Un timido sole sta facendo capolino questa mattina.
Con la forza che gli è propria, con il suo destino di donare la vita su questa terra egli ha squarciato le nubi che da troppi giorni sostavano sulla mia casa. Nubi grigie, piene d'acqua, pioggia incessante e violenta come lacrime senza fine.
E' strano come anche il mio viso abbia cambiato espressione alla vista della nostra stella. Gli occhi, mentre mi guardo allo specchio, hanno un taglio sorridente, pur nell'insieme del ricordo triste della pioggia.
Spostato di qualche decina di metri dalla mia finestra c'è un albero. Alcuni passerotti cinguettano l'evento di un'alba più luminosa e si rincorrono il quel loro svolazzare divertente, frenetico, alla ricerca di rametti per costruire la loro casa. Un nido d'amore, un nido di speranze.
Mi volto verso il tavolo della cucina, un raggio sta illuminando una parte della cucina, quasi a guidarmi verso la mattiniera abitudine di farmi un caffè. Una strada luminosa, una scia di luce che mi guida verso uno dei miei piaceri.
Penso ad un angolo lontano da questa casa, dove mia figlia si starà svegliando e dove si metteranno in moto pensieri di ragazzina con la voglia di vivere. Chissà se anche lei vedrà questo timido sole oppure, come io spero, non abbia nemmeno fatto caso alla pioggia.
Penso alla gente, mentre mi giro il caffè e l'aroma inconfondibile si espande per la cucina penetrando nelle mie narici. La gente là fuori, chi non è rientrato a casa, chi una casa non ce l'ha, chi, come nel ragazzo di colore fotogratato qualche giorno prima, è ancora alla ricerca di un posto nel mondo.
Bevo il caffè, chissà se anche lei lo sta facendo, chissà se piove o se c'è un piccolo sole.
Un sole timido, imberbe, ancora immaturo per via delle leggi fisiche che ci sovrastano e di cui ne dobbiamo rispettare i misteri ancestrali.
Fai che un raggio arrivi a lei fra quelle finestre, con le tapparelle sempre a metà, che le indichi la strada migliore.
Fai, o timido sole, in modo di illuminare sempre la via più sicura a mia figlia, come a me indica questo caffè caldo e appagante.
Dona i tuoi raggi a tutti quelli che lo desiderano e che hanno bisogno. A me lascia solo il ricordo di questo buon caffè, mi basta per oggi.
Lorenzo
Lorenzo, mi hai commossa. Sei una persona speciale! Ed anche se il post precedente non era personale, so ke hai capito il mio intendere. in un uomo come te, a prer mio, non possono esistere meccanismi perversi, ma solo meccanismi d'amore, da elaborae, da comprendere, ma mai, mai da fermarne gli ingranaggi!
RispondiEliminaUno strabacio a tua figlia, con tutto il bene del mondo!
E uno a te, che hai fatto giungere raggi di sole e aroma di caffè in questo blog!
Quello scorcio di cielo mi è famigliare :)
RispondiEliminaUn bacio
Marilena
Vedrai in autunno Marilena quanto ti saranno famigliari quelle foglie quando ci sarà un pò di vento! hehhehehehheheheh
RispondiEliminaChe belle parole e che augurio dolce quello che rivolgi a tua figlia. Anche se da me piove e fa freddo io ho colto un raggio di sole in una notizia apparsa stamane sul giornale, quella di una bimba nata in macchina, a via Marghera a Milano, mentre i suoi genitori correvano verso l'ospedale. Ma la vita non può attendere, non conosce le logiche del traffico, dei semafori, dei pomeriggi in città così pieni di frenesia da shopping, la vita urla la sua presenza e ci ricorda che siamo umani. E' una bimba congolese e il suo pianto ha illuminato un nuovo giorno. Buona domenica
RispondiEliminaWow Lorenzo una brezza dolce insieme al tuo timido sole, port ail profumo del tuo caffè lungo o meno che sia. Splendido post e bellissima immagine di cover , sei molto primavereloso in quest adomenica. Un caro saluto
RispondiEliminaAlessandra ringrazia pooooooooooopà e tutti i suoi commentatori. Un bacio speciale a Elisena.
RispondiEliminaAle, un mondo di baci per te!
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