mercoledì 18 novembre 2009

NON E' UN PAESE PER GIOVANI!!!




Ho trovato questo bellissimo articolo scritto da una giovane sul sito che troverete in fondo.
Meditiamo tutti su questo articolo, personalmente l'ho intesa anche come una bellissima risposta al video che avevo postato.


Lorenzo


Noi giovani dovremmo rappresentare la parte dinamica della società, gli innovatori e - io direi anche - i custodi del pensiero critico.
Abbiamo visto in televisione la caduta del muro di Berlino, i processi di Tangentopoli e le stragi di mafia, non ci siamo formati nella prima Repubblica e non ci siamo costruiti false illusioni sulla seconda.

Viviamo l'era della globalizzazione e del consumismo, del conformismo e dell'apparire, ma pochi di noi si rendono conto del fatto che dovremo rivedere al ribasso le nostre aspettative.
L'operazione di rapina nei confronti delle giovani generazioni, inizia alla fine degli anni '70, con il ridimensionamento del welfare, per continuare negli anni '90 con le riforme pensionistiche, che lasciando invariato il trattamento previdenziale delle vecchie generazioni, hanno addossato sui giovani tutto il peso dell'invecchiamento della popolazione.
Da ultima la riforma Gelmini è l'esempio emblematico di come la cattiva gestione della cosa pubblica possa produrre effetti disastrosi, non sui privilegiati, ma sui più ricattabili, studenti e precari.

Le responsabilità degli attuali sessantenni, abili a mantenere le posizioni di potere, sono chiare e facilmente dimostrabili.
In un simile contesto, la reazione e lo scontro generazionale sarebbe naturale, invece troppo spesso ci accontentiamo di essere figli, mentre dovremmo capire che siamo cittadini.


Viviamo in una società ingiusta e iniqua, che non investe sulle sue risorse, giovani e meritevoli.
Centinaia di giovani ogni anno vengono, in qualche modo, cacciati via da questo paese, per andare a lavorare all'estero.
I giovani italiani rispetto ai loro coetanei europei, contano meno: socialmente, economicamente, politicamente.
Secondo il rapporto Luiss 2008 "Generare classe dirigente", il 45% dei leader italiani, nella politica, nelle istituzioni e nel mondo produttivo, ha più di 70 anni.

I Giovani italiani hanno il minor peso politico dei paesi occidentali. Siamo l'unico grande paese in cui solo un 25enne su 4 è occupato, e quel 25enne impiegato è sempre precario.
Perché alla flessibilità non sono state affiancate misure di protezione sociale.
Siamo l'unico paese europeo, insieme alla Grecia, a non avere a livello statale il reddito minimo di cittadinanza.

Ai giovani non resta che appoggiarsi fino ai capelli bianchi alle famiglie d'origine - l'unico vero ammortizzatore sociale delle giovani generazioni. Siamo giovani nel momento sbagliato e rischiamo di diventare vecchi nel modo peggiore.
Pensiamo in grande!!!
"Uno sguardo al passato, i piedi nel presente, dritti verso il futuro".
Di PAOLA CALORENNE


http://ilpuntorosso.webnode.com/news/non-e-un-paese-per-giovani-/

martedì 17 novembre 2009

People



Ho fatto questo filmato, una mia passione ultimamente trascurata come la fotografia, per ricordare a tutti le battaglie della gente comune per conquistarsi dei diritti fondamentali di libertà che ora sembrano scontati.
Alcuni di loro erano dei grandi politici, ma lottarono con noi, con il linguaggio nostro.
Dedicato ai giovani e a Giorgiana Masi

Musica dei Verve
Filmato di Lorenzo

Lorenzo

lunedì 16 novembre 2009

Al nostro attuale Presidente della Repubblica



Signor Presidente, con tutto il rispetto e la stima che ho per lei vorrei segnalarle come si parla agli italiani.
Poi nei vostri salotti usate il linguaggio che volete, forbito e a volte non sincero. Nei vostri club parlatevi per non ascoltarvi, guardatevi per non vedervi, rimangono affari vostri.
Ma a noi italiani no signor presidente, non ce lo meritiamo.
Lo sa che c'è ancora gente in Abruzzo che sogna una finestra?
Lo sa che ci sono bambini che non hanno più la loro stanzetta?
Significa molto per loro, più di quello che lei immagini.
Eppure voi usate un linguaggio incomprensibile, ma non perchè siamo ignoranti, ma perchè le azioni che seguono alle vostre parole sono di tuttaltra pasta.
Bastano poche parole signor Presidente, poche ma buone come dicono dalle mie parti.
Dedichi un minuto solo ad ascoltare questo presidente, non soltanto le parole, ma la forza e la convinzione con cui le dice.
Sono sicuro che lei capirà.




Lorenzo

No alle leggi ad personam, ADESSO BASTA!!!




Adesso veramente la misura è colma!!!

Il presidente del consiglio è dal 1994 che continua ad emanare, con il suo parlamento compiacente ed una opposizione inesistente, solamente leggi contro lo stato democratico, la magistratura e per vanificare tutti i processia suo carico.
A mia memoria non ricordo una nazione con questa sfacciataggine!!!

A questo punto facciamo sentire la nostra voce.

Propongo che tutti i bloggers liberi appongano o un post o il simbolo qui sopra ed urliamo tutti insieme:


Adesso basta!!!!

sabato 14 novembre 2009

Ovo in Fabula ( pullos ex ovis excludere)




Da Elisena ricevo questo inaspettato e graditissimo racconto.

Mi piace pubblicarlo, per tanti motivi, con un augurio, che lei possa aprire un blog per far conoscere anche a noi blogger la sua fantasia e la sua capacità nel lo scrivere le sue moderne storie

Eli, anche gli adulti hanno bisogno, a volte, di sentirsi raccontare le favole.


Lorenzo

In una vecchia fattoria piemontese viveva un contadino che aveva una sola gallina, lontana parente di quella dalla uova d’oro.
Lui, aveva vissuto ben due guerre mondiali e, memore di quanto queste fossero orribili nel privare gli uomini della propria libertà, aveva scelto di chiamarla “Democrazia”.
Bellissimo e importante nome per lei che, in piena libertà, faceva le uova quando voleva, senza alcuna imposizione.
Un infausto giorno, il governatore dell’intera nazione, un uomo bugiardo e malvagio, di nome Silvio, espropriò al poveretto la sua terra perché aveva deciso che di lì sarebbe transitata una linea di Alta Velocità per i treni.
Il contadino, stanco di dover tornare “in prima linea” a combattere per l’altra linea (scusate il gioco di parole), raccolse tutti i suoi effetti ed affetti più cari e se ne andò, portando con se la sua Democrazia che, fuori da quel piccolo mondo quieto della campagna, morì in breve tempo. Il dolore per la perdita di Democrazia, diede il colpo di grazia al contadino che la seguì in paradiso.
Intanto, alla vecchia fattoria, un esercito di uomini dalle camicie verdi, capitanati da un Senatur di nome Attila, armati di ruspe, cavi elettrici, binari etc. etc., aveva raso al suolo tutto.
Nessuno, però, si era accorto delle presenza di un uovo. L’utimo uovo che la Democrazia aveva partorito!
Era un uovo strano, grande, dal guscio durissimo e, nel suo interno, cosa che accade solo nelle fiabe, vi albergava un giovane filosofo, uno che aveva molte conoscenze, specie dei treni ed era maestro nell’arte della fotografia! Miei cari, non poteva essere altrimenti, lui era il figlio di Democrazia.
L’uovo rotolava spesso, causa le vibrazioni dei martelli pneumatici, da una parte all’altra, senza mai rompersi e….rotolando rotolando, giunse fino ad Alessandria, una piccola ma illustre cittadina di provincia.
Non chiedetemi come ma lì dentro, insieme a lui c’erano tante cose: libri, macchine fotografiche, vecchi dischi in vinile ed anche un PC (non il Partito Comunista) ma un Computer grazie al quale, attraverso l’etere, poteva viaggiare in tutto il mondo, senza mai uscire.
Ben presto molti “cittadini” del web fecero la sua conoscenza, apprezzandolo nell’arte dell’illustrare la Filosofia, antica e moderna.
Ma, amici miei, non si può vivere in uovo, prima o poi bisogna uscirne perché, sapete, si corre il rischio di finire in qualche soufflé !
E allora, una “folletta” romana (folletta perché anche lei era un po’ folle di testa) corse in suo aiuto perché si era innamorata di lui. Sì sì, proprio così, si era innamorata di un uovo, magico, ma pur sempre uovo! Tentò di baciarlo, per farlo tramutare in Principe. Niente da fare.
Tentò di romperlo, in fondo anche il vaso di Pandora a forza a forza si era aperto, ma niente.
Tentò, come ultima speranza, di entrarci lei, per poterlo riempire d’amore fino a farlo esplodere. Ma niente da fare!
E così la “folletta romana” rinunciò, con il cuore in lacrime!
Ma….santo cielo! A Democrazia non ci pensate? Lei non avrebbe mai voluto che le sue speranze rimanessero chiuse in un guscio, ne che tanta cultura fosse negata all’ insegnamento altrui e, tantomeno, che così tanto amore fosse gettato al vento!
Libertà ed Amore sono valori troppo giusti per non poter coesistere tra loro!
Ma c’è sempre una speranza che aiuta i nostri desideri ad avverarsi: Basta Volerlo!
Il figlio di democrazia, solo lui potrà decidere quando uscire da quel guscio.
Sarà compito arduo aprirlo dall’interno, ma con un piccolo aiuto, una mano tesa, una bacchetta magica lasciatagli accanto dalla Folletta Romana, il guscio si aprirà!
L’importante è che all’interno si “conservino” sempre i buoni intenti e nulla e nessuno potrà mai mangiarsi quell’uovo a meno che, non si lui a volerlo!


Elisena

Mi perdonerai Eli ma io ci vedo bene questo filmato insieme:



Lorenzo

Appello Roberto Saviano

Presidente ritiriquella norma del privilegio


SIGNOR Presidente del Consiglio, io non rappresento altro che me stesso, la mia parola, il mio mestiere di scrittore. Sono un cittadino. Le chiedo: ritiri la legge sul "processo breve" e lo faccia in nome della salvaguardia del diritto. Il rischio è che il diritto in Italia possa distruggersi, diventando uno strumento solo per i potenti, a partire da lei.

PER FIRMARE L'APPELLO

Con il "processo breve" saranno prescritti di fatto reati gravissimi e in particolare quelli dei colletti bianchi. Il sogno di una giustizia veloce è condiviso da tutti. Ma l'unico modo per accorciare i tempi è mettere i giudici, i consulenti, i tribunali nelle condizioni di velocizzare tutto. Non fermare i processi e cancellare così anche la speranza di chi da anni attende giustizia.

Ritiri la legge sul processo breve. Non è una questione di destra o sinistra. Non è una questione politica. Non è una questione ideologica. E' una questione di diritto. Non permetta che questa legge definisca una volta per sempre privilegio il diritto in Italia, non permetta che i processi diventino una macchina vuota dove si afferma il potere mentre chi non ha altro che il diritto per difendersi non avrà più speranze di giustizia.

ROBERTO SAVIANO

Il PD salvò Cosentino già nel Gennaio 2009




Guardate che ho scoperto :

Il Pd salva Cosentino


Una mozione alla Camera per chiedere le dimissioni del sottosegretario accusato di Camorra. Bocciata per le astensioni e le fughe di molti parlamentari Pd. Ecco i nomi, uno per uno


Mercoledì scorso la Camera ha respinto una mozione (presentata da esponenti del Pd, dell'Idv e dell'Udc) per far dimettere il sottosegretario all'Economia Nicola Cosentino, accusato da sei pentiti - come ha scritto "L'espresso" nelle scorse settimane - di fiancheggiare il clan camorrista dei Casalesi. Nella mozione, di cui il democratico Soro è stato primo firmatario, si ricordano le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, l'inchiesta della Procura di Napoli, i presunti patti elettorali tra l'esponente di Forza Italia e i boss di Casal di Principe. "A prescindere dall'eventuale responsabilità penale dell'onorevole Cosentino, su cui farà piena luce la magistratura", recitava la mozione, "è evidente come la sua permanenza nelle funzioni di Sottosegretario di Stato leda gravemente non solo il prestigio del Governo italiano, ma anche e soprattutto la dignità del Paese; ragioni di opportunità e di precauzione dovrebbero indurre il Governo ad evitare che una persona sottoposta ad indagini per così gravi delitti, espressivi di una collusione tra politica e sodalizi criminosi, in attesa di dimostrare la sua piena innocenza, possa continuare ad esercitare le proprie funzioni di Governo, peraltro in un ruolo così delicato, concernente tra l'altro la funzionalità del Cipe". La mozione impegnava il Governo ad invitare l'onorevole avvocato Nicola Cosentino a rassegnare le dimissioni da Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze.

La mozione non è passata perché, se la maggioranza di centrodestra ha difeso compatta il sottosegretario, molti esponenti del Partito democratico si sono astenuti, mentre altri hanno preferito uscire dall'aula e non votare. Tra l'altro, date le molte assenze nelle file del Pdl, se il Pd avesse votato compattamente per la sua mozione questa avrebbe avuto ottime possibilità di passare. Spicca in modo particolare l'assenza dal voto del segretario del Pd Walter Veltroni, che in
un'intervista a L'espresso aveva chiesto le dimissioni di Cosentino. In 22 erano assenti, altri sette risultavano in missione. Alcuni dei presenti sono addirittura rientrati subito dopo la bocciatura, e hanno ripreso a votare altre risoluzioni.

Nella lista qui sotto - diffusa Sinistra democratica - i parlamentari Pd, che con il loro voto contrario, la loro astensione o la loro assenza hanno determinato l'esito della votazione.

Hanno votato contro gli onorevoli: Capano e Sposetti.
Si sono astenuti gli onorevoli: Bachelet, Cuperlo, Parisi, La Forgia, Bernardini, Madia, Mantini, Maran, Boccia, Capodicasa, Concia, Coscioni, Ferrari, Giachetti, Ginefra, Marini, Mecacci, Recchia, Sarubbi, Schirru, Tempestini, Turco Maurizio, Vannucci, Viola, Zamparutti Zunino.

Non hanno partecipato al voto, nonostante in giornata fossero presenti in aula, gli onorevoli: Tenaglia (ministro ombra della giustizia), Calearo, Fioroni, Gasbarra, Lanzilotta, Letta Enrico, Morassut ,Bobba, Sereni, Vassallo, Merloni, Boffa, Bonavitacola, Bressa, Bucchino, Carra, Castagnetti, Corsini,Cuomo, D'Antona, De Pasquale, De Torre, Fadda, Ferranti, Fiano, Fiorio, Genovese, Giacomelli, Giovannelli, Gozi, Losacco, Lovelli, Lulli, Marantelli, Margiotta, Mosca, Murer, Narducci, Pedoto, Piccolo, Rosato, Russo, Samperi, Scarpetti, Servodio, Testa, Vaccaro, Vassallo, Vernetti, Vico.
Erano assenti gli onorevoli: Veltroni, Bersani, Colannino, D'Alema, Lusetti, Melandri, Pistelli, Touad, Ventura, Gentiloni, Beltrandi, Calvisi, Cenni, Colombo Furio, Damiano, Gaglione, Luongo, Lusetti, Marroccu, Melis, Motta, Portas, Tullo, Calipari.

Risultavano "in missione" gli onorevoli: Fassino, Migliavacca, Bindi, Albonetti, Barbi, Farina, Rigoni.

(30 gennaio 2009)

http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Il-Pd-salva-Cosentino/2063067&ref=hpsp

Lorenzo

venerdì 13 novembre 2009

Il governo

Il governo si comporta come questa figura.
Tu la vedi muoversi ma è solo una illusione.
Essa è perfettamente ferma, immobile

La legge è uguale per tutti, ma per uno è più uguale ancora



Poi dicono che il popolo italiano non fa nullla per il proprio paese.
Non è affatto vero, per salvare il proprio primo ministro gli italiani stanno bene attenti a non spargere la voce sulle conseguenze delle ultime proposte di legge di questo governo.

Il Consiglio superiore della Magistratura convoca i presidenti dei Tribunali e i procuratori capo. Delinquenti in libertà. I procedimenti a rischio estinzione

ROMA
- Ieri mattina è stato depositato in Senato il ddl che prevede l'estinzione dei processi di primo grado per imputazioni che prevedono una pena massima edittale al di sotto dei 10 anni se non arrivano a sentenza in due anni da quando il pm chiede il rinvio a giudizio.

L’effetto nel mondo politico è stato quello di un terremoto. L’opposizione è insorta. Così come l'Anm che ha parlato di "effetti devastanti sul funzionamento della giustizia penale in Italia". Anche il Csm si prepara ad esprimere il suo parere, con tanto di avvio di istruttoria sull'impatto che le norme proposte avranno sul sistema giudiziario. Il Consiglio superiore della magistratura ha infatti convocato per il 24 novembre i presidenti di Tribunale e i procuratori capo dei maggiori distretti giudiziari italiani, per avere dati precisi sul numero di processi che sarebbero a rischio estinzione con l'entrata in vigore del disegno di legge depositato ieri al Senato.
Difficile dire fin d’ora a quanti e a quali, ma è certo che molti processi salteranno – almeno centomila secondo le prime stime - con il duplice effetto di rimettere in libertà dei delinquenti e di non rendere giustizia alle vittime.

I REATI A RISCHIO PRESCRIZIONE - Secondo i vertici del sindacato dei magistrati, sono a rischio di prescrizione una moltitudine di procedimenti che riguardano reati gravi quali: abuso d’ufficio, corruzione semplice e in atti giudiziari, rivelazione di segreti d’ufficio, truffa semplice o aggravata, frodi comunitarie, frodi fiscali, falsi in bilancio, bancarotta preferenziale, intercettazioni illecite, reati informatici, ricettazione, vendita di prodotti con marchi contraffatti, traffico di rifiuti, vendita di prodotti in violazione del diritto d’autore, sfruttamento della prostituzione, violenza privata, falsificazione di documenti pubblici, calunnia e falsa testimonianza, lesioni personali, omicidio colposo per colpa medica, maltrattamenti in famiglia, incendio, aborto clandestino.

I PROCESSI IN BILICO - I dibattimenti più a rischio sembrano essere quelli riguardanti i reati di natura economico-finanziaria. Oltre ai due processi riguardanti Silvio Berlusconi (in quello per la vicenda Mills la richiesta di rinvio a giudizio è del 10 marzo 2006, mentre in quello per le presunte irregolarità nella compravendita dei diritti televisivi e cinematografici è del 22 aprile 2005), se la legge sui processi brevi dovesse venire approvata dal Parlamento, sarebbe la fine di processi importantissimi, che hanno segnato la storia italiana degli ultimi anni: da quello che vede imputati l'ex governatore della Banca d'Italia Antonio Fazio e altri per il tentativo di scalata ad Antonveneta (richiesta del maggio 2008), a quello per le tangenti pagate da ex manager di Enelpower ed Enipower, nonché il crack Parmalat, il processo Cirio ed anche quello contro gli stabilimenti Eternit per la morte causata da amianto di oltre 2mila lavoratori.

CRAC PARMALAT - La richiesta di giudizio per il crac Parmalat è avvenuta a luglio del 2007 e la prima udienza è stata fissata a marzo 2008, ben otto mesi dopo. Il processo a Parma è dunque a rischio proscioglimento e andrà avanti solo per quei reati con pene superiori a dieci anni. Calisto Tanzi andrà certamente a giudizio, ma non chi è stato accusato di bancarotta preferenziale.

CIRIO - Stesso discorso per il processo Cirio, i cui due anni teoricamente previsti per il primo grado sono già trascorsi.

THYSSENKRUPP - A Torino è in bilico il processo Thyssen, perché concedendo le attenuanti generiche previste a seguito del risarcimento alle vittime, la pena scenderebbe sotto i dieci anni. A spiegarlo all'agenzia Ansa sono fonti del Palazzo di Giustizia di Torino. Già il 23 febbraio 2008 la procura di Torino aveva chiuso le indagini e l'8 maggio aveva formulato le richieste di rinvio a giudizio. Il processo, terminata l'udienza preliminare, è cominciato il 13 gennaio 2009. «La prescrizione, secondo il ddl, dovrebbe scattare a maggio del 2010, ed è difficile ipotizzare che all'epoca ci sia già la sentenza di primo grado. Vuol dire che i giudici, concesse ai cinque imputati di omicidio colposo le attenuanti generiche per via del risarcimento ai parenti delle vittime, disporranno il "non luogo a procedere", perché la pena scenderebbe sotto i dieci anni. Solo il dirigente imputato di omicidio volontario rischierebbe una condanna: ammesso che la tesi del dolo venga accolta».

RIFIUTI IN CAMPANIA - Il processo per i rifiuti in Campania, per esempio, che vede tra gli imputati il governatore Antonio Bassolino, rischia di essere fortemente ridimensionato. Alcuni reati come la truffa e la corruzione potrebbero cadere uno dopo l'altro.

CLINICA SANTA RITA - Anche il processo per lo scandalo alla clinica Santa Rita di Milano, potrebbe finire nelle maglie del disegno di legge sul “processo breve”. La vicenda, con al centro presunti interventi inutili effettuati alla casa di cura anche su persone molto anziane con lo scopo di ottenere rimborsi non dovuti dal servizio Sanitario nazionale, il 9 giugno del 2008 ha portato all’arresto in carcere o ai domiciliari di 14 persone tra cui l’ex primario della Chirurgia toracica, Pier Paolo Brega Massone, da poco rimesso in libertà. Le accuse sono lesioni gravi e gravissime (85 casi) e truffa ai danni del Sistema Sanitario Nazionale. Basterebbe però che una qualsiasi istanza di approfondimento istruttorio venisse accolta o una qualsiasi perizia disposta per frenare l’andamento del processo e rischiare così di non riuscire ad arrivare alla sentenza entro due anni dalla richiesta di giudizio immediato e di finire con una dichiarazione di non luogo a procedere, buttando al macero tutto il lavoro fatto fino ad ora.
Del resto pur di dare al Paese una giustizia più veloce qualcosa bisogna sacrificare. Che ad esserlo sia la “giustizia” stessa questo è solo un particolare.


Da dazebao

Lorenzo

giovedì 12 novembre 2009

Uno degli indicatori della" ripresa economica" in Italia



I produttori italiani di armi stanno guadagnando terreno nella classifica come fonte di sistemi di difesa per la Turchia, principalmente attraverso elicotteri e satelliti. Gli Stati Uniti detengono ancora il primo posto ma le aziende stanno incontrando difficoltà nell'aggiudicarsi contratti turchi a causa della problematica dei regolamenti americani.

Gli Stati Uniti rimangono il più grande fornitore di armi alla Turchia principalmente attraverso la vendita alle forze aeree, ma l'Italia sta diventando un destinatario in aumento delle offerte commerciali della difesa di Ankara. Le aziende italiane hanno ottenuto due importanti contratti negli ultimi anni e sono ora in lizza per un terzo. Osservatori e funzionari citano i complicati e severi regolamenti americani come la principale ragione per le difficolta' che le aziende belliche americane hanno nel garantire le offerte commerciali internazionali di armi.

In particolare le leggi sull'export restrittive e il problema del trasferimento di tecnologie impediscono alla Turchia la possibilita' di concludere affari con le compagnie americane. Il consorzio dominato dall'italiana Agusta Westland, una joint venture tra l'italiana Agusta e la britannica Westland, ha sottoscritto un contratto multi miliardario con la Turchia lo scorso anno per la produzione congiunta di almeno 50 elicotteri di attacco.

AgustaWestland è anche in competizione con la Sikorsky Aircraft, con sede negli Stati Uniti, per la cooproduzione di oltre 100 elicotteri militari e civili del valore di più di 1 miliardo di dollari per la Turchia, e la maggior parte degli analisti suggeriscono che il gruppo a conduzione italiana ha una opportunità abbastanza buona per assicurarsi il contratto. L'italia e la Gran Bretagna hanno relazioni politiche vicine alla Turchia e sostengono l'eventuale adesione della Turchia all'Unione Europea.

In un altro esempio, l'italiana Telespazio partner della francese Aerospatiale, ha vinto quest'anno un contratto da 200 milioni di dollari per la costruzione del primo satellite militare turco. L'azienda sta seguendo anche i programmi futuri turchi per un nuovo satellite a uso militare e civile.

Gli Stati Uniti incontrano difficoltà

Gli Stati Uniti continuano ancora ad essere il maggiore fornitore della difesa della Turchia, ma questo è soprattutto a causa dell'essere una grande potenza in corso e i maggiori contratti
singoli correlati alle forze aeree provenienti con il Pentagono.

D'altronde, le aziende degli Stati Uniti non sono riusciti a vincere nessun grande contratto commerciale turco, negli ultimi anni che coinvolgono le offerte provenienti da paesi diversi. Le vendite commerciali sono offerte in cui le imprese competono direttamente l'una contro le altre.

Nell'offerta turca in corso per l'acquisto di un sistema missilistico di difesa dell'importo di più di un milione di dollari, le aziende americane Lockheed Martin e Raytheon hanno delle buone opportunità di vincere sulle concorrenti cinesi e russe, ma questa non è una vendita commerciale. Invece la Turchia sta tenendo colloqui simultanei governo a governo con i tre paesi.

I caccia dell' aeronautica militare della Turchia sono quasi esclusivamente di origine degli Stati Uniti. La Turchia comprerà presto 30 caccia F 16 aggiuntivi dalla Lockheed Martin e ha in progetto per il prossimo decennio di acquistare 100 F-35 caccia rapidi per un importo di 11 miliardi di dollari da un gruppo internazionale guidato dalla Lockheed Martin.Tutte queste offerte esistono per effetto del sistema di vendita del regime militare estero americano.
L'ultima volta che le compagnie americane avevano vinto un grande contratto multiplo è stato nel 2002, quando la Boeing aveva sottoscritto un accordo di 1,6 miliardi di dollari per quattro aerei di rapido avvertimento e controllo. Questo programma ora è in ritardo da più di due anni.

L'americana Bell Helicopter Textron Inc. aveva vinto una gara multimiliardaria turca per gli elicotteri di attacco nel 2000, offrendo il loro modello AH-1Z. Ma a causa delle costanti dispute sui costi e il trasferimento di tecnologie il contratto non era mai stato firmato e l'ufficio turco per le commesse aveva cancellato questo programma nel 2005. In una nuova offerta il contratto è infine andato alla AgustaWestland che aveva offerto la sua versione turca dell'A129.

La Bell elicotteri e la Boeing avevano boicottato quest'ultima gara per elicotteri di attacco, lamentandosi che la richiesta turca per specifiche tecniche era in contraddizione con le leggi e i regolamenti americani sull'esportazione. I funzionari per appalti turchi da parte loro, avevavo dichiarato che le società degli Stati Uniti, a differenza dei loro rivali europei, erano stati inflessibili nei negoziati. Il grande ritratto suggerisce che nonostante gli Stati Uniti continuino a prendere con la rete le gare con la Turchia, le aziende non possono vincere individualmente le competizioni turche che coinvolgono concorrenti multipli.

Gli analisti sostengono che nelle offerte commerciali, le imprese statunitensi sono vincolate da leggi e regolamenti sull'esportazione degli Stati Uniti su questioni come il trasferimento di tecnologie e il diritto alla vendita di paesi terzi. I produttori italiani offrono condizioni molto più interessanti su questi punti.

Lorenzo

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