sabato 20 aprile 2013

Un paese sempre più provinciale




Inizio pensare che sia tutto così provinciale, così ridicolo. Non mi riferisco alle istituzioni, ma alle persone che ne fanno parte.
Soprattutto in questi giorni, ma il tutto è iniziato con la fine del governo Berlusconi, forse il più ridicolo della nostra storia, si è capito come manchino non i  partiti  europeisti, quelli ne abbiamo in abbondanza, ma i partiti europei, ancorati ai grandi ideali della nostra Europa. Marini fa parte di questo provincialismo e la gente incomincia averne abbastanza.
Non abbiamo un partito socialista che possa chiamarsi tale, anzi, proprio non ce l'abbiamo. Quindi il distacco ormai generazionale con i grandi partiti riformisti è ormai quasi incolmabile. Le dinamiche sociali europee, il capitalismo, il sistema bancario, non è più analizzabile politicamente qui da noi perchè non abbiamo un punto di riferimento, una base da cui partire.
Mancano anche un serio partito che si rifaccia agli ideali cristiano europei, o un serio partito di destra con cui confrontare la propria visione di società e le varie etiche. Manca soprattutto il laicismo associato alle istituzioni, un partito può essere cattolico, una istituzione no.
Leggere le dinamiche della società francese in un ottica socialista è molto più semplice che leggere quelle italiane sotto l'ottica del PD, o peggio del PdL o Lega Nord. Non esistono etiche comuni, fini comuni, non esistono progetti di grande respiro e la sinistra non ha una storia su cui ogni tanto fermarsi a meditare.
Oggi chi è di sinistra a chi può rifarsi con i suoi discorsi? Quali possono essere i suoi punti di riferimento per fare una seria analisi storica degli eventi?
Ci aggrappiamo a uomini ormai scomparsi ma non a idee, facebook ne è esempio e memoria.

Lorenzo

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