domenica 31 gennaio 2010
Disperazione, chissà se ne parleranno in TV

E' morto questa mattina, l'operaio che ieri si era dato fuoco per aver perso il lavoro, due mesi fa. Subito dopo essere stato soccorso dai passanti che avevano spento le fiamme, S.M., 36 anni, di Bergamo, era stato portato agli Ospedali Riuniti di Bergamo, quindi trasferito nel reparto di Rianimazione dell'ospedale di Verona Borgo Trento, dove si trova un centro specializzato nella cura delle ustioni. Le bruciature però sono risultate troppo gravi, e l'uomo è deceduto.
La tragedia è avvenuta ieri mattina in una piazzola lungo la provinciale tra Brembate e Marne. L'uomo si è fermato con l'auto, è sceso, si è cosparso di benzina e poi ha appiccato le fiamme. Due artigiani di passaggio che hanno assistito alla scena sono intervenuti, cercando di spegnere le fiamme con giacche. Poi è arrivata una donna che ha spento il fuoco con l'estintore che aveva in auto. Un quarto automobilista ha praticato il massaggio cardiaco al ferito fino all'arrivo del 118.
L'operaio aveva lavorato fino allo scorso novembre in una ditta di Zingonia, che dopo due mesi di cassa integrazione era stata chiusa. Lasciandolo senza lavoro, e con un carico di disperazione che non è riuscito più a sopportare.
Quale sarebbe la realtà?

"Un essere umano può uccidere un robot uscito da una fabbrica della General Electrics, e con sua sorpresa scoprire che sanguina e piange. Ed il robot morente può rispondere al fuoco, e con sua sorpresa vedere un filo di fumo grigio levarsi dalla pompa elettrica dove avrebbe dovuto esserci il cuore umano. Sarebbe un momento di verità, per entrambi."
P.Dick
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venerdì 29 gennaio 2010
giovedì 28 gennaio 2010
Il bel paese

Emarginata dai compagni di classe perché “puzza di rumena”, una tredicenne di Solesino ha cercato di uccidersi gettandosi dalla finestra di casa. È accaduto una settimana fa, ma solo ieri la vicenda è stata resa nota. A divulgare i motivi che hanno spinto la ragazzina a tentare il suicidio è Adrian Teodorescu, presidente dell’associazione “Alleanza romena”.
Teodorescu ha raccolto la testimonianza dei genitori della giovane, che è tuttora ricoverata nell’ospedale di Monselice. Le sue condizioni non sono preoccupanti, ma dovrà fare i conti con una frattura ad una gamba. La ragazza ha ricevuto la visita degli amici di scuola, ma non quella dei suoi compagni di classe. A finire nella bufera è adesso l’istituto comprensivo di Solesino, dove la protagonista dell’odioso episodio – che chiameremo Maria - frequentava la seconda media. Frequentava, appunto, perché ora non ne vuol più sapere di tornare a scuola. «Da qualche tempo la ragazza – spiega Teodorescu – subiva un trattamento riservato e personalizzato dai propri compagni di classe, nella quale è l’unica immigrata».
«Non abbiamo mai avuto problemi di razzismo – racconta il papà, romeno in Italia da molti anni - né noi, né l'altro nostro figlio più piccolo. Invece con Maria, da quando ci siamo trasferiti a Solesino, con l'inizio dell'anno scolastico è iniziata anche la sofferenza. Una sofferenza – continua l’uomo, che lavora come trasportatore – dovuta alle cattiverie dei compagni di classe che non l’hanno accettata perché sembra diversa da loro. Non indossa vestiti di marca, non ha il telefonino alla moda e in più puzza di romena». La famiglia, che in precedenza abitava a Ospedaletto Euganeo, si è trasferita a Solesino da qualche mese. Ora l’associazione presenterà un esposto al dirigente scolastico, perché venga aperta un’inchiesta interna che possa fare luce sull’episodio.
"Se gli italiani avessero una coscienza non sarebero italiani." ( Lorenzo)
mercoledì 27 gennaio 2010
Il nostro Senato della Repubblica

Senato della Repubblica Italiana, presidente R.Schifani, nel nostro ordinamento seconda carica dello stato dopo il Presidente della Repubblica:
Sto leggendo sul giornale online una notizia che mi ha sconvolto e fatto incazzare, ma di brutto.
La notizia riguarda un resoconto di una seduta in senato dove si discuteva sul giusto processo:
Questo è un pezzo di resoconto ovviamnete il tutto è stenografato dai segretari:
“In quest’aula, mentre si citava il gravissimo fatto del programmato attentato distruttivo ordito contro alcuni magistrati che combattono la mafia, una parte di questa assemblea ha irriso all’evocazione dei nomi delle possibili vittime... Sapevamo dei mafiosi che brindarono alla morte di Giovanni Falcone... Eravamo a questa torbida conoscenza. Oggi abbiamo qualcosa di altro: una parte dell’aula del Senato, ieri, ha fatto un coretto di irrisione alla pronunzia del nome di Antonio Ingroia, un magistrato che la mafia vuole uccidere” .
Ritengo che la mancanza di rispetto da parte di persone delle istituzioni verso chi, ancora in vita, la mafia la combatte davvero scavalchi ogni decenza.
Antonio Ingroia, vice procuratore capo di Palermo, più volte minacciato di morte dai mafiosi. Con queste offese lo stato ha preso le distanze da lui.
Posso solo dire a questi " senatori" una cosa sola: vergognatevi e vergognatevi anche chi li hanno eletti!
Lorenzo
martedì 26 gennaio 2010
Olocausto

Oggi tutto il mondo ricorda l'olocausto. Trovo giusto non dimenticare una tragedia mondiale dove morirono oltre 6 milioni di ebrei oltre a zingari e portatori di handicapp.
Allora io oggi mi rivolgo proprio alla nazione israeliana ricordando proprio la loro storia.
La loro storia civile non religiosa, la storia fatta e subita dagli uomini su questa terra.
Mi rivolgo ricordando loro la tragedia palestinese, una tragedia di oggi, dove un popolo, laico, sta subendo la repressione dello stato israeliano in nome di una terra promessa da chi io non lo so ancora.
Ma so che quella terra è abitata da questo popolo arabo. E' la loro terra.
In questo video i soldati israeliani ( quelli che si vedono nelle torri) sparano a vista su contadini palestinesi e attivisti pacifisti intenti a riprendere le condizioni di vita di questa gente.
Lorenzo
REM - Imitation of Life
Sciarade, abilità popolare
giaciglio d'acqua, il cui nome deriva da un poeta
imitazione della vita
come un koi nello stagno gelato
come un pesce rosso nella boccia
non voglio sentirti piangere
è canna da zucchero che sapeva di buono
è cannella è Hollywood
dai, nessuno ti vede tentare
tu vuoi il massimo
il massimo da quando il pane è stato tagliato a fette
tu hai tutto, nella misura in cui lo vuoi
come una sfilata di moda del venerdì di una teenager
gelando in un angolo
cercando di non mostrare i propri tentativi
è canna da zucchero che sapeva di buono
è cannella è Hollywood
dai, nessuno ti vede tentare
non voglio sentirti piangere
questa canna da zucchero
questa limonata
questo uragano, non sono dispiaciuto
dai, nessuno può vedermi piangere
questa tempesta luminosa
questa ondata di marea
questa valanga, non sono dispiaciuto
dai, nessuno può vedermi piangere
è canna da zucchero che sapeva di buono
è ciò che sei, è ciò che potevi
dai, nessuno può vedermi piangere
giaciglio d'acqua, il cui nome deriva da un poeta
imitazione della vita
come un koi nello stagno gelato
come un pesce rosso nella boccia
non voglio sentirti piangere
è canna da zucchero che sapeva di buono
è cannella è Hollywood
dai, nessuno ti vede tentare
tu vuoi il massimo
il massimo da quando il pane è stato tagliato a fette
tu hai tutto, nella misura in cui lo vuoi
come una sfilata di moda del venerdì di una teenager
gelando in un angolo
cercando di non mostrare i propri tentativi
è canna da zucchero che sapeva di buono
è cannella è Hollywood
dai, nessuno ti vede tentare
non voglio sentirti piangere
questa canna da zucchero
questa limonata
questo uragano, non sono dispiaciuto
dai, nessuno può vedermi piangere
questa tempesta luminosa
questa ondata di marea
questa valanga, non sono dispiaciuto
dai, nessuno può vedermi piangere
è canna da zucchero che sapeva di buono
è ciò che sei, è ciò che potevi
dai, nessuno può vedermi piangere
E' scesa in campagna elettorale

dal blog di Massimo Donadi:
Ieri, il cardinal Bagnasco è sceso ufficialmente in campo in vista delle regionali e si è schierato in maniera inoppugnabile da una parte politica ben precisa. Anzi, è andato oltre. Con un discorso che non lascia spazio a dubbi o interpretazioni, ha separato le forme dai contenuti, stigmatizzando e condannando i toni duri di una parte politica, senza analizzare le ragioni o le cause che hanno determinato certe reazioni o parole. La sua dichiarazione di intenti politici ha operato una vera e propria rimozione dei fatti, per mettere la parole fine alle malefatte del premier.Il presidente della Cei, pastore di anime, monsignor Bagnasco, tra le pieghe di un finto appello alla politica ad abbassare i toni, ha colto lo spunto per additare “il pericoloso riaffiorare all’orizzonte di maestri nuovi del sospetto e del risentimento che, lanciando parole violente e ripetute, possono resuscitare mostri del passato”. Non ha rivolto un appello alle parti per invitare ad un clima e a un confronto politico più sereno e conciliante. Ha sposato la tesi di una parte politica, puntando il dito solo verso l’eccesso di toni di una parte, lasciando l’altra fuori da ogni responsabilità o addebito, come se fosse innocente od esente da colpe. E’ come se io, di fronte ad un omicidio, lanciassi un urlo di allarme e qualcuno, invece di prendersi la briga di fermare la mano assassina, sentisse primariamente l’urgenza di riprendere me che mi sono macchiato del grave delitto di aver urlato ad alta voce in pubblico.Non credo vi possano essere dubbi su chi siano i destinatari del messaggio di Bagnasco. E per capirlo, basta riascoltare l’intervento di Fabrizio Cicchitto, capogruppo alla Camera del Pdl, due giorni dopo il grave ed inqualificabile episodio di Milano. Colpisce come un pugno nello stomaco monsignor Bagnasco, presidente della Cei, che fa uso dello stesso modulo comunicativo del centrodestra, che parla con le stesse parole di Cicchitto, che sposa la tesi dei cattivi maestri, del partito dell’odio e del rancore, che evoca l’armamentario berlusconiano quando parla di responsabili politici dell’aggressione di Milano. Non si ferma qui, monsignore. Mette i puntiti sulle i anche per la corsa alla regione Lazio. Riporta, con astuzia e furbizia, al centro del dibattito per la corsa alla presidente della regione la pillola RU486 ed il testamento biologico. E la Bonino è servita.Speriamo di aver capito male. Nutriamo speranza che monsignore voglia chiarire il significato delle sue parole nei prossimi giorni, perché interventi come questi, alla fine dei conti, non favoriscono sereni rapporti tra Stato e Chiesa ma non aiutano neanche a rasserenare il clima tra maggioranza ed opposizione.
fonte
Lorenzo
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