domenica 30 novembre 2008
sabato 29 novembre 2008
L'agire
"Agire" significa spesso, ed in modo errato, soltanto "fare".E sotto il mito dell'efficienza meccanismi impersonali prendono il posto delle valutazioni personali.
Con l'effetto di una irresponsabilità generalizzata.
Lorenzo
La società come clinica
In questi giorni ho sentito troppo spesso parlare del disagio giovanile ( e non) sotto il profilo medico/clinico. Penso che stiamo importando la tendenza americana a clinicizzare tutto. Ogni insufficienza di tipo comunicativo,ogni disagio, viene catalogato come caso clinico, quindi curabile con farmaci, Ritalin, Prozac.... I farmaci non sono un rimedio alla comunicazione mancata, basti pensare che molte persone ricorrono a" farmaci" contrari tipo cocaina o mariuana o altro! Si parla dei giovani, ma non ho mai sentito parlare, in modo serio, di come erano prima di essere ragazzi, cioè bambini.Noi, trasmettendogli un sorriso,spesso ricambiato, di vittoria su una competizione con altri figli abbiamo insegnato loro la "stupida competizione.
La mia domanda è: perchè riempivamo di baci i nostri figli piccoli per poi fare a gara con gli altri genitori su chi contava meglio? su chi conosceva più marche di auto o sapeva leggere le targhe?
Quanto mondo sia stato veicolato dalla nostra presenza " attiva" che seguiva i loro itinerari di scoperta, rassicurandoli e mettendoli in guardia in modo che potessero apprendere gli itinerari fiduciosamente praticabili e quelli rischiosi nel loro modo ingenuo di essere al mondo? Quanto invece abbiamo parlato con loro e soprattutto quanto li abbiamo ascoltati?
I bambini non crescono come le piante,dove basta un seme caduto in un terreno adatto,magari preparato con cura . I bambini crescono bene solo se si parla tanto con loro,non con parole tipo " fai questo,fai quello"ma con parole curiose per scoprire il perchè dei loro movimenti,delle loro congetture con cui i bambini creano lo schema del loro mondo, in cui noi siamo ospiti come compagni di viaggio, non come spettatori. La clinica non sara mai in grado di fare, dopo,quello che fa la buona pratica umana. Anche perchè dopo, quando saranno ragazzi......sarà tardi, non ci faranno entrare nel loro mondo nemmeno come spettatori.
Lorenzo
The ideal Mom
"Tutelare i figli oltre misura significa privarli della vita che un giorno abbiamo dato loro. Troppo spesso ,in questa pratica, si è spettatori . Fare i moderni genitori significa spesso non sopportare di spartire l'azione educativa con adulti esterni portatori di differenze che, per quanto minime, possono interferire con il progetto famigliare di realizzare IL BAMBINO IDEALE."Lorenzo
giovedì 27 novembre 2008
martedì 25 novembre 2008
La mia vita

"No. La vita non mi ha disilluso. Di anno in anno la trovo invece più ricca, più desiderabile e più misteriosa - da quel giorno in cui venne a me il grande liberatore, quel pensiero cioè che la vita potrebbe essere un esperimento di chi è volto alla conoscenza - e non un dovere, non una fatalità, non una frode. E la conoscenza stessa: può anche essere per altri qualcosa di diverso, per esempio un giaciglio di riposo o la via ad un giaciglio di riposo; oppure uno svago o un ozio; ma per me essa è un mondo di pericoli e di vittorie, in cui anche i sentimenti eroici hanno le loro arene per la danza e per la lotta. "La vita come mezzo della conoscenza" - con questo principio nel cuore si può non soltanto valorosamente, ma perfino gioiosamente vivere e gioiosamente ridere."
F.Nietzsche
venerdì 21 novembre 2008
Nullità

Sentirsi solo è diverso da voler stare da soli.
Stare da soli, per un certo periodo,per qualche ora o per qualche giorno è una esigenza.
Sentirsi solo è sentire il vuoto dentro, una voragine senza fine.
Sentire il nulla.
Il Nulla è un "non-luogo" , io vivo in un non-luogo.
Se vivi in un non-luogo nessuno ti vede........................ quel nessuno è la persona che ami di più al mondo.
Sant'Agostino diceva che la felicità è desiderare quello che si ha, ma a quello che si ha non servi a nulla, dice che non hai mai fatto nulla per lei, beh ti ha rinchiuso in quel non-luogo, pattumiera della tua anima, pronto forse per essere dimenticato.
Se ho pianto di gioia forse quelle lacrime le avevo rubate al dolore
Lorenzo
lunedì 17 novembre 2008
Il favore della moltitudine

"Non cercare il favore della moltitudine: raramente esso si ottiene con mezzi leciti e onesti.
Cerca piuttosto l'approvazione dei pochi; ma non contare le voci, soppesale!" I.Kant
domenica 16 novembre 2008
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