sabato 6 giugno 2009

Elezioni europee 2009



Buon voto a tutti
Lorenzo

Momenti di verità



Un essere umano può uccidere un robot e vedere che dal suo cuore fuoriesce liquido inorganico.
Un robot, come risposta può sparare all'essere unamo e vedere che dal cuore fuoriesce sangue.
E' comunque un momento di verità per entrambi.
Lorenzo

venerdì 5 giugno 2009

Habermas il filosofo della morale politica



Assistente volontario di T.W. Adorno, co-fondatore della cosiddetta Scuola di Francoforte insieme a M. Horkheimer, ha insegnato filosofia sociale alla Goethe-Universität di Francoforte dal 1964 al 1971 e dal 1983 al 1994, anno in cui diviene professore emerito presso la stessa università; nel periodo intermedio ha diretto il «Max-Planck-Institut per la ricerca delle condizioni vitali del mondo tecnico-scientifico».
Filosofo sociale e politico, è principalmente noto come teorico
dell’etica del discorso (Diskursethik, in tedesco), insieme al filosofo tedesco Karl-Otto Apel
(Düsseldorf, 1922), con cui ha intrecciato un dialogo spesso critico, per quanto largamente
consonante negli esiti normativi. Nella storiografia filosofica, Habermas viene considerato
l’esponente più rilevante della seconda generazione della Scuola di Francoforte (mentre la prima
coincide con i due fondatori sopracitati); la terza è invece rappresentata da Axel Honneth (Essen,
1949), attuale successore alla cattedra di Habermas e teorico del «riconoscimento». Le due opere
principali di Habermas nei due rispettivi campi d’indagine sono: Teoria dell’agire comunicativo
(1981, 2 voll.), per il versante di filosofia sociale; e Fatti e norme (più propriamente, in una più
fedele traduzione dall’originale tedesco: Fatticità e normatività) (1992), per il versante filosoficopolitico.

Quando la satira è intelligente

mercoledì 3 giugno 2009

Un assaggio della musica che preferisco

Ma c'è bisogno davvero di tutta questa plastica??

Ecco come ci comportiamo col nostro pianeta:continuiamo ad utilizzare
la plastica per ogni cosa possibile ed immaginabile,solo perche',sul
momento,costa molto di meno rispetto ai prodotti naturali(e di
conseguenza non inquinanti,come il vetro,o biodegradabili,come quelli
che si possono ottenere dal mais o da altre piante).
Inoltre, cosa non meno importante, c'è bisogno davvero di avvolgere qualsiasi cosa con polistirolo e plastica.
Nei supermercati tutto è avvolto, lucido,etichettato.
Bottiglie di plastica, piatti usa-e-getta, bicchieri
monouso, posate, spazzolini da denti, ma anche caschi, cavi,
giocattoli da spiaggia, profilattici e siringhe: il Mediterraneo
rischia di morire strangolato. Nella morsa dei rifiuti di plastica è
il mare più a rischio dell'intero pianeta. Sulle onde del mare nostrum
ci sono duemila frammenti di materiali plastici per chilometro
quadrato, dice una ricerca di Greenpeace .
Propongo di fare una legge che vieti di avvolgere con prodotti non naturali gli alimentari.
Funziona così bene prendersi la verdura e la frutta da sè e pesarsela.

martedì 2 giugno 2009

P.I.L. ovvero un falso indice di ricchezza

(la foto è dell'autore del blog,ognuno ha il mio permesso di copiarla o scaricarla, credo nella libertà di internet)

Il superamento delle questioni della povertà e il rispetto dei diritti dei lavoratori e degli esseri umani é sicuramente un problema di natura economica che ne coinvolge i suoi fondamenti teorici: in che maniera si determina o si dovrebbe determinare la crescita economica? Secondo le teorie capitaliste l'aumento costante dei profitti delle aziende determina la crescita economica ma immancabilmente questa regola porta alla concentrazione del valore della ricchezza nelle mani di pochi. Le multinazionali e le fusioni tra di esse sono l'espressione massima di questo meccanismo, un esempio per tutti sono le aziende produttrici di automobili. In questo settore le fusioni hanno portato ad un forte aumento dei profitti e della produzione a fronte di una forte riduzione dell'occupazione. Questi processi di progressiva concentrazione, benché siano salutari per l'affermarsi del processo di massimizzazione dei profitti, non hanno nessun reale vantaggio per i lavoratori ed i consumatori. A fronte di un aumento dei valori di mercato per le aziende che producono questi processi di ristrutturazione, i lavoratori si trovano ad affrontare licenziamenti e ricollocazioni sul mercato del lavoro con salari ridotti a condizioni lavorative peggiori. I consumatori non hanno nessuna reale riduzione dei prezzi: le fusioni, spesso, creano delle situazioni di monopolio imponendo il prezzo di mercato delle merci.
Uno studio dell'economista indiano Ravi Batra docente alla Southern Metodist University di Dallas; USA, in una ricerca comparata, ha dimostrato che quando la ricchezza raggiunge valori di estrema concentrazione i cicli di crescita economica precipitano dando inizio a situazioni di recessione o depressione. Maggiore è la concentrazione del valore della ricchezza, maggiore è la gravità della crisi. è stato così nelle depressioni di fine 800, in quella del 1929, nelle recessioni degli anni 70 e in quelle degli anni 90. Questa ricerca diventa ancor più importante se si calcola che la ricchezza, anche con un elevato processo di crescita, ha un suo limite naturale e se da una parte si concentra troppo, dall'altra parte si può creare l'insufficienza e cioè la povertà. Questo è in realtà il quadro odierno della situazione prodotta dalla globalizzazione.
Il benessere di una società dipende dalla distribuzione della ricchezza.
(Lo studio sopra citato si trova nel libro: La grande depressione del 1990; Ravi Batra; Sperling & Kupfer, 1989)

Ma non dovrebbero essere elezioni europee?

Questa campagna elettorale e le recenti, ma non ultime purtroppo, vicende del nostro Roi Soleil hanno messo in evidenza tutta la pochezza della destra italiana. I problemi dell'Italia sono molti e andrebbero affrontati con molta più decisione.
Ma quello che voglio mettere in evidenza è che Domenica prossima si andrà a votare per le elezioni europee.
Cosa dice la destra e Berlusconi sull'Europa?? Che politica vogliono fare? L'unico pensiero emerso dalle varie tribune è quello delle camicie verdi. In pratica dicono " me ne frego dell'Europa!" Sono sicuro che il PdL non ha idee a riguardo, si accoderanno alle iniziative altrui tranne in quelle dove gli interessi privati del nostro premier verranno messi in discussione, tirando in ballo gli interessi" nazionali" (La nazione sono io!).
Questa campagna elettorale è stata davvero all'insegna del pettegolezzo e dell'insulto provocato da chi si è sentito scoperto con il dito nella marmellata.
Eppure in Europa si prendono molte decisioni, si fà politica, si discute, ma da noi nulla.
Forse la politica dell'ultimo anno fatta da questo governo ci ha davvero tagliati fuori dalle iniziative internazionali.
Del resto basta leggere i giornali stranieri.................
PS:
Approposito alle 13,00 di oggi non si conoscono ancora tutti i nomi degli italiani morti nell'incidente aereo in Brasile
Lorenzo

lunedì 1 giugno 2009

Già allora nei tempi passati.....


A me ricorda uno dei nostri tempi...............ma come si può notare anche nel '400 eravamo dei maestri in questo tipo di politica.
Che abbia imparato da lui??