giovedì 11 agosto 2011

L'amore ai tempi del colera







Credo che, sul tema dell'amore, queste siano le pagine scritte più belle di tutta la letteratura moderna.



"Improvvisamente vide Fermina Daza nel grande specchio in fondo, seduta a tavola con il marito e altre due coppie, e in un angolo in cui lui poteva vederla riflessa in tutto il suo splendore. Era indifesa, mentre conduceva la conversazione con una grazia e un riso che scoppiettavano come fuochi d'artificio, e la sua bellezza era più radiosa sotto gli enormi lampadari di vetro a goccia: Alice aveva riattraversato lo specchio.(...) Florentino Ariza la osservò a suo piacimento con il respiro instabile, la vide mangiare, la vide assaggiare appena il vino, la vide scherzare con il quarto don Sancho della stirpe, visse con lei un attimo della sua vita dal suo tavolo solitario, e per più di un'ora passeggiò non visto nel recinto proibito della sua intimità.(...)Da quella notte, e per quasi un anno, tenne sotto un assedio tenace il proprietario del Mesón, offrendogli quello che avesse voluto, in denaro o in favori, in quello che più avesse desiderato nella sua vita, se gli avesse venduto lo specchio.(...)Quando alla fine cedette, Florentino Ariza attaccò lo specchio nella sala di casa sua, non per la bellezza della cornice ma per lo spazio interno, che era stato occupato per due ore dall'immagine amata."



Da "L'amore ai tempi del colera" di Garcia Marquez



Lorenzo

sabato 6 agosto 2011

La conferenza stampa di ieri di Berlusconi e Tremonti


Con il clima vacanziero di questo mese, clima, ma non è detto che la gente lo sia davvero, è passata quasi inosservata la frettolosa conferenza stampa di ieri sera del presidente del consiglio insieme al titolare del dicastero dell'economia. Tattica tipica berlusconiana, che è quella di far finta di niente quando siamo nei guai, per dare invece risalto alle stupidaggini di bottega o dei vip. Ma quante trasmissioni sugli animali in questo periodo!! Sappiamo tutto sui bruchi, sulle scimmie, sui lepidotteri e gli squali, ma non sappiamo un bel nulla su quanto è successo in questi due giorni.
Ebbene, ce lo dice un articolo della Repubblica e ce lo ha detto ieri Le Monde, l'Italia è come la Grecia, in bancarotta. La conferenza stampa di ieri è stata fatta sembrare come una correzione del programma triennale economico, un intervento del nostro governo per far vedere che ha la situazione in mano, nulla di tutto questo, SIAMO IN MANO ALA BANCA EUROPEA, AGLI USA, E ALLA GERMANIA, che hanno preso in mano la nostra economia. Più semplicemente: SIAMO STATI COMMISSARIATI DALLA BCE

Da La Repubblica:

NEW YORK - "La Bce ha commissariato l'Italia, Trichet governa a Roma su mandato di Germania e Francia". Sono le 13 a Wall Street, manca un'ora e mezza alla conferenza stampa di Silvio Berlusconi in Italia, e i mercati sanno già tutto. Un "gabinetto di crisi" sovranazionale ha dato mandato alla Bce per scrivere l'agenda del governo italiano. "Anticipo dei tagli al deficit; pareggio di bilancio nella Costituzione; liberalizzazioni dei mercati": in tre diktat, è l'anticipazione che la Borsa americana apprende molto prima dei cittadini italiani. La fonte che firma lo scoop è l'agenzia Dow Jones, le gole profonde stanno al Tesoro di Washington e alla Federal Reserve, e subito gli indici di Borsa recuperano. Barack Obama a tarda sera di venerdì si mette al telefono con Angela Merkel e Nicolas Sarkozy che "ringrazia per la loro leadership". A mezzanotte ora italiana non c'erano invece conferme di telefonate con Berlusconi. Il segretario al Tesoro Tim Geithner è al lavoro dietro le quinte fin da giovedì sera. È costretto a un intervento eccezionale sui governi europei dopo il tracollo di 513 punti del New York Stock Exchange. I suoi interlocutori privilegiati sono il leader francese che è anche presidente di turno del G7 e G20; la cancelliera tedesca; il presidente della Bce. L'obiettivo è far passare uno schema familiare a Geithner, che si fece le ossa al Fmi e nella diplomazia Usa quando i focolai di crisi erano Thailandia, Argentina, Brasile. Per spegnerli, arrivavano gli esperti del Fmi con i diktat del "Washington consensus" nelle loro valigette. Commissariamento dei governi inaffidabili, in cambio di aiuti. È la ricetta che ieri Geithner ha caldeggiato nel corso della giornata, nelle sue ripetute triangolazioni con Berlino, Parigi, Francoforte. A Berlusconi le condizioni sono state anticipate a metà pomeriggio dal presidente Ue Herman Van Rompuy e dal commissario all'Economia Olli Rehn: "l'Italia deve accelerare il suo risanamento", prendere o lasciare. Sarkozy e Geithner hanno confermato, costringendo il premier italiano alla conferenza stampa. Ben più difficile era convincere la Merkel. Sull'altro piatto della bilancia, infatti, al commissariamento dell'Italia da parte di un gabinetto di crisi corrisponde l'intervento della Bce per acquisti di titoli pubblici italiani. Uno strappo alle regole del rigore monetario. Un'operazione contrastata dalla squadra tedesca in seno alla Bce: il capo della Bundesbank Jens Weidmann, il chief economist Juergen Stark, più gli alleati olandesi e lussemburghesi.


Lorenzo

venerdì 5 agosto 2011

Le problème italien ? Silvio Berlusconi




Interessante articolo sul problema italiano visto da Le Monde:


Silvio Berlusconi a si souvent été donné pour mort sur la scène politique italienne, il a si souvent ressuscité depuis bientôt une vingtaine d'années, opposant son indestructible assurance et son inépuisable cynisme à toutes les avanies, qu'il serait imprudent de prédire la fin prématurée de son "règne".
Il reste que le "Cavaliere" doit désormais affronter une tempête autrement plus redoutable que les précédentes. Il y a six mois encore, il se targuait d'avoir su - mieux que d'autres - tenir son pays à l'écart de la crise financière européenne. Au cours des dernières semaines, il a dû constater que ce n'était pas le cas.

Après l'Irlande, la Grèce, le Portugal et l'Espagne, l'Italie est devenue le maillon faible de l'Europe et l'une des principales sources de nervosité - et de spéculation - des marchés financiers. En l'espace d'une quinzaine de jours, le coût des emprunts à dix ans de l'Etat italien a bondi à plus de 6 % (soit plus du double des taux dont bénéficie l'Allemagne) ; la Bourse de Milan a chuté à son niveau le plus bas depuis plus de deux ans.

Mercredi 3 août, après des semaines de silence, M. Berlusconi s'est efforcé de calmer cette inquiétude. Devant les deux chambres du Parlement, il a une nouvelle fois martelé que les "fondamentaux économiques" du pays sont solides. Ce n'est pas faux, à trois énormes détails près.

Tout d'abord, si son déficit bugétaire reste maîtrisé, l'Italie traîne une dette colossale de près de 2 000 milliards d'euros, soit 120 % de son produit inérieur brut. Ensuite, et cela hypothèque évidemment sa capacité à rembourser, l'économie italienne est dangereusement stagnante, avec 0,8 % de croissance prévu en 2011, et ses perspectives restent atones.

Enfin, et surtout, la défiance des marchés se nourrit des doutes bien compréhensibles sur l'autorité politique et la capacité à agir de Silvio Berlusconi, de son gouvernement et de sa majorité. Au point que, en Italie et en Europe, on considère désormais que le "problème italien", c'est le "Cavaliere" lui-même.

A bientôt 75 ans, il n'est pas seulement discrédité par ses ahurissantes frasques sexuelles qui lui valent un procès pour incitation de mineure à la prostitution. Il n'est pas seulement rattrappé par d'autres procès pour fraude et corruption, comme celui qui a condamné, le 9 juillet, son groupe Fininvest à une amende de 560 millions d'euros.

Il est aujourd'hui gravement affaibli par les cuisantes défaites électorales qu'il a enregistrées fin mai aux municipales et à la mi-juin lors du vote sur trois référendums législatifs. A la tête d'une majorité brinquebalante et d'un gouvernement divisé, M. Berlusconi ne paraît plus en mesure de répondre efficacement à la défiance des opérateurs financiers. En témoigne l'absence de toute proposition vigoureuse dans son discours, pourtant très attendu, du 3 août.

Le "Cavaliere" semble consacrer son énergie à tenir jusqu'à la fin de son mandat en 2013, sans se soucier du risque qu'il fait courir à l'Europe. Car il est probable que les marchés n'auront pas à son égard la patience des Italiens.

Article paru dans l'édition du 05.08.11 - Le MondeInserisci link

mercoledì 3 agosto 2011

Merkley??? Ovvero, l'irriverenza che diventa arte










Merkley???, si scritto proprio così, è un artista californiano, ex predicatore mormone e da quando affermò che " stiano lontani da me tutti quelli che parlano di Dio" iniziò a dedicarsi alla fotografia.
L'irriverenza è ben evidente in tutte le sue opere, irriverente verso la high class, le pop star e tutto lo star system hollywodiano in genere.
Non è un bacchettone, non giudica, ma le sue fotografie dicono molto su quello che è il sistema dei consumi americano, specialmente del mondo dello spettacolo.
Anarchico fino al midollo e poco incline alla mediazione possiede, per me, una tecnica bellissima sia nella fotografia che nell'uso magistrale di Photoshop tanto da chiamarlo surrealista della digital art.
La sua arte è underground, sporca, grezza, ma il tutto, da un punto di vista artistico, da un senso di opera compiuta, ben fatta, parlante.









Fotografie lussuriose, dissolute, viziose, disordinate, ma inquadrate con una maestria molto gradevole e con colori vivi e forti, proprio come il mondo della sua Frangayfrag ( San Francisco) è.
Alla ribalta da pochi anni, si è fatto conoscere inizialmente in internet per poi farsi strada nelle più grandi gallerie americane. Alcune sue opere sono usate da illustratori di copertine di album musicali.

Lorenzo

domenica 24 luglio 2011

L'attentato di Oslo



La stampa tutta sta facendo una sorta di mea culpa per come ha lanciato le prime notizie su questo che, secondo me, è uno degli attentati più efferati della storia mondiale. Credo che le cause, queste ignobili motivazioni, verranno domani alla luce nella loro interezza perchè l'attentatore ha deciso di "collaborare". Personalmente credo che questa collaborazione, per lui, sia l'occasione per propagandare le sue idee al riguardo.
Ma non è di questo che voglio parlare, quello che voglio mettere in evidenza è che l'attentato di Oslo è una tragedia di tutta l'Europa e non solo della Norvegia.
La Norvegia vanta una delle società più democratiche esistenti al mondo, si dirà: è facile essere democratici essendo una nazione ricca, io credo di no perchè le tentazioni di arricchimento individuale sono sempre forti e molte nazioni ne sono l'esempio. La Norvegia decise di collettivizzare tutto ciò che riguarda la vita pubblica, la ricchezza è distribuita in modo ottimale, la criminalità è praticamente nulla, infatti la loro polizia è una delle poche al mondo che non porta armi. Fino qui tutto perfetto.
Ma c'è un problema in tutto questo, e ne stiamo vedendo le conseguenze, la loro società è una società chiusa al mondo. Nessuno sa cosa succeda in Norvegia, tranne quando si parla si Nobel, perchè in effetti nulla succede in quel paese, ma il vero problema è che loro nulla fanno per spiegare o per diffondere questo modello di società, è una cosa nata da loro ed è motivo di orgoglio.
Ma il mondo sta cambiando in fretta, i problemi ormai hanno una dimensione globale e globalmente vanno affrontati. La società norvegese non è esente da questi cambiamenti e si viene a scoprire oggi che l'attentato era già stato pianificato fin dal 2009 e pubblicizzato nei particolari con 1500 pagine sul web!
Cosa ha fatto allora l'intelligence mondiale o europea? Nulla, proprio un bel nulla, non si è accorta di nulla. Il motivo è semplice: ha sempre considerato la Norvegia come un paese a sè, fuori dai giochi, proprio per volere di quel paese.
Il paese paradiso sta scoprendo che ci sono angeli che si ribellano, che impazziscono, che diventano demoni, proprio come nel paradiso cristiano a cui Anders si rifà con tanto orgoglio.

Il problema allora è che le società chiuse non pagano, alla lunga si scopre un nervo e il dolore diventa insopportabile. Forse qui da noi in Italia non succederà mai una cosa del genere, con queste motivazioni intendo, ma il seme c'è e si chiama Lega.

"E tu non t'incantare troppo su queste teche. Di frammenti della croce ne ho visti molti altri, in altre chiese. Se tutti fossero autentici, Nostro Signore non sarebbe stato suppliziato su due assi incrociate, ma su di una intera foresta."
"Maestro!" dissi scandalizzato.
"È così Adso. E ci sono dei tesori ancora più ricchi. Tempo fa, nella cattedrale di Colonia vidi il cranio di Giovanni Battista all'età di dodici anni."

"Davvero?" esclamai ammirato. Poi, colto da un dubbio: "Ma il Battista fu ucciso in età più avanzata!"
"L'altro cranio dev'essere in un altro tesoro" disse Guglielmo con viso serio.
Da Il Nome della Rosa - U.Eco


Lorenzo

venerdì 1 luglio 2011

Partito degli onesti e asini che volano

Se uno scrive un post con questo titolo si spera ci sia una certa attinenza con i due sostantivi, o almeno un legame logico che li unisca. Questo legame si chiama Alfano, ex ministro di grazia e giustizia ( più grazie che giustizia) ora nominato a furor di platea segretario di Berlusconi.
Noi crediamo che sia il segretario del PdL, ma qui ecco che arriva il primo asino che vola. Io credo che invece sia la solita operazione di facciata, ma di questo, sinceramente, poco me ne importa.
La sua prima dichiarazione pubblica, ce ne saranno molte altre, come molte altre saranno le apparizioni di Berlusconi, è stata la seguente: "che il PdL diventi il partito degli onesti".
Sinceramente vedo più un legame logico fra Alfano e gli asini che volano che non fra partito e onestà, ma questa dichiarazione mi ha fatto parecchio riflettere.
La prima riflessione: ma allora se uno fa una dichiarazione del genere vuol dire che ora onesti non lo sono, mi sembra logica una affermazione del genere.
La seconda riflessione: ma credete davvero che gli asini volino?