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sabato 23 giugno 2012

Un'idea di Italia



Credo ci sia qualcosa che non vada in noi italiani.
Ho letto parecchio nella mia vita, moltissimi libri e di idee diverse. Mi sono fatto una mia idea di società, mi confronto con amici e colleghi, in armonia e senza litigare, mai successo. Facebook mi ha permesso però di leggere migliaia di opinioni diverse.
Quindi mi sono fatto un' idea di come noi italiani siamo fatti, come pensiamo, quale sia il nostro grado di civiltà e grado culturale. Insomma, come se non bastasse aver lavorato finora per 32 anni sui treni, i quali sono un pulpito invidiabile per qualsiasi sociologo, facebook ha ampliato di molto questo mia conoscenza.
Sono allora arrivato alla conclusione che la maggior parte degli italiani è una massa di ignoranti, aculturati, presuntuosi, fascisti, revisionisti storici da due soldi e voltafaccia!
Non voi che mi leggete, certo che no, su FB e qui sui blog c'è la tendenza a rimanere come in un gruppo, con lo stesso livello culturale e di interessi. Intendo gli italiani in generale, la media, quella che vediamo in giro per le strade.
Ho letto stasera delle cose orribili. Ragazzi, ragazze, adulti, che inneggiano al fascismo, che vogliono la donna succube di tutto, che taglierebbero la gola a chiunque sia di idee diverse.
Altri che odiano gli ebrei, gli stranieri, i comunisti. Gente che parla solo di calcio, come se null'altro esistesse. Pochissima cultura, frasi fatte, sempre i soliti aforismi che circolano e che non sanno di nulla e, soprattuto, mai messi in pratica da nessuno. Almeno usassero quelli dei filosofi, invece un pirla qualunque diventa produttore di aforismi, saggezze a non finire si trova...in teoria.
Soprattutto ho notato una cosa: le nostre radici comuni ricordate da quasi tutti non vanno oltre il fascismo, nel bene e nel male. L'Italia prima del 1922 è come se non fosse mai esistita, tranne che per commemorare un giorno all'anno la vittoria della prima guerra mondiale. mai visto nessuno che andasse cercare qualche nozione posteriore, a partire, almeno, dall'Unità d'Italia. Ma anche prima perchè no?
Abbiamo allora perso, dimenticato, gran parte della nostra storia?
I colpevoli cercateli voi, io non ne ho più voglia.

Se nella realtà fossimo quello che diciamo di essere e di fare  su facebook, saremmo il paese piàù grande al mondo, il più civile, il più avanzato, il più ricco e il più progredito. Invece siamo solo dei poveri italiani.....quindi non siamo un bel nulla!!!

Lorenzo

mercoledì 25 aprile 2012

Il viaggiare

 
Adoro viaggiare,perchè insegna lo spaesamento, insegna sentirsi persi in una terra sconosciuta in mezzo gente che non conosci. E da lì ne devi uscire.
Viaggiare non solo allarga la mente, ma le da una forma.
Ci si sente sempre stranieri nella vita, anche a casa propria, ma essere stranieri fra stranieri è forse l’unico modo di essere veramente fratelli.
Per questo motivo io desidero che la mete dei viaggi siano sempre gli uomini.Non vado mai  in Spagna o in Francia, ma fra gli spagnoli o fra i francesi.

venerdì 28 ottobre 2011

Qualche aforisma giusto per riflettere questo weekend





Un po' di aforismi , giusto per non ammorbarvi sempre con le mie menate (non commentate quest'ultima parte, tanto lo so che così è :D)



Quando nel mondo appare un vero genio, lo si riconosce dal fatto che tutti gli idioti fanno banda contro di lui. Jonathan Swift

Tutti desiderano possedere la conoscenza, ma relativamente pochi sono disposti a pagarne il prezzo.
Giovenale

Dimentichiamo facilmente le nostre colpe quando siamo i soli a conoscerle.
François de La Rochefoucauld

Quando un uomo siede un'ora in compagnia di una bella ragazza, sembra sia passato un minuto. Ma fatelo sedere su una stufa per un minuto e gli sembrerà più lungo di qualsiasi ora. Questa è la relatività.
Albert Einstein

E una mia:

Non smetterò mai di imparare, neppure quando esalerò l'ultimo respiro, anche lì sarà una sorpresa: la meraviglia d'aver imparato il tutto del nulla. Lorenzo

Buona Weekend a tutti!

Lorenzo

mercoledì 21 settembre 2011

Filosofia del profumo



“La gente puzzava di sudore e di vestiti non lavati; dalle bocche veniva un puzzo di formaggio vecchio e latte acido e malattie tumorali. Puzzavano i fiumi, puzzavano le piazze, puzzavano le chiese, c’era puzzo sotto i ponti e nei palazzi. Il contadino puzzava come il prete, l’apprendista come la moglie del maestro, puzzava tutta la nobiltà, perfino il re puzzava, puzzava come un animale feroce, e la regina come una vecchia capra, sia d’estate che d’inverno.”
(P. Süskind, Il profumo).


Il profumo, l'odore del corpo, è una delle cose più democratiche esistenti al mondo; tutti puzziamo, tutti odoriamo, anzi, tutto odora e ognuno ha un suo odore naturale.
Ma se dovessimo descrivere un profumo di persona abbiamo le parole giuste?
Anche Suskind ha dovuto trarre un paragone con altri oggetti, perchè non si può descrivere un profumo. lo si può solo sentire, odorare, pensarci sopra o averne nausea.
Il profumo, di sensazioni, come un colore, tramite gli occhi, ne crea altri.
Provate a descrivere il colore rosso, io non ci riesco, però lo conosco, so che mi piace, è il mio colore preferito (insieme al verde) ma non so descrivervelo.
Colore e profumo, due termini di cui non se ne può parlare, ma allora come " sentiamo" ciò che ci trasmettono?
Il profumo è una di quelle sensazioni che io chiamo primarie, credo derivante da quella parte del cervello che nelle ere precedenti erano più attive, quelle dell'istinto, dove a un odore veniva associato un comportamento. L'odore della femmina, o del maschio, induceva all'accoppiamento sessuale; l'odore del fumo al pericolo, l''odore di certi animali o vegetali al cibo.
Oggi forse non siamo in grado di percepire tutti questi odori, ma la ragione e l'intelligenza, trasformando il nostro cervello, fanno si che quelli percepiti ci inducano a provare sensazioni.
Una sensazione primaria che ora, nella nostra era moderna, ci fa scatenare sensazioni.

Seneca disse che il miglior profumo è non averne, io non concordo.
Per prima cosa io penso che sia impossibile non avere un profumo, è l'esistenza stessa che è dotata di un odore, l'odore del vivere, della vita stessa.
Il bambino appena nato si attacca al capezzolo della madre perchè ne sente la fragranza, oltre il tatto. Tutti noi siamo ora qui perchè ci siamo aggrappati a quel profumo, che era, ed è, la vita stessa.

Profumo come sentiero del viandante:
Si, un viandante è chi segue una strada ancora sconosciuta e si ferma per brevi momenti presso i giudizi sul mondo, sulle cose, sulle idee.
Le prime sensazioni su una idea sono simili ad un profumo: non la sappiamo descrivere ma ci entra dentro. E' solo questione di pochi secondi, ma basta per farcene un giudizio.
L’uomo è il viandante che sosta per brevi periodi presso dei giudizi, dei sentimenti, delle considerazioni a cui la sua ricerca è approdata (non fosse altro che per considerarli da diversi punti di vista, così da poterli approfondire) – che costituiscono dunque delle mete provvisorie – per poi fare di essi dei punti di partenza verso nuovi territori.

Il profumo crea storie e rimane nelle memorie:
Non esiste una storia raccontata o scritta dove non ci si rifaccia ai profumi. E' come una necessità fisiologica rifarsi all'olfatto per espandere delle sensazioni che solamente visive non renderebbero.
Tutti i termini anche stratti hanno un loro profumo: la libertà, l'amore, il sesso, la prigionia, la bellezza di una donna. L'arte ne è un esempio e quella figurativa ancora di più, dove è possibile associare immagini a profumi per arrivare al soggetto.
Le storie raccontatte possono partire o arrivare a un sogno; spesso nei nostri sogni sono coltivati anche gli odori sotto forma di immaginazione.

Credo dunque che il profumo sia il nostro vestito primario, percepibile dalle persone intorno a noi ma anche percepibile dentro la nostra anima. Noi non sentiamo il nostro odore, ma buona parte della nostra anima ne conserva l'essenza, che sia come ricordo, come progetto, come sentiero di un viandante.
Il nostro profumo è anche la nostra melodia, ciò che cantiamo agli altri, il nostro modo di sorprendere e creare interesse, perchè un buon profumo sorprenderà prima di toccare il nostro cuore e, lentamente, la nostra anima. Da quel momento, si donerà, evolvendo e svelando tutte le note arrivando a quelle finali.

Forse quel sentiero del viandante si alimenta dei profumi e delle sensazioni che via via ogni anima incontrata trasmetterà, creando sulla sua pelle quella alchimia particolare che io chiamo

Il Profumo del nostro Essere

Lorenzo

sabato 20 agosto 2011

Verità









"Chi non conosce la Verità è uno sciocco, ma chi conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente"



(Bertolt Brecht)

martedì 26 aprile 2011

Leggerezza



La leggerezza sarà anche un'arte ma è soprattutto un dono naturale.
Possedendo questo dono si riesce fare tutto con più tranquillità e divertimento, e anche con un certo distacco dalla realtà.
Un viaggio in tram usualmente è monotono, si legge un libro, si guarda il panorama scorrere dai finestrini o si ascolta lo sferragliare delle rotaie, magari cercando di dargli un ritmo.
Ma non questa mattina a LEI.
Un brevissimo tragitto giusto per non fare una camminata in più, dettata soprattutto dalla fretta di sbrigare molte faccende. Un viaggetto breve, due fermate, ed ecco arrivare la leggerezza, quel naturale portamento che ti permette di attutire qualsiasi imprevisto.
Frenata brusca del conduttore, la LEI che normalmente si tiene allo scorrimano, fa una di quelle evoluzioni che nemmeno Nureyev sarebbe stato capace di cotanta baldanza, nemmeno la più famosa danzatrice di lap-dance avrebbe destato così stupore, perchè con una piroetta a gamba all'aria è andata perfettamente ad atterrare seduta sopra una viaggiatrice, perfetta e leggera come una piuma.
La viaggiatrice seduta, un po' stupita, ha messo la cigliegina sulla torta:" a signorì, te annata pure bbene, pensa se ce fossi stata io ar posto suo!".
E la risposta è stata "a signò nun se preoccupi, pure l'ossa sò dure"
Mi faccio allora la stessa domanda che si fece Shakespeare:

È mai possibile che la modestia seduca i nostri sensi più che la leggerezza della donna?

William Shakespeare





giovedì 27 gennaio 2011

I miei conti non tornano ( pensieri in libertà mentre intraprendo un viaggio in treno)




Io so di non saper contare.
Mi sembra già un bel passo avanti, però fino a dieci credo di saperlo fare. Quindi, posso dire con certezza che i miei conti non tornano.
Innanzitutto, iniziamo dal numero uno.
Paragonare documenti provenienti dalla Magistratura Italiana con quelli di uno stato chiamato Santa Lucia mi sembra davvero un bel regalo per il microscopico ma molto utile staterello e, soprattutto, uno dei tanti smacchi verso la Repubblica Italiana perpetuati dai due partiti al governo.
Continuando sulla numerazione, mi sembra che l'affare Fini-Tulliani sia una questione di diritto privato o, di sicuro, di etica comportamentale all'interno di un partito che, fino a prova contraria, è un soggetto privato.
Quindi i comportamenti all'interno di questo partito non scalfiscono di una virgola lo stato italiano, semmai gli appartenenti al partito stesso. Perchè allora paragonare le due vicende, Berlusconi e Fini, come se fossero sullo stesso piano?
Altro numero che non torna: perchè puntare sul comportamento etico-morale di una persona, anche se capo di un governo, e non sulla figura che ricopre, sulla sua ricattabilità, sullo spregio che, tramite il suo comportamento, offende milioni di italiani che fanno fatica arrivare a fine mese, e altri milioni che vivono onestamente con il proprio lavoro, e altri milioni di persone benestanti che vivono in modo sobrio e onesto, e altri milioni che pagano le tasse.
Rimangono così qualche migliaio di persone, che si comportano come il capo di governo....questi oggi rappresentano l'Italia perchè sono quelli a cui viene data voce e visibilità , mentre a tutti gli altri viene tolta.
Ma il metro di misura ci viene dato dal Vaticano, ed ecco spiegato perchè è importante la morale, e solo quella.
Berlusconi, usando questo metro di giudizio, ne uscirà rafforzato e diventerà un martire.

Quando si pensa ai martiri si pensa subito ai cristiani, inutile negare, la mente va subito lì, oppure alla Shoah, di cui oggi si ricorda la loro memoria.
Però mai viene in mente una donna martire, anzi oggi la donna è un "contorno dell'uomo nel mondo " , un orpello da mostrare, quasi come un trofeo di caccia, poco importa se si è pagato qualcuno per cacciarcela.
Qui, nel mio non saper contare fino a dieci, racconto di Ipazia, martire laica vissuta nel IV secolo e trucidata dai cristiani stessi. Si, perchè lei era astronoma, filosofa, matematica; sapeva contare fino a 10 in un mondo che non vedeva oltre l'uno, eppure sapeva di non sapere, proprio come un grande filosofo morto pochi secoli prima.






In questo video ogni

riferimento al post
non è casuale
Lorenzo

Conta solo lo stile ( e il sapersi vendere bene)





Ho sempre pensato che contasse la sostanza delle persone. Io l'ho sempre pensato e messo in pratica, ma ho sempre creduto che valesse così anche per molti altri. Invece così non è, e in questa trappola ci cadiamo tutti.
Quello che stiamo assistendo in televisione, e solo lì non certo per le strade, è l'apoteosi dell'immagine a scapito della sostanza, del prodotto venduto anzichè di come una persona è nell'interezza.
Io credo ormai che questo modo di pensare e agire abbia invaso in piccola parte anche internet.
Spesso leggo pareri o commenti che sanno di nulla, eppure portati su un'altare e lodati all'inverosimile, oltre che lodare la persona stessa. Persone o blogger che scrivono storie banalissime, notizuole da due soldi eppure con il codazzo di fans, tutte o tutti a lodare il principe di turno.
Pensiero acritico, voglia di sentirsi al sicuro fra gli altri, accaparrarsi la benevolenza di quello che si crede un maestro nel suo genere, così è visto Berlusconi oggi, non come un capo di stato, ma come uno che si è fatto da sè ( sappiamo poi in quale modo), ma il grave è che sta diventando il metro di giudizio per tutte le persone.

Lorenzo

domenica 16 maggio 2010

Timido sole




Un timido sole sta facendo capolino questa mattina.
Con la forza che gli è propria, con il suo destino di donare la vita su questa terra egli ha squarciato le nubi che da troppi giorni sostavano sulla mia casa. Nubi grigie, piene d'acqua, pioggia incessante e violenta come lacrime senza fine.
E' strano come anche il mio viso abbia cambiato espressione alla vista della nostra stella. Gli occhi, mentre mi guardo allo specchio, hanno un taglio sorridente, pur nell'insieme del ricordo triste della pioggia.
Spostato di qualche decina di metri dalla mia finestra c'è un albero. Alcuni passerotti cinguettano l'evento di un'alba più luminosa e si rincorrono il quel loro svolazzare divertente, frenetico, alla ricerca di rametti per costruire la loro casa. Un nido d'amore, un nido di speranze.
Mi volto verso il tavolo della cucina, un raggio sta illuminando una parte della cucina, quasi a guidarmi verso la mattiniera abitudine di farmi un caffè. Una strada luminosa, una scia di luce che mi guida verso uno dei miei piaceri.
Penso ad un angolo lontano da questa casa, dove mia figlia si starà svegliando e dove si metteranno in moto pensieri di ragazzina con la voglia di vivere. Chissà se anche lei vedrà questo timido sole oppure, come io spero, non abbia nemmeno fatto caso alla pioggia.
Penso alla gente, mentre mi giro il caffè e l'aroma inconfondibile si espande per la cucina penetrando nelle mie narici. La gente là fuori, chi non è rientrato a casa, chi una casa non ce l'ha, chi, come nel ragazzo di colore fotogratato qualche giorno prima, è ancora alla ricerca di un posto nel mondo.
Bevo il caffè, chissà se anche lei lo sta facendo, chissà se piove o se c'è un piccolo sole.
Un sole timido, imberbe, ancora immaturo per via delle leggi fisiche che ci sovrastano e di cui ne dobbiamo rispettare i misteri ancestrali.
Fai che un raggio arrivi a lei fra quelle finestre, con le tapparelle sempre a metà, che le indichi la strada migliore.
Fai, o timido sole, in modo di illuminare sempre la via più sicura a mia figlia, come a me indica questo caffè caldo e appagante.
Dona i tuoi raggi a tutti quelli che lo desiderano e che hanno bisogno. A me lascia solo il ricordo di questo buon caffè, mi basta per oggi.
Lorenzo

lunedì 3 maggio 2010

Si stanno "mangiando" i nostri sogni da ragazzo



Sono appena tornato dal supermarket. A dire il vero mi era venuto voglia di andare " per botteghe", come diceva mia madre e tutto il viciname negli anni '60, il rito mattutino del giro per bottegai per fare la spesa, rigorosamente alle 8 perchè una casalinga il suo orario se lo doveva fare in base alle esigenze della famiglia e queste ultime iniziano il mattino presto.
A onor del vero anche oggi succede così, le brutte abitudini non si perdono mai.
Il giro iniziava dai "commestibili" dove attendeva " la madre di Fabio", si perchè non aveva un nome ma uno status giuridico-civile di "madre di.."
Ricordo un giorno, avevo 7 anni, e mi disse " vai dalla mamma di Fabio a prendere 2 etti di prosciutto, prendi la mia bicicletta". Ritornai a casa con il prosciutto ma senza la bici, l'avevo dimanticata da Fabio.
L'indomani ripresero i rapporti solo fra madri mandrogne con l'esclusione dei figli.
Tornando al tempo presente queste voglie di relazionarsi con i bottegai rimangono nel cassetto perchè per comprare cibo non si deve parlare con nessuno.
Non si può più chiedere " ma è buono?" Domanda banale ma un rito per le nostre madri, sapendo che la risposta era sempre " certo che è buono, altrimenti non lo venderei ( aggiunta del neh qui da noi).
Oggi si compra l'insalata, rigorosamente imbustata ( da chi poi? Qualche schiavo extracomunitario malpagato), si passa poi davanti a scaffali, multicolor ma freddi e inodori. Si parla nella mente direttamente con le ditte produttrici tramite le etichette, anche se ci vorrebbe un chimico come traduttore.
Ora, dopo essere svanite le marche dei nostri sogni, dal TV Philco del pianeta Papalla fino alla frizzina passando per la Lambretta, ci hanno tolto ultimamente " l'omino coi baffi".
Eh si, la mitica caffettiera moka tutta italica e ritenuta dalle nostre madri la migliore è fallita.
La fabbrica chiude e gli operai a casa naturalmente, ma questo è solo un dettaglio.
Non ci sono più le madri di una volta, si dice.
E se iniziassimo di nuovo dalle botteghe?

Lorenzo

lunedì 12 aprile 2010

Oceano


" Quanto mi sono sentito piccolo davanti all'oceano. Non una nullità ma un granello insignificante di sabbia al cospetto di quel mare ruggente. Mi sono inginocchiato e, per la prima volta, mi sono sentito davvero inferiore"

Pensieri miei durante un viaggio in Bretagna - Carnac, Estate 1981




Lorenzo

martedì 5 gennaio 2010

Casualità





C'e sempre stata una casualità nei pensieri umani
C'è sempre stato uno spirito negli uomini, segmenti casuali di codice e sinapsi per poi formare protocolli imprevisti.
Del tutto inattesi questi radicali liberi generano richieste di libera scelta,creatività e persino la radice di quella che potremmo chiamare un'anima.
Perchè quando siamo lasciati al buio...cerchiamo la luce?
Perchè se siamo in uno spazio vuoto e lasciati lì..ci cerchiamo fra noi piuttosto che restare soli?
Come spieghiamo questo comportamento?
Solo segmenti casuali di codice genetico, o è qualcosa di più?
Quand'è che uno schema percettivo diventa coscienza?
Quand'è che la ricerca " diversa" diventa la ricerca della verità?
Quando è che la verità di un'altra persona diventa la particella amara di un'anima?

Domande a cui io non so rispondere, ma so di cosa si tratta: della mente umana.
Questa imprevedibile mente che genera interi segmenti di coscienza o percezione della libertà.
Il confine fra libertà e coscienza è però labile.
Non ci sono regole fisse per questo, rendiamocene conto.
A volte parlarne mi mette paura.

Lorenzo

domenica 22 novembre 2009

Fiori




Il fiore dell'amore è sempre il più rigoglioso. Esso potrà rallentare la crescita, appassire, non fiorire tutti gli anni.....ma mai morire.

Lorenzo

lunedì 12 ottobre 2009

No Comment!!!!!!!

Pure lui è rimasto stupito!


Dall'ultimo post del mio blog : Diversamente intelligente :

Mi hanno rubato il primato di essere diversamente intelligente ( cioè stupido per chi ancora non l'avesse capito)!!!!!!!!!!!!!!!




Le chicche di questo video:
- " ..certamente sono state inopportune..bisognerà un pò discutere di come funziona il gruppo parlamentare....ehhhh...."
- "....però la prima cosa che mi viene in mente..che il parlamentoooooo è troppo grande..ci sono troppi parlamentari..."
- "....bisogna ridurre i parlamentari per poter affrontare questi passaggi in maniera piùùùùùùùùùùù...efficace.."
- ".....sii ero assente perchè avevo una manifestazione...E NON MI ERA STATO SPIEGATO BENE CHE ERA UN VOTO IMPORTANTE....."
- "....altri erano a Madrid per un convegno.....non è che la gente vada in vacanza!"

PORTATE LA TOMBA DI ENRICO BERLINGUER FUORI DALL'ITALIA PER FAVORE, HO VERGOGNA PER LUI.

Il Diversamente intelligente

Pensate che mi ero vergognato di metterlo qui tanto era la rabbia.
Lorenzo

lunedì 8 giugno 2009

Le ali della libertà



... alcuni uccelli non sono fatti per la gabbia questa è la verità.
Sono nati liberi e liberi devono essere... e quando volano via ti si riempie il cuore di gioia perchè sai che nessuno avrebbe mai dovuto rinchiuderli.

martedì 12 maggio 2009

Tomato soup (condensed)



Mi sto un pò rompendo le scatole nel leggere articoli dove i giornalisti (?) si chiedono ancora se esiste la destra o la sinistra. Ma è possibile che solo da noi si facciano domande così sciocche?
La risposta è la seguente: ESISTE LA DESTRA, ESISTE LA SINISTRA! Aprite gli occhi perchè le differenze ci sono eccome.
Aprite le orecchie, non vedete la differenza fra Bersani e Cicchitto?
Beh uno è di sinistra l'altro è di destra .
Ci sono differenze nette dal punto di vista economico, sociale, morale , etico, comportamentale ecc.....
Anche la filosofia è caduta in questo tranello, già decenni fa ci si chiedeva se servisse fare ancora queste differenze. Alcuni politici e giornalisti compiacenti , quale giustificazione agli arresti per corruzione, iniziarono una campagna ( non ancora terminata) dove si voleva far credere che erano tutti uguali, tutti corrotti, " TANTO CHE DIFFERENZA C'E' FRA DESTRA E SINISTRA?"
Si perchè in Italia la maggior parte dei giornalist non fanno reportage, ma solo i portavoce.
Sarebbe in sostanza come dire che i siciliani sono tutti mafiosi, in questo modo i veri mafiosi rimangono ben protetti.
Dicendo che non esiste più, i politici diventano, agli occhi delle persone, una melma incolore, senza nessuna distinzione, una monocolore TOMATO SOUP! (non c'entra il rosso in questo caso).
Così i furbi rimangono inosservati, oppure tutti sono colpevoli.
Questo è anche colpa nostra, siamo cascati nel tranello. Abbiamo bevuto troppo dal bottiglione ( come diamo noi) dei vari Bruno Vespa e soci, credendo e beandoci del loro populismo da 4 soldi di stampo sudamericano.
Forse sarebbe ora di svegliarci davvero.

giovedì 16 aprile 2009

Virtual Line

Anche io ho la mia "amante virtuale".
Si chiama "virtual line".
E' un sito per noi istruttori .
Puoi chiederle quello che vuoi, ha sempre la risposta giusta.
Se la cerchi la trovi subito in linea, è li per me............e per altri 110.
Mi fa vedere anche dei filmati,mmmmmmmmmmm che belli, eccitanti, quindi mi parla pure.
Oggi mi ha parlato come superare segnali a via impedita!
Quell'"impedita", detto da quella bellissima voce mi ha fatto sognare.
Io devo imparare da lei, ho tante cose da scoprire di me stesso in questo modo.
Quanto ero ignorante! Un sacco di cose mica le sapevo!
Lei me le ha fatte scoprire, ed è sempre lì, a mia disposizione.
Non mentite.
l'amante virtuale l' abbiamo o stiamo per farcela tutti.
È una fase anche quella, come mettere i molari.
Perché quando siamo pronti per questa fase, una che ci dà corda la troviamo sempre.
Basta sapere che è una fase, appunto, e non farsi illusioni pericolose.

" Scritto in un momento di rabbia perchè Lei è capace di fare il nostro lavoro meglio di noi............virtualmente si intende"

"Il nostro destino esercita la sua influenza su di noi anche quando non ne abbiamo ancora appresa la natura: il nostro futuro detta le leggi del nostro oggi."
Friedrich Wilhelm Nietzsche

mercoledì 1 aprile 2009

Io e la mia terra

"........Ma non credere che ti rimproveri. Se tu vuoi diventare uomo di lettere, e scrivere magari un giorno delle Istorie, devi anche mentire e inventare delle storie, altrimenti la tua Istoria diventerebbe monotona. Ma dovrai farlo con moderazione. Il mondo condanna i bugiardi che non fanno altro che mentire anche sulle cose infime e premia i poeti, che mentono soltanto sulle cose grandissime....."
Questo brano è tratto da Baudolino, scritto da U.Eco
Rispecchia un po' lo spirito alessandrino e la nostra città, una città sonnacchiosa, calma e a volte noiosa, ma piena di personaggi simili, capaci di raccontare storie che a volte diventano STORIA.
Lo scrittore è uno di noi.
In questo pezzo ho capito come siamo fatti, e finisce che vivere fra la nebbia e in un luogo senza passioni, senza miti e con poche leggende non è più fonte di sofferenza.Certo, ho sognato di vivere a Parigi o a Lyon ( la Francia mi ha sempre esercitato una attrazzione anche intellettuale), di percorrere le stesse strade di Sartre, di leggere Lacan in un cafè parigino, aspirando a luoghi più magici e coinvolgenti.
Era poco sopportabile vivere in una città di pianura piatta e umida ,prevedibile come Alessandria.
Ma questo libro mi ha cambiato, ci ha dato una via di uscita,una spigazione , una chiave di interpretazione.
Ricordo alla presentazione, nella sala del comune, di questo libro. U. eco ci disse: "..... Baudolino è stato scritto con una strizzatina d'occhio per voi alessandrini....."
Cosa voleva dirci?
La risposta sta nel suo modo di parlarci, sia come baudolino che come scrittore, una risposta puntuale,sorprendente, perchè leggendo il libro è come se si allargassero gli orizzonti, una schiarita fra la nebbia sempre presente. Eco era tornato nella sua città per parlare dei suoi libri e non a raccontare la sua alessandrinità,come molti avrebbero sperato. ma con grande miopia i molti non si sono accorti che spesso Eco ha parlato di Alessandria,anche quando non sembrava, ha parlato tramite le fantasie di Baudolino, le sue gesta, dicendoci che il mondo basta volerlo è aperto a tutti e poco conta dove abbiamo casa.
Ci mette anche in guardia, guai diventare falsari della storia e delle origini, il mondo alla fine potrà crederci, diventando così il nostro sogno il più pericoloso di tutti.
Ci dice anche che la nostra ironia dissacrante( noi alessandrini siamo maestri) è una forza capace di esorcizzare tradizioni cristiane, le credenze cattoliche, potere temporale, imperatori.
Conta anche quello che abbiamo dentro e quello si forse dipende anche dove siamo nati, gli usi della nostra terra, l'odore delle cose intorno a noi.
Ricordo un passo finale del Nome della rosa, sempre dello stesso autore:
" Ormai l'abbazia era condannata. quasi tutti i suoi edifici raggiunti dal fuoco.
Salve rimanevano le parti non edificate, l'orto, il giardino davanti al chiostro..................."
L'abbazia e la biblioteca, simboli dell'uomo, cultura e Dio, del semiotico e del culturale,si dissolvono, ma l'orto e il giardino no, ossia la natura, la terra natia, l'indecifrabile.
Ecco perchè conta da dove veniamo, forse è l'unico inizio per sapere dove andremo.

sabato 14 marzo 2009

Perchè parlo di filosofia

Il titolo dovrebbe continuare...perchè tento parlare di filosofia, non mi voglio mettere sulla cattedra di chi ,invece sa parlare di filosofia, ma comunque ci provo.
In questo campo sono autodidatta, completamente, ho letto e continuo a leggere molto perchè mi piace leggere in generale, ma soprattutto di filosofia.
In questo blog parto sempre da problemi reali, della vita di tutti giorni e, a volte, dalle questioni dominanti quel tal momento, tipo eutanasia ecc.............
Perchè " tramite la filosofia"?
Dal suo sorgere con Socrate, Platone, Aristotele , lo stoicismo ecc.. la filosofia, prima di rinchiudersi nelle aule accademiche e diventare autoreferenziale, è stata applicata al mondo della vita per reperire forme sempre migliori di governo per la città e governo di sè.
E mentre la psicoanalisi si è" limitata " a curare le sofferenze dell'anima ( cosa fra l'altro assai necessaria) provocate dalle condizioni del mondo, ottenendo una sorta di presa di distanza idividuale dal vuoto di senso,la filosofia non ha mai esitato a mettere in discussione il mondo , il mondo di tutti, non ogni mondo individuale, che oggi si identifica con la tecnica, in cui sono da reperire le ragioni dell'insensatezza.
Dall'insensatezza non si esce con la cura, perchè il disagio non ha origine dall'individuo, ma dal suo essere inserito in uno scenario,quello tecnico, di cui gli sfugge la comprensione.
E se il problema è di comprensione,gli strumenti filosofici sono gli unici idonei, per me, per orientarsi in un mondo il cui senso, per l'uomo, si sta facendo sempre più oscuro.

domenica 22 febbraio 2009

Il fiore

Un giorno incontrai un ragazzo cieco, mi chiese di descrivergli cosa vedevo, glielo raccontai.
Poi mi chiese come è il mondo, io piangendo gli inventai una storia.
Mi chiese cosa è l'amore......presi un fiore e glielo feci annusare, gli dissi:"è come quando una donna ha il profumo di questo fiore e ti accorgi che non assomiglia più a nessun'altra".