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giovedì 23 febbraio 2012

Petizione per l'abolizione della legge sulle "Dimissioni in bianco"




"Siamo 188 donne autorevoli e determinate a difendere la dignità e l'autonomia femminile. Stiamo infatti chiedendo alla Ministra del Lavoro e delle Pari Opportunità Elsa Fornero di ripristinare la legge 188 del 2007 che impediva la pratica delle finte dimissioni volontarie, le dimissioni “in bianco”, fatte firmare al momento dell'assunzione per essere utilizzate quando quel lavoratore avrà una lunga malattia, quella lavoratrice si sposerà o all'inizio di una gravidanza. È una pratica che colpisce soprattutto le giovani donne e che si può considerare, in termini generali, un abuso contro lo Stato di diritto.
Ci teniamo a ricordare tre cose:
1) la legge non rappresenta un onere economico per la collettività e può essere applicata, utilizzando le tecnologie informatiche, con procedure semplicissime;
2) la legge fu approvata da un arco ampio di forze politiche ma subito abrogata dal governo Berlusconi nel maggio 2008;
3) proseguire nell'assenza di una norma può spingere i datori di lavoro più spregiudicati a perseverare nell'ingiustizia."

Le 14 donne promotrici:

Roberta Agostini
Ritanna Armeni
Giovanna Casadio
Titti Di Salvo
Mariella Gramaglia
Raffaella Lamberti
Maria Pia Mannino
Marisa Nicchi
Liliana Ocmin
Anna Rea
Serena Sorrentino
Soana Tortora
Sara Ventroni


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lunedì 26 ottobre 2009

Il diritto



Dall'intervento di Stefano Rodotà in TVa Ballarò:

"
Io voglio fare il guardiano del giardino del diritto, se possibile, che serve a tutti noi. Perchè se passiamo dal governo della legge al governo degli uomini noi distruggiamo il fondamento della democrazia.
Ho letto con sbalordimento il fastidio di autorevoli editorialisti che hanno detto perchè peppino Englaro non si è portato la figlia a casa e l'ha lasciata morire ordinariamente. Perchè Englaro ha creduto nello stato!!!
Io ricordo le parole che P.Englaro ha detto la sera della sentenza di Cassazione: viviamo in uno stato di diritto ha risposto.
Questa risposta mi ha ricordato la storia del Mugnaio di Saint Soucy.
A questo mugnaio gli volevano espropriare illegittimamente il mulino e le terre circostati.
Passa Federico il Grande, attenzione, forse con una statura maggiore di qualcuno dei nostri politici, e il mugnaio gli dice: Ci sono dei giudici a Berlino.

I giudici, prosegue Rodotà, sono rispetto i diritti individuali il vero presidio. Nessun'altro si può mettere al suo posto con una forzatura istituzionale.

In Italia vorrei che ci fossero più mugnai e più giudici con diritto di parola"


Lorenzo

giovedì 8 ottobre 2009

I "magistrati di sinistra"



Questo post è per mettere un pò d'ordine alle idee che circolano riguardo la corte costituzionale. Ovviamente per come la penso io e se sbaglio correggetemi.
Non spetta certo a me difendere con argomentazioni i magistrati, sanno difendersi in modo onorevole loro, ma come cittadino rivendico il diritto che si dica la verità su queste persone.
Il relatore della sentenza è il professor Franco Gallo, uno dei più grandi giuristi che abbiamo in Italia e non si può certo dire che il suo argomentare alla corte sia basato su una posizione politica antiberlusconiana, anzi, rifacendosi a due articoli della costituzione il 3 e il 138 la discussione si è svolta con argomenti di alta giurispudenza.
I professori Tesauro e Cassese sono altri luminari del diritto, basti pensare che Cassese si è laureato a 21 anni ed ha ricoperto cattedre nelle università europee.
Stiamo parlando di persone che hanno fatto del diritto costituzionale una ragione di vita al servizio della nazione, e non sono certo di sinistra.
Quello di cui poco si è parlato, ovviamente, è il richiamo all'art.3 che così fu novellato:

"Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese."

Questo articolo è uno dei più importanti della costituzione italiana, va letto parola per parola e analizzato di conseguenza anche con cognizioni di diritto comparato.
Esso pone un principio inviolabile che non è solo quello della parità dei cittadini di fronte alla legge ma un capovolgimento di vedute rispetto ai precedenti codici in vigore in Italia, cioè il superamento del principio FORMALE di ugualianza dei cittadini con l'introduzione di un principio SOSTANZIALE.
Dov'è la sostanza direte.
La sostanza è la frase....
"È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli........."
Non solo una dichiarazione di principio,
ma un impegno della REPUBBLICA, cioè lo stato in tutte le sue istituzioni, a fare in modo che gli ostacoli vengano eliminati!!!!!
Ecco perchè il lodo Alfano non è passato!!
La nostra non è una costituzione
PURAMENTE LIBERALE, non lascia al singolo, al mercato, il ritrovamento di un equilibrio, ma è la Repubblica che si impegna a far rispettare questo principio rimuovendone eventuali ostacoli.
Questo " metaprincipio" impedisce il legislatore quindi di emanare leggi e norme che creino disugualianza fra i cittadini.
Ecco che interviene allora l'art.138 dove ogni legge di modifica costituzionale deve avere un
iter proprio, diverso da quello delle normali leggi.
Questa è la mia chiave di lettura .....e qui l'essere o non essere di sinistra conta ben poco!!

Lorenzo