martedì 23 dicembre 2008

Paolo Borsellino, giudice antimafia


"Non ho mai chiesto di occuparmi di mafia . Ci sono entrato per caso. E poi ci sono rimasto per un problema morale. La gente mi moriva attorno."

"Devo fare in fretta, perché adesso tocca a me."

Dedicato al giudice Paolo Borsellino

Siamo ancora un pò tutti talebani ( e soli )

Oggi, grazie alla diffusione delle pratiche anticoncezionali, la sessualità è sganciata dalla riproduzione, la donna può guardare alla sua sessualità non più come un ineluttabile destino ma come una libera scelta. Può cioè esprimere la sua sessualità come crede, anche se la psiche, essendo più lenta delle accelerazioni della storia, non ha ancora interiorizzato questa libertà, sia nei maschi dove il retaggio storico ancora condiziona e determina il giudizio negativo sulla libertà sessuale delle donne, sia nelle donne che tendono a contenere la loro libertà sessuale per non precludersi la possibilità di un rapporto coniugale.
Mi sembra che siamo ancora tutti abbastanza TALEBANI, anche se le donne non vanno in giro col burqa , non hanno ancora liberato la loro anima a causa del pregiudizio maschile.
Quando sento dire (spesso pontificare) da alcuni pseudo-politici o tuttologi dell'ultima ora, con molta superficialità, che bisogna liberare le donne mediorientali dal velo o burqa, mi domando sempre se coloro che lo chiedono sanno quali macchine antropologiche e psicologiche, per non parlare delle macchine che governano quell'ordine sociale, occorra terremotare.
E' ovvio che siamo (noi occidentali) tutti daccordo affinchè ci sia una emancipazione, ma è lo sbraitare di noi occidentali, il parlare senza ragionare, il parlare " della casa degli altri" come fosse la nostra che mi infastidice. Non basta dire "DEMOCRAZIA" e pretendere di esportarla (vedi Iraq!), se a una cultura non si lascia il tempo necessario alla sua evoluzione, soprattutto in tema di emancipazione femminile e sessuale che, di tutte le rivoluzioni, è la più decisiva, quella che più incide nelle trasformazioni sociali. A nessuno è venuto mai in mente che proprio il nostro ' 68 è stato accompagnato dai movimenti femministi? E cosa parlavano i movimenti femministi? forse della condizione operaia o studentesca? NO , si chiedeva libertà sessuale, emancipazione della condizione femminile.
Solo la miopia e la superficialità dei benpensanti di oggi , della cultura americana , possono ignorare queste cose...........e noi al seguito.

lunedì 15 dicembre 2008

Domande

" Non sempre una domanda chiede una risposta.
Spesso chiede di essere dispiegata affinchè ceda quello che ha di più essenziale e dischiuda i riferimenti che si aprono quando ci si appropria di ciò che segretamente custodisce.
La risposta, infatti, è solo l'ultimo passo del domandare.
E una risposta che congeda il domandare annienta se stessa come risposta........."

M.Heidegger

Grazie a chi,un giorno, mi invitò nel segreto delle domande

Lorenzo

domenica 14 dicembre 2008

Sulla prostituzione

Qualche giorno fa, io e qualche collega mio, abbiamo intavolato una discussione sul problema della prostituzione.
Ovviamente ne sono uscite di tutti i colori, dalla proposta delle case chiuse, al fatto di "ripulire le strade" ed altre assurdità del genere.
Rispondo loro con questa frase di Kate Miller, che rispecchia il mio pensiero:

"L'uomo trova un credito morale trattando con condiscendenza la prostituta, senza smettere di scopare la puttana, congratulandosi con se stesso per essersi accorto della sua miseria"

A buon intenditor............

Lorenzo

sabato 13 dicembre 2008

Pensiero come calcolo


"Ciò che oggi domina è il pensiero come calcolo che giunge persino a mettere l'uomo nel proprio conto."

M.Heidegger

venerdì 12 dicembre 2008

Facce


"Nessuno puo' mostrare troppo a lungo una faccia a se stesso e un'altra alla gente senza finire col non sapere piu' quale sia quella vera."
Nathaniel Hawthorne

mercoledì 10 dicembre 2008

Censura



"Quale che sia la censura, essa mi sembra una mostruosità, qualcosa di peggio dell'omicidio; l'attentato contro il pensiero è un crimine di lesa anima. La morte di Socrate pesa ancora sul genere umano."

G.Flaubert

martedì 2 dicembre 2008

Sulla conoscenza al giorno d'oggi



Negli ultimi trent'anni siamo stati traghettati in una fase dove le cose che sappiamo ,dalle più elementari alle più complesse,non le dobbiamo necessariamente averle lette,ma semplicemente averle viste in televisione, oppure "sentite da qualcuno".
A questo punto è giusto chiedersi, come la tecnologia ha cambiato il nostro modo di attingere alle informazioni, agli oggetti,ai fenomeni. Tutto ciò ha cambiato il nostro modo di pensare?
L'intelligenza simultanea è caratterizzata dalla capacità di trattare più informazioni contemporaneamente,senza però stabilire una successione,quindi una gerarchia.
Esempio vediamo in tv oggi un programma sulla fame del mondo e poi ,appena dopo, l'isola dei famosi, il nostro cervello non dà una priorità, sono informazioni eguali; oppure quando guardiamo un quadro è impossibile sapere cosa guardare prima.
L'intelligenza sequenziale, invece, che usiamo per leggere, necessita di una successione rigorosa e rigida che articola e analizza i codici grafici disposti in linea(in sequenza). Sull'intelligenza sequenziale poggia tutto il patrimonio culturale dell'occidente.
Quest'ultima,al giorno d'oggi è entrata in crisi.
E' entrata in crisi per opera di un ritorno all'intelligenza simultanea,più consona all'immagine che all'alfabeto.La religione, dai suoi albori, ha tramandato il suo "sapere" al popolo tramite le icone, non con la scrittura,cosa che invece è stata usata per tramandare il sapere fra dotti.
Radio, televisione,telefono hanno riportato al primato dell'udito e della vista come scambio di informazioni tramite suoni e percezione di immagini.La conseguenza è una modifica dell'intelligenza,la quale, da una forma evoluta(scrittura e lettura) regredisce ad una forma più elementare.
Guardare è più facile che leggere,quindi,noi lettori di libri saremmo sempre di più rari e a volte strani!
L'homo sapiens è sempre di più homo videns,che non è portatore di pensiero, ma fruitore di immagini, con conseguente impoverimento del capire e della capacità di critica.
Una moltitudine che non capisce e non critica è il bene più prezioso per chi ha interesse a manipolare le folle.

Lorenzo

lunedì 1 dicembre 2008

Essere umano


"In ogni atto di sensazione, di ragionamento o di pensiero, siamo consapevoli di fronte a noi stessi del nostro essere, e, su questo punto, non manchiamo di attingere il più alto grado di certezza."


J.Locke (Saggio sull’intelligenza umana, libro IV, 9)