
I giornali avranno l’obbligo di rettifica anche se scrivono delle cose vere. Quindi, da adesso in poi, i nostri meravigliosi politici e i loro amicucci possono fare tutte le porcate che vogliono senza che possano venire riportate sui giornali. Questa è ufficialmente la morte della libertà di stampa in questo paese.
Questo è quanto è uscito oggi dalla commissione che ha di fatto varato la legge bagaglio.
E' la morte, il definito decesso della libertà di stampa e di espressione.
Ho notato, un po' in giro in internet, che qualcuno è contento perchè un emendamento ha lasciato fuori i blog come il mio dagli effetti nefasti di questo provvedimento.
E' il contentino per far stare buono un po' il popolo internet, credono loro. Io posso scrivere, che non conto nulla, le mie critiche sul governo, ma i siti, i blog ufficiali di informazione no, rischiano pene elevate.
Ma i blog e i siti nazionali di informazione sono le fonti a cui io attingo! Quindi mi tolgono la materia prima per informarmi in modo alternativo, quindi nulla è cambiato rispetto il vero intento governativo.
Sta facendo molta eco anche all'estero la chiusura di WIKIPEDIA ITALIA per protesta contro questo provvedimento di legge.
Wikipedia è vista in internet in tutto il mondo, e in molto stati esteri si stanno chiedendo cosa stia succedendo in Italia.
Ecco cosa hanno scritto i nostri ragazzi che curano la più grand enciclopedia multimediale al mondo:
Cara lettrice, caro lettore,
in queste ore Wikipedia in lingua italiana rischia di non poter più continuare a fornire quel servizio che nel corso degli anni ti è stato utile e che adesso, come al solito, stavi cercando. La pagina che volevi leggere esiste ed è solo nascosta, ma c'è il rischio che fra poco si sia costretti a cancellarla davvero.
Negli ultimi 10 anni, Wikipedia è entrata a far parte delle abitudini di milioni di utenti della Rete in cerca di un sapere neutrale, gratuito e soprattutto libero. Una nuova e immensa enciclopedia multilingue e gratuita.
Oggi, purtroppo, i pilastri di questo progetto — neutralità, libertà e verificabilità dei suoi contenuti — rischiano di essere fortemente compromessi dal comma 29 del cosiddetto DDL intercettazioni.
Tale proposta di riforma legislativa, che il Parlamento italiano sta discutendo in questi giorni, prevede, tra le altre cose, anche l'obbligo per tutti i siti web di pubblicare, entro 48 ore dalla richiesta e senza alcun commento, una rettifica su qualsiasi contenuto che il richiedente giudichi lesivo della propria immagine.
Purtroppo, la valutazione della "lesività" di detti contenuti non viene rimessa a un Giudice terzo e imparziale, ma unicamente all'opinione del soggetto che si presume danneggiato.
Quindi, in base al comma 29, chiunque si sentirà offeso da un contenuto presente su un blog, su una testata giornalistica on-line e, molto probabilmente, anche qui su Wikipedia, potrà arrogarsi il diritto — indipendentemente dalla veridicità delle informazioni ritenute offensive — di chiedere l'introduzione di una "rettifica", volta a contraddire e smentire detti contenuti, anche a dispetto delle fonti presenti.
In questi anni, gli utenti di Wikipedia (ricordiamo ancora una volta che Wikipedia non ha una redazione) sono sempre stati disponibili a discutere e nel caso a correggere, ove verificato in base a fonti terze, ogni contenuto ritenuto lesivo del buon nome di chicchessia; tutto ciò senza che venissero mai meno le prerogative di neutralità e indipendenza del Progetto. Nei rarissimi casi in cui non è stato possibile trovare una soluzione, l'intera pagina è stata rimossa.
L'obbligo di pubblicare fra i nostri contenuti le smentite previste dal comma 29, senza poter addirittura entrare nel merito delle stesse e a prescindere da qualsiasi verifica, costituisce per Wikipedia una inaccettabile limitazione della propria libertà e indipendenza: tale limitazione snatura i principi alla base dell'Enciclopedia libera e ne paralizza la modalità orizzontale di accesso e contributo, ponendo di fatto fine alla sua esistenza come l'abbiamo conosciuta fino a oggi.
Sia ben chiaro: nessuno di noi vuole mettere in discussione le tutele poste a salvaguardia della reputazione, dell'onore e dell'immagine di ognuno. Si ricorda, tuttavia, che ogni cittadino italiano è già tutelato in tal senso dall'articolo 595 del codice penale, che punisce il reato di diffamazione.
Con questo comunicato, vogliamo mettere in guardia i lettori dai rischi che discendono dal lasciare all'arbitrio dei singoli la tutela della propria immagine e del proprio decoro invadendo la sfera di legittimi interessi altrui. In tali condizioni, gli utenti della Rete sarebbero indotti a smettere di occuparsi di determinati argomenti o personaggi, anche solo per "non avere problemi".
Vogliamo poter continuare a mantenere un'enciclopedia libera e aperta a tutti. La nostra voce è anche la tua voce: Wikipedia è già neutrale, perché neutralizzarla?
Gli utenti di Wikipedia
«Ogni individuo ha diritto di prendere parte liberamente alla vita culturale della comunità, di godere delle arti e di partecipare al progresso scientifico e ai suoi benefici. Ogni individuo ha diritto alla protezione degli interessi morali e materiali derivanti da ogni produzione scientifica, letteraria e artistica di cui egli sia autore.»
Art. 27 Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo
Io Mercoledì prossimo sarò a Roma davanti al Pantheon insieme alla gente che ha ancora la capacità di indignarsi e scendere in piazza.
Per chi volesse firmare la petizione contro la norma bavaglio clicchi qui
Lorenzo










