha filato nessuno. Tutti dietro a quell’altro che parla di «iato» e di «spending review». Persino gli studenti in piazza ti hanno già dimenticato: i loro cartelli sfottevano solo i banchieri. Guarda, non dovrei dirtelo, ma persino i tuoi tg hanno fiutato l’aria sobria e anziché sostenere le tue battaglie contro i mulini forti preferiscono darsi alla cronaca nera. Taccio sulla Rai, per non farti soffrire. Comunque sappi che davanti alla porta di Casini c’è una tale fila di tuoi ex raccomandati che fra un po’ dovranno dargli il numeretto come alle Poste. Siamo rimasti soli, Silvio. Hai spaccato un Paese, abbassato l’asticella del buongusto al livello dell’elastico degli slip, desertificato i cervelli di due generazioni di telespettatori, abolito il senso di autorità e quello dello Stato (già scarsi anche prima di te), sdoganato un esercito di fascisti, razzisti, squinzie e buzzurri. Soprattutto hai sparato una quantità inverosimile di panzane. Eppure eri la mia musa. Ora basta però, ti devo lasciare. Per il bene della Nazione e mio personale, da domani scriverò solo dei Buongiorno tecnici.
Lorenzo
giovedì 29 settembre 2011
Giorni difficili

C'è un bel po' di confusione nella attuale situazione politica, e non solo per gli atti del governo e del parlamento, a quello ci siamo ormai abituati da anni, ma per come un cerchio ristretto di ministri sta gestendo la situazione.
E' indubbio da tempo che a decidere le sorti dell'Italia siano solo 3 persone: Bossi, Tremonti, Berlusconi, nel giusto ordine di importanza di come li ho scritti, il motivo è semplice, ognuno ricatta l'altro.
E' palese che individualmente questi tre personaggi non valgano un fico secco, sia intellettualmente sia per capacità personali, ma la cricca così composta e il potere a loro conferito dal parlamento, quindi dagli elettori, ha permesso loro di avere un potere fortissimo decisionale, anche e soprattutto a livello personale. Ognuno di loro per fini diversi.
Bossi è soltanto interessato alla secessione, quindi a far andare male la nazione intera. E' interessato a prendere più potere possibile attraverso nomine bancarie in primis e piazzare suoi uomini nei centri locali di potere.
Tremonti deve essere stato da piccolo il bambino che ha preso più sberle nella storia, ed ora deve dimostrare a tutti di essere capace, ma capace non è, non ha visione politica, non sa prevedere i fenomeni finanziari, non ha la minima consapevolezza di cosa abbia in mano, ma continua e stavolta le sberle le prende dai ministri economici degli altri paesi, con un piccolo particolare: ci sta svuotando l'Italia.
Berlusconi è chiaro, è lì per lui, per il suo impero economico, per volere della neonata P2-P3-P4 e via di seguito e perchè serviva una testa d'ariete che sconvolgesse le regole democratiche, un esperimento voluto dai grandi per tastare il terreno all'Europa.
L'italia è vista come un grande circo dai giornali italiani, ma non il governo, noi stessi. Siamo incomprensibili agli occhi degli altri cittadini europei e sono incazzati con noi.
Quello che stiamo leggendo dai giornali è una sorta di epilogo di questo ventennio, un po' la stessa sorte di Gheddafi che dal deserto parla di vittoria.
Sono un po' di anni che il nostro parlamento è un deserto, e da quelle sabbie mobili chiunque può fare qualsiasi cosa, anche un colpo di stato.
Rettifica, in base alla nuova legge che il parlamento andrà ad approvare:
Tutto quanto ho scritto lo penso, lo affermo, lo sottoscrivo e non sarà oggetto di modifica
Lorenzo
venerdì 5 agosto 2011
Le problème italien ? Silvio Berlusconi

Interessante articolo sul problema italiano visto da Le Monde:
Silvio Berlusconi a si souvent été donné pour mort sur la scène politique italienne, il a si souvent ressuscité depuis bientôt une vingtaine d'années, opposant son indestructible assurance et son inépuisable cynisme à toutes les avanies, qu'il serait imprudent de prédire la fin prématurée de son "règne".
Il reste que le "Cavaliere" doit désormais affronter une tempête autrement plus redoutable que les précédentes. Il y a six mois encore, il se targuait d'avoir su - mieux que d'autres - tenir son pays à l'écart de la crise financière européenne. Au cours des dernières semaines, il a dû constater que ce n'était pas le cas.
Après l'Irlande, la Grèce, le Portugal et l'Espagne, l'Italie est devenue le maillon faible de l'Europe et l'une des principales sources de nervosité - et de spéculation - des marchés financiers. En l'espace d'une quinzaine de jours, le coût des emprunts à dix ans de l'Etat italien a bondi à plus de 6 % (soit plus du double des taux dont bénéficie l'Allemagne) ; la Bourse de Milan a chuté à son niveau le plus bas depuis plus de deux ans.
Mercredi 3 août, après des semaines de silence, M. Berlusconi s'est efforcé de calmer cette inquiétude. Devant les deux chambres du Parlement, il a une nouvelle fois martelé que les "fondamentaux économiques" du pays sont solides. Ce n'est pas faux, à trois énormes détails près.
Tout d'abord, si son déficit bugétaire reste maîtrisé, l'Italie traîne une dette colossale de près de 2 000 milliards d'euros, soit 120 % de son produit inérieur brut. Ensuite, et cela hypothèque évidemment sa capacité à rembourser, l'économie italienne est dangereusement stagnante, avec 0,8 % de croissance prévu en 2011, et ses perspectives restent atones.
Enfin, et surtout, la défiance des marchés se nourrit des doutes bien compréhensibles sur l'autorité politique et la capacité à agir de Silvio Berlusconi, de son gouvernement et de sa majorité. Au point que, en Italie et en Europe, on considère désormais que le "problème italien", c'est le "Cavaliere" lui-même.
A bientôt 75 ans, il n'est pas seulement discrédité par ses ahurissantes frasques sexuelles qui lui valent un procès pour incitation de mineure à la prostitution. Il n'est pas seulement rattrappé par d'autres procès pour fraude et corruption, comme celui qui a condamné, le 9 juillet, son groupe Fininvest à une amende de 560 millions d'euros.
Il est aujourd'hui gravement affaibli par les cuisantes défaites électorales qu'il a enregistrées fin mai aux municipales et à la mi-juin lors du vote sur trois référendums législatifs. A la tête d'une majorité brinquebalante et d'un gouvernement divisé, M. Berlusconi ne paraît plus en mesure de répondre efficacement à la défiance des opérateurs financiers. En témoigne l'absence de toute proposition vigoureuse dans son discours, pourtant très attendu, du 3 août.
Le "Cavaliere" semble consacrer son énergie à tenir jusqu'à la fin de son mandat en 2013, sans se soucier du risque qu'il fait courir à l'Europe. Car il est probable que les marchés n'auront pas à son égard la patience des Italiens.
Article paru dans l'édition du 05.08.11 - Le Monde
lunedì 27 giugno 2011
Santo...dopo
Frase di Berlusconi rispondendo a una giornalista che chiedeva lui una opinione sui processi in corso
martedì 17 maggio 2011
Elezioni 2011, un laboratorio nato fra la gente

Rompo questo silenzio per parlare delle ultime elezioni.
Chi mi conosce e mi legge sa che non avrei potuto starmene zitto, avendo un blog, dopo quello che è successo in questa prima tornata elettorale.
La sinistra non ha vinto, questo voglio metterlo a chiare lettere, ma hanno vinto candidati credibili, democratici, onesti e lungimiranti, riscoprendo un modo di fare politica che si era perso: l'andare fra la gente.
L'avvocato Pisapia, dopo l'ormai famoso colpo basso sulla rete televisiva Sky, non è andato nel suo ufficio attorniandosi di avvocati ed esperti di comunicazione per cercare la rivincita e "fargliela pagare", ma è andato la sera stessa nei quartieri periferici a parlare con la gente, per vedere e rendersi conto di cosa sia diventata Milano, ma soprattutto, ad ascoltare gli abitanti.
Un modo nuovo di fare politica? No, una riscoperta che la sinistra salottiera aveva dimenticato.
Città come Torino e Bologna, dove la tornata elettorale è terminata grazie alla vittoria dei due candidati di sinistra al primo turno, devono diventare i due laboratori dove la sinistra dovrà dialogare e far partecipare alla vita pubblica quelle formazioni politiche che la gente ha votato e si chiamano: movimenti 5 stelle e sinistra e libertà.
Le loro proposte politiche sono le stesse che gli elettori di sinistra vogliono: ecologia, legalità, qualità della vita, politica onesta. Sta ai due neosindaci dimostrare che si può fare politica condivisa anche dopo aver vinto da soli, se si ha voglia di ascoltare la gente.
Napoli ha fatto pagare duramente al PD le loro guerre di potere e di bottega, quindi una classe dirigente cittadina che deve mettersi da parte o, come credo debba avvenire, deve essere messa da parte. I cittadini napoletani dovranno dimostrare che tengono alla loro città e alla legalità uninendosi insieme e votare il candidato De Magistris, la sinistra dovrà unirsi intorno a lui, come hanno fanno ben sperare le ultime dichiarazioni di Bersani.
Cosa quindi ne è uscito da queste elezioni? Innanzitutto un pallido risveglio dell'elettorato, una sconfitta pesante per Berlusconi come persona, come candidato, la fine del leghismo celodurismo, la non credibilità verso candidati della vecchia politica berlusconiana.
La sinistra ha molto da lavorare, ha ora materiale nuovo per riflettere, ha ora da rivolgersi ai giovani con persone credibili e sincere, perchè una cosa che la detra non ha fatto è proprio rivolgersi a loro e non ho sentito, nei dibattiti post elettorali, una parola a loro favore.
Ricordo invece che Pisapia è sempre stato in mezzo ai ragazzi e agli studenti sapendo parlare loro con il linguaggio più caro di chi ha ancora una vita davanti a sè: il linguaggio della legalità.
Sta venendo in luce quindi una nuova sinistra, la sinistra della gente, quella che ha continuamente parlato attraverso internet, che si è informata in modo alternativo e che ha sempre fatto fatica e riconoscersi nella sinistra convenzionale, ma che hanno in comune le stesse idee anche se espresse in modo differente.
La sinistra non è frammentata idealmente, lo è invece perchè non c'è un linguaggio nuovo e comune.
Serviranno allora 10-100-1000 Pisapia, invece ce n'è uno solo, ecco perchè non è ancora ora di cantare vittoria.
Solo un inciso: credo che la trasmissione di Gad Lerner, L'Infedele, sia una delle più intelligenti e ben fatte del panorama informativo televisivo, alla pari di Report, anche se ha un format diverso, ma ieri non mi è piaciuta affatto la foto della Moratti con l'occhio nero.
Se si cambia bisogna cambiare sul serio.
Lorenzo
mercoledì 20 aprile 2011
Riforma Articolo 1 della Costituzione Italiana
"Alla guerra totale, purtroppo preparata con cura, in questi anni di colpevoli silenzi, si risponde soltanto mettendo insieme tutte le forze democratiche che si rendano conto che in Italia è in atto un tentativo di golpe istituzionale, attraverso il tradimento della Costituzione su cui pure hanno tutti giurato". E' quanto affermano in un appello congiunto Sandra Bonsanti presidente di Libertà e Giustizia e Stefano Corradino, direttore di Articolo21. "Come più volte gli italiani hanno dimostrato, anche con il Referendum costituzionale del 2006, la prima parte della Costituzione è intoccabile, lungimirante e sacra, perché scritta con il sangue di chi ha liberato il Paese dall'oppressore straniero".
L'ultimo atto del premier Berlusconi è certamente significativo: piuttosto che prendere le distanze esplicitamente dai manifesti-infamia che equiparano i giudici alle br ha scelto di insolentire il presidente della Repubblica". Lo affermano in una nota di Articolo21 Giuseppe Giulietti, Federico Orlando e Tommaso Fulfaro. "Quasi una rivendicazione postuma, altro che dissociazione. Un atteggiamento che non sarebbe stato tollerato in nessun paese civile. Per queste ragioni non solo esprimiamo la nostra convinta solidarietà al presidente Napolitano ma invitiamo tutti i nostri associati e le organizzazioni che hanno promosso con noi la giornata del 12 marzo a partecipare e aderire a tutte le iniziative indette in occasione del 25 aprile. Mai come quest'anno - concludono Giulietti e Orlando - dovranno ritrovarsi insieme, a prescindere da distinzioni di parte e di partito tutti coloro che credono nella carta costituzionale e che vogliono impedire che siano travolti gli ultimi baluardi, dal Quirinale alla Corte Costituzionale.
Fonte Art.21
Siamo, a mio giudizio, di fronte a uno dei tentativi più subdoli di modificare la nostra democrazia con il fine di limitare le libertà politiche e della popolazione, la quale necessita per forza di equilibri di potere.
Un tentativo di golpe vero e proprio stile paesi america del sud degli anni '70.
Lorenzo
mercoledì 13 aprile 2011
Processo breve, ecco cosa cambierà
"Abuso d'ufficio, corruzione semplice in atti giudiziari, rivelazione, truffa semplice o aggravata, frodi fiscali, vendita di prodotti contraffatti, traffico di rifiuti, sfruttamento della prostituzione, violenza privata, omicidio colposo per colpa medica, maltrattamenti in famiglia, aborto clandestino, corruzione… Ho chiesto al Ministro Alfano di rispondere se corrisponde al vero, ed è vero, che molti reati gravi verrebbero, di fatto, cancellati con il processo breve". È Angela Napoli, Componente della Commissione Parlamentare Antimafia, ad elencare, senza mezzi termini, tutti i reati che verrebbero prescritti se dovesse passare il cosiddetto “processo breve”…
Onorevole Napoli, nel corso della seduta parlamentare del 6 aprile, Lei ha elencato tutti i reati che verrebbero prescritti se fosse approvato il provvedimento attualmente in esame. Ce li ricorda?
Ho chiesto al Ministro Alfano di rispondere se corrisponde al vero, ed è vero, che molti reati gravi verrebbero, di fatto, cancellati come l’abuso d'ufficio, la corruzione semplice in atti giudiziari, la rivelazione di segreti d'ufficio, la truffa semplice o aggravata, le frodi comunitarie, le frodi fiscali, il falso in bilancio, la bancarotta preferenziale, le intercettazioni illecite, i reati informatici, la ricettazione, la vendita di prodotti con marchi contraffatti, il traffico di rifiuti, la vendita di prodotti in violazione dei diritti d'autore, lo sfruttamento della prostituzione, la violenza privata, la certificazione di documenti pubblici, la calunnia e la falsa testimonianza, le lesioni personali, l’omicidio colposo per colpa medica, i maltrattamenti in famiglia, l’incendio, l’aborto clandestino e la corruzione. Ho chiesto al Ministro, fuori dall’Aula, di affermare se ciò è vero o no, ribadendo che se non risponde vuol dire che è vero. Gli italiani hanno il diritto di sapere cosa su cosa si sta realmente discutendo.
Par di capire che i beneficiari sarebbero davvero in tanti.
Il provvedimento incide non solo su Berlusconi, e questo è ormai assodato, ma su tantissimi colletti bianchi i cui reati sono in genere puniti con pene inferiori ai dieci anni. Questo significa che potrebbero saltare i processi Parmalat, quello sulle ricostruzione a L’Aquila ma anche, parlando della Calabria, i processi Why Not e Poseidone che vede coinvolti esponenti politici anche di primo piano.
Quale è il rischio subdolo derivante dall’approvazione di questo provvedimento?
Innanzitutto i Magistrati saranno costretti a valutare da subito i tempi per la prescrizione dei reati e ciò li porterà ad attenzionare quei processi che li prevedono, mettendo da parte il resto del lavoro.
Questo significherebbe il rischio di scarcerazioni per decorrenza dei termini magari nei processi di mafia?
Il rischio c’è ed è già realtà tant’è che proprio in questi giorni in Calabria stanno avvenendo proprio scarcerazioni per decorrenza dei termini della misura cautelare. Figuriamoci cosa potrebbe accadere se questo provvedimento dovesse diventare legge.
Onorevole Napoli, che incidenza potrebbe avere sulle elezioni amministrative?
Pesante, e più che mai nelle regioni a rischio, tra le quali la Calabria, dove non c’è inchiesta da cui non emerga la stretta commistione tra ‘ndrangheta e politica. Con questo provvedimento i boss saranno protetti dall’impunità ed il rischio di infiltrazione è davvero elevato. Per questo motivo ho chiesto all’Ufficio di Presidenza della Commissione Parlamentare Antimafia di rimandare a Reggio Calabria la Commissione e ciò sarà fatto nei prossimi giorni.
Che messaggio si sente di lanciare?
Lo anticipo ad Articolo21, ma lo lancerò anche in Aula quando passeremo alla discussione dell’art.3 per il quale ho chiesto l’abrogazione. Chiederò ai Parlamentari della maggioranza, ma soprattutto al Ministro Alfano ed a tutti quei Ministri che rimangono ancorati ai banchi dell’Aula anziché andare a risolvere problematiche urgenti e serie, di valutare, nella propria coscienza, se questo provvedimento garantisce l’eguaglianza dei cittadini di fronte alla legge. Chiederò un atto di orgoglio e di rispetto verso la Costituzione.
Fonte
Lorenzo
giovedì 25 marzo 2010
DUX

l'OFFESA DI BERLUSCONI ALLA ATTUALE PRESIDENTE DELLA REGIONE PIEMONTE.
...E loro applaudono.
VERGOGNATEVI!!!!
Ecco come si comportano i fascisti. Se non sapevamo cosa hanno subito i nostri nonni eccone un esempio. Offese e umiliazioni da tutte le parti e specialmente contro le donne.
.
lunedì 4 gennaio 2010
Come volevasi dimostrare

Tutti i telegiornali europei stanno diffondendo le immagini del nostro presidente del consiglio
( scritto apposta in minuscolo, contrariamente a prima!) con i cerotti sul viso.
Oviiamente tutti, ma proprio tutti i mezzi di informazione liberi europei stanno calcando la mano sulla posizione dei cerotti.
LE FERITE, COME PER INCANTO, NON SONO NELLA POSIZIONE DELL'ATTENTATO.
Ora i cerotti sono sulla guancia e sul naso!
Ma non si era ferito sul labbro e sullo zigomo?? E non ci sono già più segni???
Sospetto, questa volta seriamente, che l'attentato sia stato tutta una farsa.
Ecco la spiegazione del fatto che i servizi di sicurezza si sono mossi in modo anomalo; non c'era nessuna emergenza!!!!!!!!!!!!!
Tutta Europa lo sa, solo in Italia facciamo ancora finta di nulla.
"I siciliani non vorranno mai migliorare, perché si considerano già perfetti. In loro la vanità è più forte della miseria."
Da il Gattopardo di Tommasi di Lampedusa
Domanda urgente ai bloggers:
Cercavo una foto di Berlusconi ho digitato su Google " attentato berlusconi"
HO TROVATO SOLO 3 FOTO!!!!!!!
Prima se ne trovavano molte di più.
E una mia impressione???
lunedì 14 dicembre 2009
Par condicio

Ora che nel post precedente ho spiegato perchè siamo dei cretini per par condicio spiego chi sono i cretini " dell'altra parte politica".
Mi sembra giusto, anche per avvalorare le tesi di Di Pietro e della Rosi Bindi che sembrano due marziani in un mondo di pentiti dell'ultima ora.
Io voglio condannare la violenza, le stupidaggini scritte in rete ( troppe) ma ho sempre odiato la retorica ( non quella filosofica) e di retorica ne vedo molta.
Se io dico che condanno il gesto ho il diritto di aggiungere , in termini politici, che a questo clima di violenza ha contribuito la politica della destra e non sto giustificando l'atto dicendo così!
Se non avessimo avuto i massacri al G8, i poliziotti che caricano gli studenti del'onda, i respingimenti in mare con relativi morti, il sostegno ai fascisti, le accuse di persecuzione comunista, le urla dal palco contro l'ooposizione, le offese a chi ha votato a sinistra, le offese alla magistratura, gli assalti alla costituzione, al Presidente della Repubblica, le ordinanze dei sindaci leghisti contro i kebab forse il clima sarebbe diverso.
Questo hanno detto Di Pietro e la Bindi ed hanno abbondantemente dimostrato, al contrario di molti esponenti di destra, di essere dalla parte della legalità e delle regole democratiche.
Un'ultima chicca la dichiarazione di un esponente laico del CSM: l'attentato è frutto di una politica d'odio da parte di una certa magistratura.
Quante persone teledipendenti crederanno a questa dichiarazione? Io dico molte.
Abbiamo dimostrato finora, noi popolo del Web, una grandissima maturità politica.
Continuamo ad essere così, isoliamo i cretini, non comportiamoci come una TV.
Lorenzo
Mi sembra giusto, anche per avvalorare le tesi di Di Pietro e della Rosi Bindi che sembrano due marziani in un mondo di pentiti dell'ultima ora.
Io voglio condannare la violenza, le stupidaggini scritte in rete ( troppe) ma ho sempre odiato la retorica ( non quella filosofica) e di retorica ne vedo molta.
Se io dico che condanno il gesto ho il diritto di aggiungere , in termini politici, che a questo clima di violenza ha contribuito la politica della destra e non sto giustificando l'atto dicendo così!
Se non avessimo avuto i massacri al G8, i poliziotti che caricano gli studenti del'onda, i respingimenti in mare con relativi morti, il sostegno ai fascisti, le accuse di persecuzione comunista, le urla dal palco contro l'ooposizione, le offese a chi ha votato a sinistra, le offese alla magistratura, gli assalti alla costituzione, al Presidente della Repubblica, le ordinanze dei sindaci leghisti contro i kebab forse il clima sarebbe diverso.
Questo hanno detto Di Pietro e la Bindi ed hanno abbondantemente dimostrato, al contrario di molti esponenti di destra, di essere dalla parte della legalità e delle regole democratiche.
Un'ultima chicca la dichiarazione di un esponente laico del CSM: l'attentato è frutto di una politica d'odio da parte di una certa magistratura.
Quante persone teledipendenti crederanno a questa dichiarazione? Io dico molte.
Abbiamo dimostrato finora, noi popolo del Web, una grandissima maturità politica.
Continuamo ad essere così, isoliamo i cretini, non comportiamoci come una TV.
Lorenzo
domenica 13 dicembre 2009
E ora?

Che succederà ora? Beh fra qualche giorno tutto sarà dimenticato, ma che uso ne faranno i berluscones? Intanto c'è già una dichiarazione del Presidiente: " sono stato miracolato!!".
La dice tutta.
Poi i giornali metteranno l'accento che la famiglia dell'aggressore vota per il PD e lui avrà i soliti servizi da martire della sinistra violenta, magari innescata dai magistrati che indagano sul presidiente.
Ho scritto un post dove dò del deficiente a noi italiani. Perchè così siamo.
C'è chi sta esultando per questo gesto,sui blog, su FB, nascono comitati inneggiando al fatto che poteva mirare meglio ecc...e ci sono gruppi su FB che inneggiano al linciaggio di Tartaglia.
Ma che cazzo di popolo siamo?
Io penso che siamo dei violenti, verbalmente, negli atteggiamenti, nelle prassi quotidiane. Ci da fastidio l'ordine, il confronto verbale, specialmente da chi vota a destra, ma anche a sinistra non si scherza, anche se molto meno.
Motivo molto semplice : la cultura berlusconiana sta facendo scuola, attaccare per non essere attaccato. Un modus operandi che ha coinvolto tutti e la televisione è una inseminatrice formidabile nei nostri cervelli.
Questa volta non prendiamocela con i politici, prendiamocela con noi stessi, imbevuti di quella cultura televisiva da non sapere più cosa sia il bene e cosa sia il male.
Ricordo anche che prima dell'aggressione il presidiente stava urlando dal palco contro chi stava protestando con i soliti slogan " vergogna,vergogna,vergogna!" e due passanti aggrediti solo perchè hanno dato del buffone al capo del governo.
In fin dei conti ha ragione Di Pietro " chi semina odio raccoglie tempesta".
Beh del resto il padrone della TV violenta è proprio l'aggredito.
Lorenzo
lunedì 7 dicembre 2009
Appello al Presidente della Repubblica

Dal popolo " viola " pubblico volentieri questo appello che faccio anche mio:
"Presidente, Giorgio Napolitano, Le CHIEDIAMO a nome di tutti i cittadini e cittadine che aderiranno a questo appello di NON APPORRE LA SUA FIRMA sotto norme di legge che possano minimamente ledere o violare il diritto costituzionale di uguaglianza davanti alla legge.
Il dovere civile di ognuno di noi ci impone di rispettare e far rispettare la legalità e pertanto quanto scritto nella Costituzione della Repubblica Italiana.
La sua storia politica e il suo costante impegno istituzionale, sapranno leggere in queste semplici parole, la nostra profonda preoccupazione accompagnata da una ferma volontà di impedire la ben che minima deroga ad un principio fondante la nostra democrazia. Con osservanza."
Tutti sono pregati di diffondere questo appello sui propri blogs.
Lorenzo
Il dovere civile di ognuno di noi ci impone di rispettare e far rispettare la legalità e pertanto quanto scritto nella Costituzione della Repubblica Italiana.
La sua storia politica e il suo costante impegno istituzionale, sapranno leggere in queste semplici parole, la nostra profonda preoccupazione accompagnata da una ferma volontà di impedire la ben che minima deroga ad un principio fondante la nostra democrazia. Con osservanza."
Tutti sono pregati di diffondere questo appello sui propri blogs.
Lorenzo
domenica 1 novembre 2009
Si vis pacem, para bellum.

Riporto parola per parola questo interessante articolo tratto dal blog il fatto quotidiano.
E' in pratica sintetizzato, con i fatti e le parole dei politici menzionati,quanta contraddizione ci sia nel governo attuale, nei loro lacchè, nei giornalisti al soldo del potere.
......Ma l’avvocato Mills, ricorda Vespa, è stato condannato anche in appello. Berlusconi non fa una piega, “quella sentenza – dice sicuro – sarà certamente annullata dalla Cassazione”. “È una prova di grande sensibilità... “ è il caustico commento di Pierluigi Bersani. “Marrazzo si è dimesso senza essere non diciamo condannato ma neppure indagato.
Il presidente del Consiglio ha invece annunciato che non si dimetterà neppure in caso di condanna.
Quelli che hanno legittimamente chiesto le dimissioni di Marrazzo avranno ora il coraggio civile di far sentire almeno un pizzico di sdegno per le affermazioni eversive di Berlusconi oppure fingeranno di non aver sentito?”, si domanda Giuseppe Giulietti, deputato e animatore di Articolo21.
Parole nette, quelle del capo del governo, che disegnano una strategia di chiara opposizione ad ogni sentenza e di contrapposizione dura con la magistratura.
I grimaldelli dell’operazione sono quelli di sempre: riforma del sistema giudiziario e demolizione degli ultimi residui di autonomia della magistratura e dei suoi organi di autogoverno.
Ma l’attenzione delle teste d'uovo del Cavaliere da giorni, da quando il Lodo Alfano è stato bocciato dalla Consulta, si è concentrata tutta sulla ricerca di una soluzione alternativa.
Spostare tutti i processi che riguardino le alte cariche istituzionali a Roma.
È questa l’ultima trovata dell’avvocato del premier Nicolò Ghedini, che però raccoglie molte perplessità in diversi settori del Pdl e della maggioranza.
In sintesi si tratterebbe di assestare un colpo ai processi Mills e Mediaset cancellando, di fatto, il concetto del giudice naturale.
Una via d’uscita secondaria che non piace all’Associazione nazionale magistrati.
Nell’ultima assemblea dell’Anm il presidente Luca Palamara ha detto che i giudici “non possono andare dietro a questi annunci.
La giustizia ha bisogno di riforme urgenti e non di soluzioni punitive contro i magistrati”. L’esatto contrario di quello che la maggioranza di governo si appresta a fare: legge sulle intercettazioni, nuove norme ad personam, ritocchi al ribasso sui tempi della prescrizione processuale e colpo d’ascia su Csm e organismi di garanzia.
Il presidente del Consiglio ha invece annunciato che non si dimetterà neppure in caso di condanna.
Quelli che hanno legittimamente chiesto le dimissioni di Marrazzo avranno ora il coraggio civile di far sentire almeno un pizzico di sdegno per le affermazioni eversive di Berlusconi oppure fingeranno di non aver sentito?”, si domanda Giuseppe Giulietti, deputato e animatore di Articolo21.
Parole nette, quelle del capo del governo, che disegnano una strategia di chiara opposizione ad ogni sentenza e di contrapposizione dura con la magistratura.
I grimaldelli dell’operazione sono quelli di sempre: riforma del sistema giudiziario e demolizione degli ultimi residui di autonomia della magistratura e dei suoi organi di autogoverno.
Ma l’attenzione delle teste d'uovo del Cavaliere da giorni, da quando il Lodo Alfano è stato bocciato dalla Consulta, si è concentrata tutta sulla ricerca di una soluzione alternativa.
Spostare tutti i processi che riguardino le alte cariche istituzionali a Roma.
È questa l’ultima trovata dell’avvocato del premier Nicolò Ghedini, che però raccoglie molte perplessità in diversi settori del Pdl e della maggioranza.
In sintesi si tratterebbe di assestare un colpo ai processi Mills e Mediaset cancellando, di fatto, il concetto del giudice naturale.
Una via d’uscita secondaria che non piace all’Associazione nazionale magistrati.
Nell’ultima assemblea dell’Anm il presidente Luca Palamara ha detto che i giudici “non possono andare dietro a questi annunci.
La giustizia ha bisogno di riforme urgenti e non di soluzioni punitive contro i magistrati”. L’esatto contrario di quello che la maggioranza di governo si appresta a fare: legge sulle intercettazioni, nuove norme ad personam, ritocchi al ribasso sui tempi della prescrizione processuale e colpo d’ascia su Csm e organismi di garanzia.
da Il Fatto Quotidiano n°35 del 1 novembre 2009
Lorenzo
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lunedì 19 ottobre 2009
Adesso sono davvero preoccupato

Berlusconi a Cnn: mai fatto gaffe
Sono invenzioni dei giornali. Confalonieri: un ottimo padre
(ANSA) - ROMA, 19 OTT -'Non ho mai fatto alcuna gaffe, nemmeno una: tutte sono inventate dai giornali'.
Lo afferma il premier Berlusconi in un'intervista alla Cnn. Registrata a maggio all'interno del programma 'Revealed' - tutto dedicato alla figura di Berlusconi- andra' in onda mercoledi'.'Io non so bene cosa sia il carisma, forse e' una situazione che rende gradita una persona: io l'ho sempre avuto,chi lavora come me mi ha sempre adorato.Certo sono consapevole che la gente possa cambiare idea, ci vuole poco'. Nello stesso programma della Cnn andranno in onda anche le interviste a Fedele Confalonieri, presidente di Mediaset e amico di lungo corso del premier, e di Piersilvio Berlusconi, figlio del presidente del Consiglio e vicepresidente di Mediaset.
'Silvio Berlusconi? Un ottimo padre, anche se forse non un buon marito...' dice Confalonieri.'E' un ottimo padre - spiega- che si e' dimostrato sempre molto generoso con i suoi figli, non solo ovviamente dal punto di vista economico. Lo ricordo anche quando erano bambini: nel poco tempo libero che aveva giocava con loro, si prendeva cura della loro educazione'. 'La mia - racconta Piersilvio Berlusconi - era una famiglia normale, almeno fino a quando mio padre e' entrato in politica: una famiglia sana'.(ANSA).
Personalmente sono davvero preoccupato.
Questa persona non è più in grado di fare da solo un ragionamento che sia logoco e minimamente veritiero.
Lorenzo
Lo afferma il premier Berlusconi in un'intervista alla Cnn. Registrata a maggio all'interno del programma 'Revealed' - tutto dedicato alla figura di Berlusconi- andra' in onda mercoledi'.'Io non so bene cosa sia il carisma, forse e' una situazione che rende gradita una persona: io l'ho sempre avuto,chi lavora come me mi ha sempre adorato.Certo sono consapevole che la gente possa cambiare idea, ci vuole poco'. Nello stesso programma della Cnn andranno in onda anche le interviste a Fedele Confalonieri, presidente di Mediaset e amico di lungo corso del premier, e di Piersilvio Berlusconi, figlio del presidente del Consiglio e vicepresidente di Mediaset.
'Silvio Berlusconi? Un ottimo padre, anche se forse non un buon marito...' dice Confalonieri.'E' un ottimo padre - spiega- che si e' dimostrato sempre molto generoso con i suoi figli, non solo ovviamente dal punto di vista economico. Lo ricordo anche quando erano bambini: nel poco tempo libero che aveva giocava con loro, si prendeva cura della loro educazione'. 'La mia - racconta Piersilvio Berlusconi - era una famiglia normale, almeno fino a quando mio padre e' entrato in politica: una famiglia sana'.(ANSA).
Personalmente sono davvero preoccupato.
Questa persona non è più in grado di fare da solo un ragionamento che sia logoco e minimamente veritiero.
Lorenzo
domenica 11 ottobre 2009
Il coraggio di dire le cose come stanno


Pubblico questa lettera di una durezza esemplare, scritta da un prete, affinchè il fututo segretario del PD possa sapere cosa significhi DIRE LA VERITA'.
Non tanto per le cose in sè, arcinote, ma per lo stile, la forza con cui è stata scritta, esempio di come gli italiani dovrebbero rapportarsi con la verità.
Questa lettera penso non rappresenti il mondo clericale, anzi, è una voce fuori dal coro, scritta da un uomo di coraggio.
Lo stimo in quanto uomo, non prete.
Non tanto per le cose in sè, arcinote, ma per lo stile, la forza con cui è stata scritta, esempio di come gli italiani dovrebbero rapportarsi con la verità.
Questa lettera penso non rappresenti il mondo clericale, anzi, è una voce fuori dal coro, scritta da un uomo di coraggio.
Lo stimo in quanto uomo, non prete.
Care Amiche e cari Amici vi spedisco questo documento, sotto forma di lettera aperta: chi la condivide la condivide; chi non la condivide, la cestini. Non accetto discussioni in merito. Una volta pubblicata è patrimonio pubblico.
Potete farne quello che volete.
In caso mi servisse frutta in carcere, sappiate che sono diabetico e poso mangiare solo mele “Smith” o frutta equipollente. Un abbraccio a tutti. Paolo Farinella, prete – Genova E noi ci sentiamo in dovere di condividerla
IL PROTETTORE DEL PADRINO Lettera aperta al cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato Vaticano di Paolo Farinella, prete
Sig. Cardinale, Mercoledì 7 ottobre 2009 è stato un giorno memorabile e tragico. Memorabile perché una sentenza della Corte Costituzionale ha dichiarato illegittimo il tentativo di Silvio Berlusconi, presidente del consiglio, corrotto e corruttore, di stravolgere lo stato di diritto, piegandolo ai suoi biechi e immorali interessi.
Con il «Lodo Alfano», egli voleva la consacrazione costituzionale di essere l’«Unto di Dio» in terra. Che Berlusconi sia «unto» è fuori di ogni dubbio: unto di falsità, di immoralità, di corruzione, di furto, di evasione, di illegalità e di antidemocraticità.
La sentenza della Corte, invece, ha restituito a noi cittadini comuni, l’orgoglio della dignità di appartenere ad una Repubblica, dove l’uguaglianza dei cittadini e la legalità sono ancora «principi non negoziabili».
Con questa sentenza l’Italia è più forte e più libera. Mercoledì 7 ottobre 2009, però, è stato anche un giorno tragico.
Lei, sig. segretario di Stato Vaticano, nonostante la disapprovazione della Chiesa reale, ad ogni costo, ha voluto tagliare insieme a Berlusconi il nastro della mostra «Il Potere e la Grazia» a palazzo Venezia (ogni riferimento al passato è decisamente voluto).
Che scena deprimente!
Che spettacolo rozzo e indecoroso!
Lei sapeva che «in quel giorno e in quelle ore», la Corte Suprema si sarebbe pronunciata e sapeva quali sarebbero state le reazioni di un uomo malato e fuori controllo (testimonianza della moglie), eppure non ha esitato ad aspettare e a rispettare la tempistica imposta da un giullare che da sempre ha identificato i suoi interessi con quelli del Paese.
Il presidente del consiglio, furibondo per non essere «più uguale degli altri», chiuso nel bunker insieme ai suoi disonorevoli dipendenti, sapendo che ormai non poteva sfruttare il tg1 minzoliniano, ormai fuori tempo massimo, ritarda volutamente l’apertura della mostra, costringendo lei ad aspettare i suoi comodi.
Egli infatti varca la soglia di palazzo Grazioli, sede di meretricio istituzionale, nello stesso momento in cui inizia il tg4 di famiglia, consapevole che quelle primissime immagini avrebbero fatto il giro del mondo.
Come un cane, ferito all’improvviso, con uno stile da pescivendolo (con tutto il rispetto) più che da uomo di Stato, va all’attacco di tutti: lo tzunami della vergogna attraversa l’etere, una valanga di falsità e di fango schizza dappertutto: contro il Presidente della Repubblica, contro i Giudici Costituzionali (anche contro quei due con i quali ha condiviso una irrituale cena, prima della sentenza?), contro la guardia del corpo più alta di lui, contro la stampa, contro la televisione, contro la luna che si permetteva di sogghignare. Una scena invereconda.
«In quel giorno», il 7 ottobre 2009, la prudenza clericale e diplomatica avrebbe voluto che lei stesse defilato, magari in qualche cappella a pregare per la «serva Italia di dolore ostello / nave sanza nocchiere in gran in gran tempesta / non donna di provincie, ma bordello» (Dante, Purg. II, 6,76-78).
Invece?… Invece, lei, sig. cardinale, stava lì, come un compare di nozze, accanto all’«utilizzatore finale» di prostitute a pagamento.
Egli da solo ha calpestato tutti «i principi etici non negoziabili» con cui lei è solito pontificare; tutti i principi della dottrina sociale della Chiesa che ogni tanto lei rispolvera per darsi un contegno; tutti i valori etici per cui il Vaticano e la Cei avete anche organizzato una manifestazione di massa, il Family-Day, a cui ha partecipato anche il frequentatore di minorenni, divorziato e strenuo difensore della «famiglia», senza che nessuno lo accompagnasse in qualche strada adiacente; tutti i principi, i valori, le regole e il metodo che il papa predica e la Cei descrive nel documento «Educare alla legalità» (1991-2000), che avete abortito prima ancora che nascesse.
Tutto ha corrotto il Corruttore, anche le coscienza del popolo cattolico che, su vostra indicazione, lo vota in massa, senza nemmeno turarsi il naso.
Lei stava lì come un protettore che mette il cappello sul proprio protetto, mandando un messaggio mediatico trasversale dentro e fuori i palazzi: Berlusconi è sotto la protezione del Vaticano e non si tocca, come lei aveva fatto con Giovanni Profiti, indagato a Genova e promosso a presidente dell’ospedale Bambino Gesù di Roma, di proprietà del Vaticano.
Si direbbe che lei sia attratto dalla recidività: lei, infatti, va a braccetto di Berlusconi, nonostante sia corrotto, nonostante abbia corrotto, nonostante frequenti minorenni, nonostante favorisca e alimenti la prostituzione, nonostante sia evasore, nonostante sia piduista, nonostante sia Berlusconijad, nonostante abbia impoverito l’Italia dentro l’abbia umiliata fuori, all’estero, dove stampa ed economia chiedono a gran voce le dimissioni.
A lei, sig. cardinale, che gliene cale? L’importante è portare a casa, a costo zero, qualche legge che domani un altro governo eliminerà.
Ah, la lungimiranza della diplomazia vaticana, un tempo mito ineguagliabile di accortezza serpentina, oggi ridotta a comparsa nel ridotto del berlusconismo, mito dell’anticristianesimo.
Potete farne quello che volete.
In caso mi servisse frutta in carcere, sappiate che sono diabetico e poso mangiare solo mele “Smith” o frutta equipollente. Un abbraccio a tutti. Paolo Farinella, prete – Genova E noi ci sentiamo in dovere di condividerla
IL PROTETTORE DEL PADRINO Lettera aperta al cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato Vaticano di Paolo Farinella, prete
Sig. Cardinale, Mercoledì 7 ottobre 2009 è stato un giorno memorabile e tragico. Memorabile perché una sentenza della Corte Costituzionale ha dichiarato illegittimo il tentativo di Silvio Berlusconi, presidente del consiglio, corrotto e corruttore, di stravolgere lo stato di diritto, piegandolo ai suoi biechi e immorali interessi.
Con il «Lodo Alfano», egli voleva la consacrazione costituzionale di essere l’«Unto di Dio» in terra. Che Berlusconi sia «unto» è fuori di ogni dubbio: unto di falsità, di immoralità, di corruzione, di furto, di evasione, di illegalità e di antidemocraticità.
La sentenza della Corte, invece, ha restituito a noi cittadini comuni, l’orgoglio della dignità di appartenere ad una Repubblica, dove l’uguaglianza dei cittadini e la legalità sono ancora «principi non negoziabili».
Con questa sentenza l’Italia è più forte e più libera. Mercoledì 7 ottobre 2009, però, è stato anche un giorno tragico.
Lei, sig. segretario di Stato Vaticano, nonostante la disapprovazione della Chiesa reale, ad ogni costo, ha voluto tagliare insieme a Berlusconi il nastro della mostra «Il Potere e la Grazia» a palazzo Venezia (ogni riferimento al passato è decisamente voluto).
Che scena deprimente!
Che spettacolo rozzo e indecoroso!
Lei sapeva che «in quel giorno e in quelle ore», la Corte Suprema si sarebbe pronunciata e sapeva quali sarebbero state le reazioni di un uomo malato e fuori controllo (testimonianza della moglie), eppure non ha esitato ad aspettare e a rispettare la tempistica imposta da un giullare che da sempre ha identificato i suoi interessi con quelli del Paese.
Il presidente del consiglio, furibondo per non essere «più uguale degli altri», chiuso nel bunker insieme ai suoi disonorevoli dipendenti, sapendo che ormai non poteva sfruttare il tg1 minzoliniano, ormai fuori tempo massimo, ritarda volutamente l’apertura della mostra, costringendo lei ad aspettare i suoi comodi.
Egli infatti varca la soglia di palazzo Grazioli, sede di meretricio istituzionale, nello stesso momento in cui inizia il tg4 di famiglia, consapevole che quelle primissime immagini avrebbero fatto il giro del mondo.
Come un cane, ferito all’improvviso, con uno stile da pescivendolo (con tutto il rispetto) più che da uomo di Stato, va all’attacco di tutti: lo tzunami della vergogna attraversa l’etere, una valanga di falsità e di fango schizza dappertutto: contro il Presidente della Repubblica, contro i Giudici Costituzionali (anche contro quei due con i quali ha condiviso una irrituale cena, prima della sentenza?), contro la guardia del corpo più alta di lui, contro la stampa, contro la televisione, contro la luna che si permetteva di sogghignare. Una scena invereconda.
«In quel giorno», il 7 ottobre 2009, la prudenza clericale e diplomatica avrebbe voluto che lei stesse defilato, magari in qualche cappella a pregare per la «serva Italia di dolore ostello / nave sanza nocchiere in gran in gran tempesta / non donna di provincie, ma bordello» (Dante, Purg. II, 6,76-78).
Invece?… Invece, lei, sig. cardinale, stava lì, come un compare di nozze, accanto all’«utilizzatore finale» di prostitute a pagamento.
Egli da solo ha calpestato tutti «i principi etici non negoziabili» con cui lei è solito pontificare; tutti i principi della dottrina sociale della Chiesa che ogni tanto lei rispolvera per darsi un contegno; tutti i valori etici per cui il Vaticano e la Cei avete anche organizzato una manifestazione di massa, il Family-Day, a cui ha partecipato anche il frequentatore di minorenni, divorziato e strenuo difensore della «famiglia», senza che nessuno lo accompagnasse in qualche strada adiacente; tutti i principi, i valori, le regole e il metodo che il papa predica e la Cei descrive nel documento «Educare alla legalità» (1991-2000), che avete abortito prima ancora che nascesse.
Tutto ha corrotto il Corruttore, anche le coscienza del popolo cattolico che, su vostra indicazione, lo vota in massa, senza nemmeno turarsi il naso.
Lei stava lì come un protettore che mette il cappello sul proprio protetto, mandando un messaggio mediatico trasversale dentro e fuori i palazzi: Berlusconi è sotto la protezione del Vaticano e non si tocca, come lei aveva fatto con Giovanni Profiti, indagato a Genova e promosso a presidente dell’ospedale Bambino Gesù di Roma, di proprietà del Vaticano.
Si direbbe che lei sia attratto dalla recidività: lei, infatti, va a braccetto di Berlusconi, nonostante sia corrotto, nonostante abbia corrotto, nonostante frequenti minorenni, nonostante favorisca e alimenti la prostituzione, nonostante sia evasore, nonostante sia piduista, nonostante sia Berlusconijad, nonostante abbia impoverito l’Italia dentro l’abbia umiliata fuori, all’estero, dove stampa ed economia chiedono a gran voce le dimissioni.
A lei, sig. cardinale, che gliene cale? L’importante è portare a casa, a costo zero, qualche legge che domani un altro governo eliminerà.
Ah, la lungimiranza della diplomazia vaticana, un tempo mito ineguagliabile di accortezza serpentina, oggi ridotta a comparsa nel ridotto del berlusconismo, mito dell’anticristianesimo.
Il mondo ha visto che il presidente del consiglio, vergogna internazionale della Repubblica italiana, certo ormai del padrinaggio vaticano, ha osato dirle davanti a tutti che in quella mostra mancava un quadro: «quello di San Silvio da Arcore» e lei, con il sorriso di prassi (diplomaticamente ebete), è rimasto allampanato, incapace di infilargli una mano in bocca e strappargli la lingua.
Lei annuiva, restando immobile, che è il top della diplomazia e della falsità proterva e bugiarda. Io non so se lei si sia reso conto del danno che ha provocato alla Chiesa universale e alla Chiesa che è in Italia in modo particolare.
Con la sua presenza «in quel giorno e a quell’ora», senza che Berlusconi ammettesse i suoi errori e chiedesse scusa agli Italiani e alle Italiane dei suoi comportamenti non privati, ma di presidente del consiglio in carica in luoghi protetti dal «segreto di Stato», lei ha posto la premessa formale per sette conseguenze inevitabili, che peseranno sulla sua coscienza e di cui dovrà rendere conto a quel Dio in cui dice di credere:
a) Lei ha avallato la tesi del presidente del consiglio che afferma di essere orgoglioso dei suoi comportamenti perché gli Italiani vogliono essere come lui. In questo modo lo propone a tutti come MODELLO.
Lei insieme a Berlusconi, due giorni dopo una sentenza di un sovrano tribunale che lo giudica corruttore di giudici e nel giorno in cui la Corte Suprema lo spoglia della sua pretesa e mafiosa superiorità, rendendolo semplicemente cittadino tra i cittadini, autorizza tutti gli Italiani e le Italiane a imitarlo perché che altro significa la sua presenza se non la santificazione di un uomo perverso e del suo sistema d’impunità immorale?
b) Lei ha dato vigore e densità alla pazzia di un uomo che non esita a gettare la Nazione in una guerra civile pur di salvarsi da tutte le sue ignominie e dai tribunali, anche per fatti commessi prima che diventasse deputato e presidente del consiglio. Come nel 1929 fu solo il Vaticano a riconoscere il governo di Mussolini e la sua dittatura fascista, così nel 2009, esattamente dopo 80 anni, è ancora il Vaticano a togliere d’impiccio istituzionale un governo e un indegno presidente del consiglio condannato dal mondo intero.
c) Lei con questa sua presenza, «in quel giorno e in quelle condizioni», ha perso ogni dignità etica di parlare di mortalità e di spiritualità perché non ha esitato, sul modello della migliore tradizione mafiosa, a dire al mondo intero che un mafioso, amico dei mafiosi e protettore di mafiosi, corruttore, evasore (con tutto il resto), è protetto dalla Sacra Famiglia Vaticana.
E’ possibile che lei rappresenti uno Stato estero, è impossibile che possa, anche per sbaglio, rappresentare la Chiesa di Cristo.
d) Lei con la sua presenza a quella mostra ha assolto di fatto Berlusconi, all’insegna del «siamo pratici, ovvia!», rinnegando anche le condizioni etiche e sacramentali che la Chiesa impone ai poveri diavoli.
Lei ha disonorato tutti i credenti che faticano giorno per giorno a conciliare quello che voi dite con le difficoltà della vita. Forse abbiamo sbagliato interpretazione del vangelo e correggerlo con «i ricchi li avrete sempre con voi», al posto di «i poveri li avrete sempre con voi».
Personalmente ritengo che lei, in coscienza, non possa celebrare la Messa senza commettere sacrilegio e vilipendio della dottrina cattolica.
e) Lei apparendo accanto all’Indecenza personificata, non solo ne diventa complice e coartefice, ma autorizza centinaia e centinaia di persone credenti e non credenti a diffidare di una gerarchia collusa con il potere e il malaffare, esortando i molti che sono sulla soglia, invitandoli a lasciare la Chiesa, sbattezzandosi come atto formale, unica arma di autodifesa nei vostri confronti che ascoltate solo il richiamo del corrotto potere.
f) Lei ha dato l’avallo ai giorni tristi che ci attendono perché l’uomo è senza coscienza di Stato.
g) Lei è colpevole se le offerte dell’8xmille diminuiranno ancora e deve sapere che ne è stato e ne è la causa efficiente.
Da alcuni anni le offerte diminuiscono sempre di più e sulla mia strada incontro sempre più persone che dichiarano di firmare per altre realtà religiose, perché non vogliono essere complici di una clero e di una gerarchia che ha tradito il Vangelo.
Come prete di strada, come credente nel Gesù del Vangelo e come cittadino che ama il suo Paese, senza esserne schiavo, mi permetta di dirle con chiarezza: lei non mi rappresenta più (veramente non mi ha mai rappresentato, nemmeno quando era vescovo di Genova) e sono fiero di rifiutare e ripudiare il suo modello e quello che lei propone, proteggendolo: il berlusconismo che è l’indecenza che corrompe la nostra Nazione e corrode il nostro futuro.
Intanto il territorio, dilapidato dai condoni edilizi, si frantuma, i precari, i licenziati, i tre milioni di poveri che vivono con 222,00 euro, gli sfrattati e gli immigrati uccisi, tutti in coro ringraziano anche lei che, ora con certezza, «sappiamo da che parte sta».
Con disistima,
Genova, 8 ottobre 2009 Paolo Farinella, prete
Lei annuiva, restando immobile, che è il top della diplomazia e della falsità proterva e bugiarda. Io non so se lei si sia reso conto del danno che ha provocato alla Chiesa universale e alla Chiesa che è in Italia in modo particolare.
Con la sua presenza «in quel giorno e a quell’ora», senza che Berlusconi ammettesse i suoi errori e chiedesse scusa agli Italiani e alle Italiane dei suoi comportamenti non privati, ma di presidente del consiglio in carica in luoghi protetti dal «segreto di Stato», lei ha posto la premessa formale per sette conseguenze inevitabili, che peseranno sulla sua coscienza e di cui dovrà rendere conto a quel Dio in cui dice di credere:
a) Lei ha avallato la tesi del presidente del consiglio che afferma di essere orgoglioso dei suoi comportamenti perché gli Italiani vogliono essere come lui. In questo modo lo propone a tutti come MODELLO.
Lei insieme a Berlusconi, due giorni dopo una sentenza di un sovrano tribunale che lo giudica corruttore di giudici e nel giorno in cui la Corte Suprema lo spoglia della sua pretesa e mafiosa superiorità, rendendolo semplicemente cittadino tra i cittadini, autorizza tutti gli Italiani e le Italiane a imitarlo perché che altro significa la sua presenza se non la santificazione di un uomo perverso e del suo sistema d’impunità immorale?
b) Lei ha dato vigore e densità alla pazzia di un uomo che non esita a gettare la Nazione in una guerra civile pur di salvarsi da tutte le sue ignominie e dai tribunali, anche per fatti commessi prima che diventasse deputato e presidente del consiglio. Come nel 1929 fu solo il Vaticano a riconoscere il governo di Mussolini e la sua dittatura fascista, così nel 2009, esattamente dopo 80 anni, è ancora il Vaticano a togliere d’impiccio istituzionale un governo e un indegno presidente del consiglio condannato dal mondo intero.
c) Lei con questa sua presenza, «in quel giorno e in quelle condizioni», ha perso ogni dignità etica di parlare di mortalità e di spiritualità perché non ha esitato, sul modello della migliore tradizione mafiosa, a dire al mondo intero che un mafioso, amico dei mafiosi e protettore di mafiosi, corruttore, evasore (con tutto il resto), è protetto dalla Sacra Famiglia Vaticana.
E’ possibile che lei rappresenti uno Stato estero, è impossibile che possa, anche per sbaglio, rappresentare la Chiesa di Cristo.
d) Lei con la sua presenza a quella mostra ha assolto di fatto Berlusconi, all’insegna del «siamo pratici, ovvia!», rinnegando anche le condizioni etiche e sacramentali che la Chiesa impone ai poveri diavoli.
Lei ha disonorato tutti i credenti che faticano giorno per giorno a conciliare quello che voi dite con le difficoltà della vita. Forse abbiamo sbagliato interpretazione del vangelo e correggerlo con «i ricchi li avrete sempre con voi», al posto di «i poveri li avrete sempre con voi».
Personalmente ritengo che lei, in coscienza, non possa celebrare la Messa senza commettere sacrilegio e vilipendio della dottrina cattolica.
e) Lei apparendo accanto all’Indecenza personificata, non solo ne diventa complice e coartefice, ma autorizza centinaia e centinaia di persone credenti e non credenti a diffidare di una gerarchia collusa con il potere e il malaffare, esortando i molti che sono sulla soglia, invitandoli a lasciare la Chiesa, sbattezzandosi come atto formale, unica arma di autodifesa nei vostri confronti che ascoltate solo il richiamo del corrotto potere.
f) Lei ha dato l’avallo ai giorni tristi che ci attendono perché l’uomo è senza coscienza di Stato.
g) Lei è colpevole se le offerte dell’8xmille diminuiranno ancora e deve sapere che ne è stato e ne è la causa efficiente.
Da alcuni anni le offerte diminuiscono sempre di più e sulla mia strada incontro sempre più persone che dichiarano di firmare per altre realtà religiose, perché non vogliono essere complici di una clero e di una gerarchia che ha tradito il Vangelo.
Come prete di strada, come credente nel Gesù del Vangelo e come cittadino che ama il suo Paese, senza esserne schiavo, mi permetta di dirle con chiarezza: lei non mi rappresenta più (veramente non mi ha mai rappresentato, nemmeno quando era vescovo di Genova) e sono fiero di rifiutare e ripudiare il suo modello e quello che lei propone, proteggendolo: il berlusconismo che è l’indecenza che corrompe la nostra Nazione e corrode il nostro futuro.
Intanto il territorio, dilapidato dai condoni edilizi, si frantuma, i precari, i licenziati, i tre milioni di poveri che vivono con 222,00 euro, gli sfrattati e gli immigrati uccisi, tutti in coro ringraziano anche lei che, ora con certezza, «sappiamo da che parte sta».
Con disistima,
Genova, 8 ottobre 2009 Paolo Farinella, prete
venerdì 9 ottobre 2009
Dalla parte della legalità

"La sentenza della Corte Costituzionale (che gli ha tolto l'immunità) è il più serio smacco subito da Berlusconi nel suoi 15 anni in politica", afferma l'editoriale del Financial Times. "Da un anno il premier è coinvolto in uno scandalo di prostitute e veline, ma la decisione della Corte lo colpisce dove fa più male. Il premier dovrà ora affrontare una serie di processi in cui è accusato di corruzione ed evasione fiscale". Il giornale della City ricorda la reazione di Berlusconi secondo cui si tratta di un complotto politico orchestrato contro di lui dalla sinistra, ma obietta: "Il giudizio della Corte è giusto. Il capo di governo, in una democrazia, non può essere al di sopra della legge". Il risultato è che Berlusconi, "chiaramente indebolito", dovrà passare più tempo a occuparsi dei suoi problemi legali e meno a occuparsi degli affari di governo, mentre l'immagine internazionale dell'Italia "soffrirà ulteriormente". Berlusconi entrò in politica dopo la crisi creata da Tangentopoli, "per darsi una piattaforma da cui difendersi dalle accuse di corruzione" che già lo riguardavano, scrive il Ft, "ed è una tragedia, per l'Italia e per l'Europa, che lo abbia fatto". L'Italia, per causa sua, "non è riuscita a maturare politicamente". Molti italiani ancora appoggiano Berlusconi, conclude l'editoriale del Financial Times, "ma i suoi alleati di centrodestra dovrebbero contemplare l'idea di disfarsi di lui. L'Italia starebbe certamente meglio senza Berlusconi".
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