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domenica 25 marzo 2012

Addio ad Antonio Tabucchi


 
E' morto oggi, nella sua casa di Lisbona, la sua seconda patria, Antonio Tabucchi, uno dei miei scrittori preferiti, uno che seguivo da molti anni, fin dai tempi di " Notturno Indiano" edito dalla Sellerio e uno dei suoi primi libri con cui si fece conoscere al grande pubblico.

Tabucchi era nato a Pisa il 23 settembre del 1943. Da universitario, negli anni Sessanta, viaggiò molto per l'Europa e fu in quel periodo, durante un soggiorno a Lisbona, che nacque la sua passione per quel Paese e per la sua cultura. Una passione che lo portò a diventare il più grande critico e traduttore di Fernando Pessoa.
(Trafiletto da Repubblica)

Lo vorrei ricordare con alcuni passaggi dei suoi romanzi:

-La filosofia sembra che si occupi solo della verità, ma forse dice solo fantasie, e la letteratura sembra che si occupi solo di fantasie, ma forse dice la verità.

-La smetta di frequentare il passato, cerchi di frequentare il futuro.

-[...] lei ha bisogno di elaborare un lutto, ha bisogno di dire addio alla sua vita passata, ha bisogno di vivere nel presente, un uomo non può vivere come lei, dottor Pereira, pensando solo al passato.


-Credere di essere" uno "che fa parte a sé, staccato dalla incommensurabile pluralità dei propri io, rappresenta un'illusione, peraltro ingenua, di un'unica anima di tradizione cristiana, il dottor Ribot e il dottor Janet vedono la personalità come una confederazione di varie anime, perché noi abbiamo varie anime dentro di noi, nevvero, una confederazione che si pone sotto il controllo di un io egemone. Il dottor Cardoso fece una piccola pausa e poi continuò: quella che viene chiamata la norma, o il nostro essere, o la normalità, è solo un risultato, non una premessa, e dipende dal controllo di un io egemone che si è imposto nella confederazione delle nostre anime; nel caso che sorga un altro io, più forte e più potente, codesto io spodesta l'io egemone e ne prende il posto, passando a dirigere la coorte delle anime, meglio la confederazione, e la preminenza si mantiene fino a quando non viene spodestato a sua volta da un altro io egemone, per un attacco diretto o per una paziente erosione."

-[...] chi poteva avere il coraggio di dare una notizia del genere, che un carrettiere socialista era stato massacrato in Alentejo sul suo barroccio e aveva cosparso di sangue tutti i suoi meloni? Nessuno, perché il paese taceva, non poteva fare altro che tacere, e intanto la gente moriva e la polizia la faceva da padrona.

-Come fu bello, e come fu grande la nostra passione.
Così grande che le cellule del mio corpo ne sono ancora imbevute, come una spugna che conserva l'acqua marina che la nutrì.
Perché dopo, mia cara, è stata solo acqua dolce, spesso dolciastra, e che senso ha, mi chiedo, vivere ancora senza che nessun sale ravvivi il mio palato?
si sta facendo sempre più tardi

-"Il racconto è in fin dei conti il romanzo di un pigro"

Lorenzo

lunedì 27 febbraio 2012

Noi siamo abitati da libri e amici




Quel che abbiamo letto di più bello

lo dobbiamo quasi sempre a una persona cara.
Ed è a una persona cara che subito ne parleremo.
Forse proprio perché la peculiarità del sentimento,
come del desiderio di leggere, è il fatto di preferire.
Amare vuol dire, in ultima analisi,
far dono delle nostre preferenze a coloro che preferiamo.
E queste preferenze condivise popolano l'invisibile cittadella della nostra libertà.
Noi siamo abitati da libri e da amici.

Daniel Pennac - Come un Romanzo


giovedì 25 marzo 2010

La mano sinistra delle tenebre


Prendo spunto da un commento che ho messo in un blog nel quale ho riportato l'incipit di questo libro per parlarne in modo più approfondito.
Ursula Le Guin è una scrittrice di fantascienza, anarchica e femminista, come le piace definirsi, che vive attualmente negli USA a Portland, Oregon.
I temi a lei prediletti sono le donne, il pacifismo, l'utopia, scritti in modo magistrale tramite i suoi romanzi fantascientifici ma con uno sfondo sociale ben preciso, ambientati in pianeti estremamente credibili dove si vivono le tematiche della nostra società oppure dove si pongono interrogativi a volte inquetanti a volte politici ma che fanno parte di quell'universo umano troppo spesso trascurato.
Etica, politica, sguardo interiore, dilemmi, interrogativi sul senso della vita e della sessualità sono i temi maggiormente trattati, scritti con una perizia tecnica e socio-antropologica di alto livello.
Già dalle prime pagine, e spesso con poche righe, la Le Guin fa entrare il lettore subito nel mondo da lei descritto dove le persone sono protagoniste assolute dei suoi romanzi.
Poche descrizioni ambientali, non si perde nei particolari senza senso, ma quando lo fa è per creare immagini nel lettore, fotografie di quel mondo, fotografie delle persone.

La mano sinistra delle tenebre è per me il romanzo migliore, senza nulla togliere a tutti gli altri, sempre di alto livello.
Dalle prime pagine del libro la sensazione subitanea è sempre la stessa:" questa sa scrivere davvero!".
Questa capacità si può probabilmente riassumere in una parola: talento. E per ora mi riferisco solamente alle doti narrative, l'aspetto più prettamente "tecnico" della scrittura, la "forma". Ma non ci è voluto molto per capire che questo talento si estende anche alla "sostanza", in questo caso all'abilità nella ricostruzione della struttura sociale di un mondo immaginario, che qui raggiunge doti di realismo che raramente ho visto in un romanzo.

Trama:

Genly Ai è l'Inviato dell'Ecumene (la lega che riunisce i mondi abitati dall'uomo) su Gethen, un pianeta che sta attraversando un'era glaciale. I suoi abitanti sono ermafroditi, ed una volta al mese, durante il kemmer (il periodo dell'accoppiamento) essi subiscono una mutazione fisica, assumendo solo in tale periodo il ruolo di Uomo o Donna.
La missione di Genly Ai è quella di stabilire un primo contatto con gli abitanti del pianeta, e convincere i governi delle varie nazioni ad entrare a far parte dell'Ecumene. Il compito sarebbe già di per sè tutt'altro che semplice, ma Genly dovrà anche confrontarsi con una società completamente diversa, poichè non basata sulle relazioni fra i sessi. A rappresentare queste differenze è il suo complesso rapporto con il primo ministro della nazione di Karhide, Lord Estraven, l'altro protagonista della storia.

" Quando incontrate un getheniano non potete e non dovete fare ciò che un appartenente a una razza bisessuale compie naturalmente, e cioè porlo subito nel ruolo di Uomo o di Donna, adottando nello stesso tempo verso di lui un ruolo corrispondente, che dipende dalle vostre aspettative sulle interrelazioni conosciute o conoscibili, stereotipate o ipotizzate, tra persone dello stesso o dell'opposto sesso. Qui l'intero nostro schema dell'interrelazione socio-sessuale non esiste. Loro non possono giocare al nostro stesso gioco. Non si considerano, nè si vedono, l'uno con l'altro, come uomini e donne. Questo è quasi impossibile da far accettare alla nostra immaginazione. Qual è la prima domanda che facciamo, su un bambino appena nato?"

Tratto da una pagina del libro riguardante un rapporto informativo di Genly Ai

Un bel quesito filosofico non credete?
Lorenzo