giovedì 22 agosto 2013
Monopoly
Che i renziani del PD non sappiano fare politica lo vedo quotidianamente dai loro discorsi, ma che si sveglino di colpo per il Monopoli è da barzelletta.
Un gruppo di parlamentari PD scrive a Obama non per indurlo a risolvere la crisi mediorientale, oppure l'annoso problema della crisi economica o altre cosucce da poco, secondo i nostri canoni. No, scrivono a Obama perchè hanno tolto il carcere dal Monopoly, ritenendolo così diseducativo.
Che la politica italiana ultimamente sia una conseguenza del lancio a caso dei dadi era abbastanza intuibile, ma che il PD o una parte di esso ( la sostanza non cambia gente!) si pre-occupy dei giochi di società mi fa pensare che non siamo allo sbando, siamo già oltre.
Lorenzo
L'articolo della stampa
mercoledì 14 agosto 2013
lunedì 12 agosto 2013
"Qui nessuno mi capisce"
Ho sentito delle giustificazioni, da parte di gente comune che discuteva fra loro, riguardo il suicidio del 14enne che erano peggiori delle parole di chi lo ha indotto a quel macabro e inutile gesto.
Una persona sosteneva che è impossibile che un ragazzo di 14anni si accorga di essere omosessuale, la sua sessualità non è ancora completa, quindi non potendo esserne sicuro, la motivazione del suicidio sarebbe un'altra.
Incredibile!
Verrebbe da dire, un punto di vista che a me non sarebbe mai venuto in mente.
Questa persona, ma in tutta buona fede, non ideologizzata, anche abbastanza apparentemente colta e abituata alla conversazione, sosteneva che un omosessuale se si scopre tale potrebbe suicidarsi, ma suicidarsi perchè omosessuale non perchè non accettato.
Non le è nemmeno balzato minimamente in mente che il suicidio è stato, in questo caso, ma penso anche in altri, indotto perchè GLI ALTRI non accettano la sua sessualità, non egli stesso.
A parte che il ragazzino ha lasciato quel ormai tristemente famoso biglietto inequivocabile "qui nessuno mi capisce", ma è questa cultura che è da abolire, questa concezione della persona che se non appartenente a un preciso sesso non meriterebbe nemmeno di vivere oppure per questo motivo motivata a farla finita.
Come al solito nessun si mette mai in discussione.
E mentre sto scrivendo questo post, a qualche centinaio di chilometri da qui un avvocato ormai affermato lascia un bigliettino sulla sua scrivania del suo studio con su scritto "Personatemi"
In fin dei conti aveva soltando ammazzato la sua compagna e rinchiusa nel bagagliaio della sua auto, come la sua valigia 24ore.
Lorenzo
domenica 11 agosto 2013
No omofobia
Questo è il simbolo che portavano gli omosessuali internati nei campi di sterminio dal regime nazista in quanto tali.
Oggi lo stesso simbolo lo stiamo gettando sulle persone che non si riconoscono nei due sessi e come tali li condanniamo ad essere "per davvero" diversi.
Molti di loro non ce la fanno a sopportare tale discriminazione e si nascondono o sotto falsi atteggiamenti o addirittura in casa.
Alcuni di loro non ce la fanno invece a sopportare lo stillicidio che noi, con i nostri sguardi o risolini o dita contro o, nel peggiore dei modi con sberleffi e violenze facciamo loro e si uccidono.
Bene, in attesa della legge sull'omofobia, giusta ma non bastante a mio giudizio, scrivo questo post come campagna di sensibilizzazione affinchè si possa iniziare noi ad essere antiomofobi, senza bisogno che una legge ce lo dica.
Lorenzo
sabato 10 agosto 2013
L'Essere e il politico
Ogni cosa ha una sua essenza e un suo essere nel mondo. Come dice Heidegger, l'essere non può manifestarsi nel suo essere in sè, ma quello che vediamo è l'ente, da leggersi come participio presente, cioè l'essere nel mondo, non ancora svelato ma vivente, meglio dire essente, quindi ciò che a noi appare.
Questo concetto heideggeriano è la base, o una delle basi, dell'esistenzialismo, e si è rivelato a mio giudizio di una verità incontrovertibile.
Basta osservare un politico per qualche ora, anche solo in un dibattito televisivo, per scopire che " Essere e Tempo" è di una attualità sconvolgente.
Lorenzo
domenica 4 agosto 2013
La natura farà il suo dovere
Le conclusioni degli scienziati Usa dopo uno studio su varie specie di esseri viventi sulla terra:
"Per un breve periodo di tempo e solo contro uno specifico insieme di avversari, alcuni organismi egoisti possono guadagnarsi un po' di anticipo ma l'egoismo in sé non è evolutivamente sostenibile"
Ne deduco quindi che geneticamente la stirpe Berlusconi si estinguerà.
Lorenzo
venerdì 2 agosto 2013
Strage di Bologna, a ogni vittima una strada
Concordo totalmente con questa proposta. Il fatto di dedicare una via ad ogni vittima della strage di Bologna del 2 Agosto 1980, cui oggi ricorre l'anniversario, è uno dei tanti motivi per non dimenticare.
Lorenzo
La proposta lanciata insieme a Riccardo Lenzi dalle pagine di Repubblica diventerà realtà. Oggi, per un giorno, nel 33esimo anniversario della bomba che dilaniò Bologna. Quei volti invisibili sbucheranno da ogni angolo di via Indipendenza, sorretti dai tanti volontari che si sono prestati all’iniziativa. «E la gente — spiega lui — passando di lì, oppure sfilando in corteo, inevitabilmente si chiederà “Ma chi erano? Chi era Angela Fresu? Chi era Antonella Ceci? Chi era Leo Luca Marino? Cosa ci facevano in stazione? Dove andavano? Da dove venivano?”». Così l’associazione “Piantiamo la memoria” avrà raggiunto il suo scopo. Toccare sotto la pelle chi della strage non ricorda niente, e magari non vuole neanche saperlo. «Invece la memoria brucia — si accalora Mattia — . È come un magma incandescente. È qualcosa che ci coinvolge tutti, che ignorare è da incoscienti. In quella stazione potevo esserci io, poteva esserci lei, poteva esserci mia sorella, mia madre».
Lui alla memoria ci tiene tanto che ieri ha viaggiato tutto il giorno con i suoi cartelli dentro gli uffici di Coop Adriatica, dove lavora. Se li è portati sempre dietro. Perché non si rovinassero, per non dimenticarli. Accarezza i nomi con cautela, li tira fuori dalla scatola a uno a uno, come se sfiorasse delle persone in carne e ossa. La memoria la definisce la sua «smagliante ossessione». Circumnaviga il dolore, attizza le emozioni, va dritto al punto. «Erano ragazzi allegri, avevano dei progetti. C’era chi partiva, chi arrivava, chi doveva sposarsi. Poi via, sparite, in un attimo. Vite spezzate, sembra banale dirlo, ma è proprio così. I ragazzi che oggi hanno 19, 20 anni magari non sanno neanche che c’è stata, quella strage. Ma quando gli racconti le storie vogliono sapere, si appassionano, cercano i nomi su internet. Basta solo trovare delle forme di comunicazione non retoriche, non noiose». E Lenzi gli fa eco: «Mi sono sempre domandato come andare al di là degli aspetti un po’ rituali. Con questa proposta abbiamo voluto coinvolgere anche chi di solito non partecipa alle celebrazioni».
Fonte La Repubblica
giovedì 1 agosto 2013
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